
Bitcoin (BTC) ha riconquistato quota 81.000 dollari mercoledì, proseguendo il recupero mentre gli investitori attendono la decisione di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) e i prossimi risultati delle Big Tech. La domanda istituzionale ha mostrato segnali moderatamente rialzisti, con i fondi quotati in borsa (ETF) spot su Bitcoin che hanno registrato la seconda giornata consecutiva di afflussi questa settimana.

Nel frattempo, un rapporto di K33 Research individua nella scarsa partecipazione al mercato e nell’inattività degli investitori i principali elementi di preoccupazione, avvertendo che potrebbe avvicinarsi un aumento della volatilità per la regina delle criptovalute.
La domanda istituzionale di Bitcoin resta cautamente rialzista. I dati di SoSoValue mostrano che gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato afflussi per 175,99 milioni di dollari martedì, in aumento rispetto ai 110,34 milioni di lunedì, indicando un modesto interesse all’acquisto da parte degli investitori istituzionali. Tuttavia, gli afflussi restano inferiori a quelli della scorsa settimana, suggerendo che gli investitori mantengono un approccio prudente in vista della decisione sui tassi della Federal Reserve statunitense (Fed), prevista nel corso della giornata di mercoledì.

È ampiamente previsto che mercoledì la Fed mantenga invariato il tasso di interesse di riferimento nell’attuale intervallo obiettivo del 3,75%-4,00%. Secondo lo strumento FedWatch del CME, i mercati scontano una probabilità del 90,6% che i tassi restino invariati alla riunione di ottobre, mentre la probabilità di un rialzo a dicembre si attesta all’84,4%. Gli operatori seguiranno con attenzione le dichiarazioni del presidente della Fed Kevin Warsh durante la conferenza stampa, alla ricerca di indicazioni sulle prospettive economiche della banca centrale e sul futuro percorso della politica monetaria.
Un tono restrittivo potrebbe frenare la propensione al rischio e mettere sotto pressione BTC, mentre un orientamento più accomodante potrebbe sostenere il recupero in corso.
Nel frattempo, anche le tensioni in Medio Oriente hanno indotto alla cautela gli operatori su BTC. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno invitato diversi Paesi arabi del Golfo a prepararsi a una «campagna militare breve e intensa» dopo le elezioni statunitensi di metà mandato.
Questi sviluppi hanno sostenuto i prezzi del petrolio greggio, con il West Texas Intermediate (WTI) in rialzo di oltre l’1% nella giornata, a circa 101 dollari al barile. Prezzi del petrolio più elevati potrebbero alimentare i timori per l’inflazione, frenare la propensione al rischio e limitare i rialzi di BTC.
Gli operatori di mercato rivolgono l’attenzione anche ai risultati delle principali società tecnologiche. Microsoft e Alphabet pubblicheranno i risultati del terzo trimestre mercoledì, seguite da Amazon giovedì.
Risultati che giustifichino il proseguimento degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale (IA) potrebbero attenuare i timori sulle valutazioni dei grandi operatori di infrastrutture cloud, i cosiddetti hyperscaler, e sostenere la propensione al rischio. Al contrario, dati deludenti potrebbero accentuare le vendite in corso sui mercati legate all’IA e pesare sugli asset sensibili alla propensione al rischio, come Bitcoin.
Un rapporto di K33 Research pubblicato martedì ha evidenziato la scarsa partecipazione al mercato e l’inattività degli investitori come principali elementi di preoccupazione che incidono sul prezzo di BTC, avvertendo che potrebbe avvicinarsi un aumento della volatilità.
La volatilità a 30 giorni dell’open interest (OI) sui contratti perpetui si attesta all’1,3%, il ventiseiesimo valore più basso da giugno 2021, mentre la volatilità dei prezzi a 30 giorni si colloca al 2° percentile di questo decennio. Inoltre, anche i volumi di scambio sono scesi a minimi mai toccati tra marzo 2024 e giugno 2026, mentre gli operatori restano alla finestra.
«Una calma di questo tipo consente alla leva finanziaria di accumularsi gradualmente, finché un movimento dei prezzi non impone la chiusura delle posizioni, spingendo ulteriormente le quotazioni nella stessa direzione. Fasi così tranquille raramente durano a lungo, perciò un aumento della volatilità appare probabile a breve. Questo quadro si accorda anche con il ritmo serrato dei prossimi appuntamenti in calendario, creando le condizioni perché i prezzi tornino a oscillare», ha aggiunto l’analista.

Il prezzo di Bitcoin si attesta a 81.113 dollari mercoledì e mantiene un’impostazione costruttiva e rialzista, consolidando al di sopra di un gruppo ravvicinato di medie mobili esponenziali (EMA). L’EMA a 50 giorni a 80.816 dollari, insieme all’EMA a 100 giorni a 77.813 dollari e a quella a 200 giorni a 76.395 dollari, si colloca nettamente al di sotto del prezzo spot, suggerendo che la tendenza rialzista di fondo resta sostenuta nonostante il recente arretramento.
Lo slancio non è particolarmente forte: l’indice di forza relativa (RSI) oscilla intorno a 46 e l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) resta in territorio negativo, un quadro che per ora suggerisce più un consolidamento che l’avvio di una nuova fase di forte rialzo.
Al rialzo, il primo ostacolo significativo si trova in corrispondenza della resistenza orizzontale vicino a 85.000 dollari, dove in passato la pressione di vendita ha frenato gli avanzamenti e che ora rappresenta il livello chiave che i rialzisti devono superare per ridare slancio al movimento ascendente.
Al ribasso, un primo interesse all’acquisto è atteso intorno all’EMA a 50 giorni a 80.816 dollari, con supporti più in basso in corrispondenza dell’EMA a 100 giorni a 77.813 dollari e dell’EMA a 200 giorni vicino a 76.395 dollari; una chiusura giornaliera al di sotto di questa fascia di medie mobili comprometterebbe seriamente la struttura rialzista prevalente e aprirebbe la strada a una correzione più marcata.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di IA. Scopri di più.)
Bitcoin è la maggiore criptovaluta per capitalizzazione di mercato, una valuta virtuale progettata per fungere da moneta. Questa forma di pagamento non può essere controllata da una singola persona, da un gruppo o da un’entità, eliminando così la necessità dell’intervento di terzi nelle transazioni finanziarie.
Le altcoin sono tutte le criptovalute diverse da Bitcoin, ma alcuni escludono da questa categoria anche Ethereum, poiché è da queste due criptovalute che hanno origine le biforcazioni del protocollo, dette fork. Secondo questa interpretazione, Litecoin è la prima altcoin, nata da un fork del protocollo Bitcoin e, pertanto, una sua versione «migliorata».
Le stablecoin sono criptovalute progettate per mantenere un prezzo stabile, il cui valore è garantito da una riserva dell’asset che rappresentano. A tal fine, il valore di ciascuna stablecoin è ancorato a una materia prima o a uno strumento finanziario, come il dollaro statunitense (USD), mentre la sua offerta è regolata da un algoritmo o dalla domanda. L’obiettivo principale delle stablecoin è offrire un canale di ingresso e di uscita agli investitori che desiderano negoziare e investire in criptovalute. Le stablecoin consentono inoltre agli investitori di conservare valore, poiché le criptovalute, in generale, sono soggette a volatilità.
La dominance di Bitcoin è il rapporto tra la capitalizzazione di mercato di Bitcoin e la capitalizzazione complessiva di tutte le criptovalute. Offre un quadro chiaro dell’interesse degli investitori per Bitcoin. Una dominance elevata di BTC si osserva tipicamente prima e durante una fase rialzista, quando gli investitori scelgono di investire in una criptovaluta relativamente stabile e ad alta capitalizzazione come Bitcoin. Un calo della dominance di BTC indica solitamente che gli investitori stanno spostando il proprio capitale e/o i profitti verso le altcoin alla ricerca di rendimenti più elevati, innescando in genere un’impennata dei rialzi delle altcoin.