Il dollaro canadese resta stabile mentre i prezzi del petrolio continuano a recuperare terreno

  • USD/CAD poco mosso mentre la ripresa dei prezzi del WTI sostiene i ricavi delle esportazioni canadesi.
  • Le vittorie elettorali dei democratici alimentano le aspettative di stallo politico e le speranze di progressi diplomatici con l’Iran, mantenendo sotto pressione il dollaro, valuta rifugio.
  • Gli operatori attendono i dati chiave sull’occupazione statunitense per valutare l’orientamento della Fed sui tassi a dicembre.

USD/CAD si muove poco dopo aver registrato modesti guadagni nella giornata precedente e oscilla intorno a 1,4010 durante la sessione asiatica di venerdì. La coppia potrebbe perdere terreno, poiché il dollaro canadese (CAD), legato alle materie prime, beneficia del rialzo dei prezzi del petrolio. Essendo uno dei maggiori produttori petroliferi al mondo e un importante esportatore verso gli Stati Uniti (USA), il Canada trae benefici diretti dal rialzo delle quotazioni del greggio. Tradizionalmente, prezzi del petrolio più elevati rafforzano il CAD, migliorando i ricavi delle esportazioni e le ragioni di scambio del Paese, mentre un calo dei prezzi tende a esercitare pressioni al ribasso sulla valuta.

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Nel frattempo, il greggio West Texas Intermediate (WTI) ha ripreso slancio mentre gli operatori valutano la ripresa delle forniture mediorientali insieme alle prospettive geopolitiche dopo le elezioni statunitensi di metà mandato. I prezzi del greggio hanno proseguito il recupero dopo l’ondata di vendite di mercoledì, sostenuti in parte dalla netta vittoria dei democratici sia alla Camera sia al Senato. Questo cambiamento politico ha alimentato le ipotesi secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe subire maggiori pressioni per porre fine al conflitto con l’Iran, in corso da otto mesi. Tuttavia, le prospettive di una rapida risoluzione restano incerte, mentre gli operatori di mercato tornano a interrogarsi sulla possibilità che i risultati elettorali portino davvero a una rapida fine della guerra.

Intanto, la coppia USD/CAD rimane stabile, poiché il dollaro statunitense (USD) trova sostegno nella diffusa cautela dei mercati in vista di dati economici chiave. Gli investitori attendono il rapporto statunitense sui nuovi occupati nei settori non agricoli (Nonfarm Payrolls, NFP), che dovrebbe svolgere un ruolo cruciale nel determinare le aspettative del mercato sulla decisione di politica monetaria della Fed a dicembre.

A controbilanciare questo sostegno al dollaro, i recenti cali dei rendimenti obbligazionari statunitensi e le persistenti speranze di progressi diplomatici con l’Iran continuano a mantenere sotto pressione il biglietto verde, valuta rifugio. Inoltre, la vittoria dei democratici ha accresciuto le aspettative di uno stallo politico a Washington, che potrebbe limitare la spesa pubblica e, in ultima analisi, rallentare la crescita economica.

Gli strategist di OCBC invitano a non attribuire un significato eccessivo alla debolezza del dollaro dopo le elezioni, avvertendo che «sarebbero cauti nel considerare l’iniziale ondata di vendite sull’USD come il preludio a un calo duraturo». Sostengono che, sebbene i democratici abbiano conquistato il controllo del Congresso, questo «non significa avere un potere politico illimitato», poiché «i provvedimenti legislativi più importanti» restano «esposti al veto del presidente Trump». OCBC sottolinea inoltre che i democratici «non dispongono delle maggioranze di due terzi in entrambe le camere necessarie per superarlo», suggerendo che il margine per cambiamenti politici radicali rimane limitato e, di conseguenza, riduce gli argomenti a favore di un USD strutturalmente più debole in questa fase.

Domande frequenti sul dollaro canadese

I principali fattori che influenzano il dollaro canadese (CAD) sono il livello dei tassi di interesse fissati dalla Banca del Canada (BoC), il prezzo del petrolio, principale prodotto esportato dal Canada, lo stato di salute dell’economia, l’inflazione e la bilancia commerciale, ossia la differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni del Paese. Tra gli altri fattori figura il clima di mercato, ovvero se gli investitori puntano su attività più rischiose (propensione al rischio) o cercano beni rifugio (avversione al rischio); la propensione al rischio favorisce il CAD. Poiché gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale del Canada, anche lo stato di salute dell’economia statunitense è un fattore chiave che influenza il dollaro canadese.

La Banca del Canada (BoC) esercita un’influenza significativa sul dollaro canadese fissando il livello dei tassi di interesse ai quali le banche possono prestarsi denaro reciprocamente. Questo incide sul livello dei tassi di interesse per tutti gli operatori economici. L’obiettivo principale della BoC è mantenere l’inflazione tra l’1% e il 3%, aumentando o riducendo i tassi di interesse. Tassi relativamente più elevati tendono a favorire il CAD. La Banca del Canada può inoltre ricorrere all’allentamento quantitativo e alla stretta quantitativa per influenzare le condizioni del credito: il primo tende a penalizzare il CAD, mentre la seconda tende a sostenerlo.

Il prezzo del petrolio è un fattore chiave che incide sul valore del dollaro canadese. Il petrolio è il principale prodotto esportato dal Canada, quindi il suo prezzo tende ad avere un impatto immediato sul valore del CAD. In generale, se il prezzo del petrolio sale, anche il CAD si rafforza, poiché aumenta la domanda complessiva della valuta. Il contrario avviene quando il prezzo del petrolio scende. Prezzi del petrolio più elevati tendono inoltre ad accrescere la probabilità di un saldo positivo della bilancia commerciale, che a sua volta sostiene il CAD.

Sebbene l’inflazione sia tradizionalmente considerata un fattore negativo per una valuta, perché riduce il valore del denaro, in epoca moderna si è in realtà verificato il contrario con l’allentamento dei controlli sui movimenti di capitale transfrontalieri. Un’inflazione più elevata tende a indurre le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse, attirando maggiori afflussi di capitale da investitori internazionali alla ricerca di impieghi remunerativi per il proprio denaro. Ciò accresce la domanda di valuta locale, che nel caso del Canada è il dollaro canadese.

I dati macroeconomici pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul dollaro canadese. Indicatori come il PIL, gli indici PMI del settore manifatturiero e dei servizi, i dati sull’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono tutti influenzare l’andamento del CAD. Un’economia solida favorisce il dollaro canadese: non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la Banca del Canada ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando la valuta. Se invece i dati economici sono deboli, è probabile che il CAD si deprezzi.