Previsioni sul cambio EUR/JPY: scende verso 175,50, i segnali ribassisti rafforzano l’orientamento al ribasso

  • EUR/JPY si indebolisce verso 175,65 nelle prime ore della sessione europea di mercoledì.
  • Il cross mantiene un tono negativo al di sotto della SMA a 100 giorni, con un momentum ribassista dell’RSI.
  • Il supporto iniziale è individuato a 175,45; il primo ostacolo al rialzo si colloca a 176,43.

Il cross EUR/JPY scambia in territorio negativo intorno a 175,65 nelle prime ore di contrattazione europee di mercoledì. Lo yen giapponese (JPY) si rafforza nei confronti dell’euro (EUR) tra i timori di un intervento delle autorità giapponesi sul mercato valutario.

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La ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato martedì che il governo è pronto ad agire con decisione sul mercato valutario. Katayama ha aggiunto che le autorità monitoreranno attentamente i movimenti del mercato con un maggiore senso di urgenza, anche in questo momento.

Gli operatori attendono la decisione sui tassi di interesse della Banca centrale europea (BCE), in programma giovedì, alla ricerca di nuovi impulsi. Venerdì l’attenzione si sposterà sulla riunione di politica monetaria della Banca del Giappone (BoC).

La BCE aveva precedentemente alzato i suoi tre tassi di riferimento di 25 punti base a settembre. La BCE annuncerà la propria decisione sui tassi giovedì ed è probabile che li mantenga invariati. Restano tuttavia elevate le aspettative di rialzi dei tassi nelle riunioni successive, in un contesto di prezzi del petrolio elevati e rischi inflazionistici.

Si prevede che la BoJ mantenga il tasso di riferimento invariato all’1,25% al termine della riunione di due giorni che si concluderà venerdì. Secondo quanto riportato da Reuters, in questa riunione la banca centrale giapponese dovrebbe dichiarare che il suo obiettivo del 2% per l’«inflazione di fondo» è stato raggiunto.

Yen visto sotto pressione mentre la cautela della BoJ allontana il rischio di intervento

Gli analisti di MUFG/BTMU ritengono che la minaccia di un intervento delle autorità resti ancora distante, osservando che «probabilmente siamo ancora piuttosto lontani da quel momento, con quota 160 quale livello evidente in cui tali minacce potrebbero tradursi in azioni concrete». Aggiungono che «lo yen potrebbe effettivamente faticare questa settimana, poiché gli investitori probabilmente si aspettano che il governatore della BoJ Ueda usi toni più cauti venerdì, dato il contesto globale».

MUFG/BTMU si aspetta che la BoJ riconosca la necessità di un ulteriore inasprimento monetario, ma avverte che il tono potrebbe deludere le speranze del mercato, affermando che «la BoJ ne terrà conto e, sebbene ci aspettiamo che segnali la necessità di ulteriori rialzi dei tassi, lo stile comunicativo di Ueda suggerisce che potrebbe non fornire un segnale forte su una mossa a dicembre, che resta scontata con una probabilità dell’80%».

Himino della BoJ evidenzia gli investimenti nell’IA e i rischi inflazionistici, sostenendo un rafforzamento dello yen

Himino della BoJ ottiene un punteggio di 8,2 su FXS Speechtracker, esattamente in linea con la sua media storica, ma l’enfasi sull’aumento dell’inflazione di fondo e delle aspettative di inflazione denota un orientamento restrittivo. I riferimenti ai forti investimenti in conto capitale trainati dall’intelligenza artificiale, alla solidità delle esportazioni, alle condizioni finanziarie accomodanti e alla rapida espansione del credito bancario sottolineano che i tassi reali restano bassi e che i rischi al rialzo per i prezzi stanno assumendo maggiore rilevanza.

L’avvertimento secondo cui rinviare i cambiamenti di politica monetaria potrebbe innescare rischi inflazionistici e danneggiare l’economia segnala una crescente disponibilità a inasprire la politica monetaria per garantire la stabilità dei prezzi. Sul mercato dei cambi, la combinazione di un’inflazione di fondo prossima all’obiettivo e di elevati rischi al rialzo per i prezzi sostiene le aspettative di un’ulteriore normalizzazione, favorevole allo yen, soprattutto rispetto alle altre valute a basso rendimento.

Chart Analysis EUR/JPY


Analisi tecnica: EUR/JPY mantiene prospettive negative al di sotto della SMA a 100 giorni

Nel grafico giornaliero, EUR/JPY mantiene un’impostazione ribassista nel breve termine, poiché la quotazione spot resta nettamente al di sotto della media mobile (MA) a 100 giorni e della media mobile semplice a 20 giorni delle bande di Bollinger. Il prezzo oscilla appena sopra il supporto della banda inferiore di Bollinger, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a 32,67, si trova vicino alla zona di ipervenduto, suggerendo che, sebbene prevalgano le pressioni al ribasso, l’ondata di vendite sia già molto estesa.

Al ribasso, il limite inferiore delle bande di Bollinger a 175,45 rappresenta il primo livello di supporto significativo. Una netta rottura al di sotto di quest’area esporrebbe il minimo del 23 ottobre a 175,10, seguito dal minimo del 6 ottobre 2025 a 174,74.

Al rialzo, la resistenza iniziale si colloca sul massimo del 26 ottobre a 176,43, prima della banda centrale di Bollinger intorno a 177,00 e  del limite superiore delle bande di Bollinger vicino a 178,50. Ulteriori acquisti sopra questo livello potrebbero aprire la strada verso il livello psicologico di 180,00 e la MA a 100 giorni a 182,20. 

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in linea generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma più nello specifico dalla politica della Banca del Giappone, dal differenziale tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi e dalla propensione al rischio degli operatori, tra gli altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo della valuta, pertanto le sue mosse sono fondamentali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati valutari, generalmente per ridurre il valore dello yen, anche se evita di farlo frequentemente a causa delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-accomodante della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha causato un deprezzamento dello yen rispetto alle principali altre valute, a seguito della crescente divergenza tra la politica della Banca del Giappone e quella delle altre principali banche centrali. Più di recente, il graduale abbandono di questa politica ultra-accomodante ha fornito un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la scelta della BoJ di mantenere una politica monetaria ultra-accomodante ha portato a una crescente divergenza rispetto alle altre banche centrali, in particolare alla Fed statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento del differenziale tra i rendimenti dei titoli obbligazionari decennali statunitensi e giapponesi, avvantaggiando il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ del 2024 di abbandonare gradualmente la politica ultra-accomodante, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte di altre importanti banche centrali, sta riducendo questo differenziale.

Lo yen giapponese è spesso considerato un bene rifugio. Ciò significa che, nei momenti di tensione sui mercati, gli investitori sono più propensi a investire nella valuta giapponese in virtù della sua presunta affidabilità e stabilità. Le fasi di turbolenza tendono a rafforzare lo yen rispetto ad altre valute considerate investimenti più rischiosi.

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