Il franco svizzero si indebolisce mentre il dollaro USA avanza in attesa della decisione di politica monetaria della Fed

  • USD/CHF si rafforza: i mercati si aspettano che la Fed mantenga invariati i tassi di interesse in attesa dei prossimi dati economici.
  • Il miglioramento del clima di fiducia sull’intelligenza artificiale e l’imminente pubblicazione dei risultati delle società tecnologiche hanno ridotto la domanda di titoli del Tesoro statunitense.
  • I responsabili della politica monetaria svizzera ritengono contenuti i rischi di inflazione e prevedono tassi di interesse stabili fino al 2027.

USD/CHF avanza per il quarto giorno consecutivo, scambiando intorno a 0,8300 durante la sessione asiatica di mercoledì. La coppia si apprezza grazie al rafforzamento del dollaro statunitense (USD), in un clima di cautela sui mercati in vista della decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve statunitense (Fed), attesa nel corso della giornata. Gli investitori monitorano attentamente anche la pubblicazione di dati economici chiave, tra cui la crescita del PIL e l’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE), alla ricerca di ulteriori indicazioni sul futuro percorso della politica monetaria.

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È ampiamente previsto che mercoledì la Fed lasci invariato il tasso di interesse di riferimento nell’attuale intervallo obiettivo del 3,75%-4,0%. Secondo lo strumento FedWatch del CME, i mercati scontano una probabilità del 92,8% che i tassi restino invariati in questa riunione, mentre la probabilità di un rialzo a dicembre si attesta all’84,4%. Gli operatori presteranno particolare attenzione alle dichiarazioni del presidente della Fed, Kevin Warsh, per cogliere eventuali indicazioni, anche sfumate, sulle prospettive economiche della banca centrale.

Nel frattempo, la domanda di titoli del Tesoro come beni rifugio si è indebolita con il miglioramento del clima di fiducia del mercato sull’intelligenza artificiale. I prossimi risultati delle principali società tecnologiche dovrebbero fornire nuove indicazioni sulla domanda legata all’IA — un settore che ha contribuito in misura significativa alla crescita economica statunitense — invertendo in parte i flussi verso i beni rifugio innescati dalla recente ondata di vendite sui titoli tecnologici a livello globale.

Dai verbali della riunione della Banca nazionale svizzera (BNS) emerge che i responsabili della politica monetaria hanno rilevato un aumento delle pressioni inflazionistiche, senza tuttavia riscontrare segnali di una loro propagazione più ampia all’economia. Hanno attribuito l’accelerazione dell’inflazione principalmente al rincaro del petrolio e all’indebolimento del franco. La BNS ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0% e il presidente Schlegel ha dichiarato che, al momento, non sono necessari adeguamenti, considerata la complessiva stabilità dei prezzi. Mentre gli economisti prevedono che i tassi rimangano invariati fino al 2027, i mercati finanziari iniziano a scontare un possibile rialzo all’inizio del 2027.

USD/CHF prolunga il rialzo, ma UOB dubita del superamento della resistenza principale

Gli strategist di UOB Group osservano che USD/CHF ha continuato a salire gradualmente all’inizio della settimana, con il dollaro «salito fino a un massimo di 0,8294 prima di chiudere a 0,8290 (+0,23%)». Ricordano che, quando la coppia scambiava vicino a 0,8270, avevano già segnalato che «il mercato è in ipercomprato dopo il forte rialzo degli ultimi due giorni, ma c’è margine affinché USD metta alla prova 0,8290», sottolineando al contempo che «un rialzo duraturo al di sopra di questo livello è improbabile».

Guardando alle prossime sedute, UOB osserva che «la spinta ribassista sta iniziando a rallentare e il mercato rimane in ipercomprato», ma l’ultimo movimento al rialzo «non mostra ancora segnali di una pausa». Per la prossima sessione, gli strategist ritengono che USD «potrebbe salire leggermente, ma è improbabile che un eventuale rialzo raggiunga la resistenza principale a 0,8320», mentre il primo supporto è ora individuato a 0,8270.

Domande frequenti sul franco svizzero

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È tra le dieci valute più scambiate al mondo, con volumi di negoziazione che superano ampiamente le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra gli altri fattori, dal clima generale dei mercati, dallo stato di salute dell’economia nazionale e dagli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015, il franco svizzero era ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio è stato rimosso bruscamente, provocando un aumento di oltre il 20% del valore del franco e forti turbolenze sui mercati. Sebbene l’ancoraggio non sia più in vigore, l’andamento del CHF tende a essere fortemente correlato a quello dell’euro, a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina area dell’euro.

Il franco svizzero (CHF) è considerato un bene rifugio, ossia una valuta che gli investitori tendono ad acquistare nei periodi di tensione sui mercati. Ciò dipende dalla percezione della Svizzera a livello internazionale: un’economia stabile, un solido settore delle esportazioni, ingenti riserve della banca centrale e una lunga tradizione di neutralità politica nei conflitti globali rendono la valuta del Paese una buona scelta per gli investitori che cercano riparo dai rischi. Nei periodi turbolenti, il CHF tende a rafforzarsi rispetto ad altre valute considerate più rischiose come investimento.

La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte all’anno, una volta a trimestre, con una frequenza inferiore rispetto alle altre principali banche centrali, per decidere la politica monetaria. La banca mira a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Quando l’inflazione supera l’obiettivo, o si prevede che lo supererà nel prossimo futuro, la banca cercherà di contenere la crescita dei prezzi aumentando il tasso di riferimento. Tassi di interesse più elevati sono generalmente favorevoli al franco svizzero (CHF), poiché comportano rendimenti più alti e rendono il Paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.

La pubblicazione dei dati macroeconomici svizzeri è fondamentale per valutare lo stato dell’economia e può influenzare la valutazione del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è nel complesso stabile, ma qualsiasi variazione improvvisa della crescita economica, dell’inflazione, del saldo delle partite correnti o delle riserve valutarie della banca centrale può innescare movimenti del CHF. In generale, una crescita economica sostenuta, una bassa disoccupazione e un elevato livello di fiducia favoriscono il CHF. Al contrario, se i dati economici indicano un indebolimento della dinamica economica, è probabile che il CHF si deprezzi.

Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dallo stato di salute delle economie della vicina area dell’euro. L’Unione europea nel suo complesso è il principale partner economico della Svizzera e un alleato politico fondamentale; pertanto, la stabilità macroeconomica e della politica monetaria nell’area dell’euro è essenziale per la Svizzera e, di conseguenza, per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli indicano che la correlazione tra l’andamento dell’euro (EUR) e quello del CHF supera il 90%, risultando quindi prossima a una correlazione perfetta.