Euro: focus sulle prospettive dei tassi Fed e sui segnali della BCE sul credito - Danske Bank

Il team Danske Research di Danske Bank rileva che EUR/USD ha registrato un forte calo, avvicinandosi ai minimi da inizio anno, mentre la debolezza generalizzata dell’euro ha dominato il mercato dei cambi del G10. La banca prevede che la Fed manterrà i tassi invariati, ribadendo però il proprio impegno a riportare l’inflazione all’obiettivo, e si attende altri due rialzi, a dicembre e a marzo. I dati della BCE sui prestiti suggeriscono che l’area dell’euro è ancora in grado di sostenere tassi di interesse più elevati.

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Euro sotto pressione sulle attese di una Fed restrittiva

«Ieri i tassi sui mercati globali hanno registrato soltanto movimenti modesti, con un lieve ampliamento dello spread OAT-Bund. Sul mercato dei cambi, invece, abbiamo osservato movimenti più marcati, con EUR/USD in forte calo e in avvicinamento ai minimi da inizio anno.»

«Considerando l’intero gruppo delle valute del G10, l’andamento delle quotazioni di ieri è stato molto probabilmente soprattutto un’ulteriore manifestazione della debolezza generalizzata dell’EUR.»

«Negli Stati Uniti, l’evento principale della settimana è la decisione del FOMC sui tassi di questa sera, seguita dalla conferenza stampa. Ci aspettiamo che la Fed mantenga invariati i tassi di riferimento, in linea con il consenso, mentre i mercati scontano una probabilità del 10% di un rialzo.»

«La maggior parte dei membri del FOMC con posizioni centriste ha segnalato di poter attendere fino a dicembre prima di procedere a un nuovo rialzo, sebbene alcuni ritengano più urgente intervenire, e ci aspettiamo 2-3 voti dissenzienti a favore di un aumento. Riteniamo tuttora necessario un ulteriore inasprimento e prevediamo altri due rialzi, a dicembre e a marzo.»

«Nell’area dell’euro, l’indagine della BCE sul credito bancario relativa al terzo trimestre ha mostrato che le banche hanno irrigidito i criteri di concessione del credito più del previsto, sebbene la quota netta di istituti che hanno segnalato un irrigidimento sia rimasta bassa nel confronto storico e sia stata determinata principalmente dalle banche francesi. Ciò suggerisce che l’inasprimento della politica monetaria della BCE abbia finora comportato soltanto un modesto irrigidimento dei criteri di concessione del credito e non dovrebbe, di per sé, impedire alla BCE di procedere con un’ulteriore stretta, poiché la trasmissione della politica monetaria continua ad avvenire in modo relativamente fluido.»

«Dati separati sulla crescita del credito relativi a settembre hanno mostrato che il ritmo di espansione ha continuato ad accelerare e si trova ora al livello più elevato dal 2022. Questo segnala che l’economia dell’area dell’euro è in grado di sostenere tassi di interesse più elevati sorprendentemente bene, sebbene una minore domanda di prestiti dovrebbe frenare la crescita del credito in futuro.»

(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e revisionato da un redattore. Scopri di più.)