Previsioni sul prezzo dell’argento: aumenta la pressione ribassista, i 50 dollari nel mirino

  • L’argento amplia le perdite mentre gli investitori preferiscono i titoli di Stato ai metalli preziosi.
  • XAG/USD resta esposto a ulteriori perdite, con una dinamica ribassista persistente.
  • L’RSI si avvicina alla zona di ipervenduto mentre i venditori puntano alla soglia psicologica dei 50 dollari.

L’argento (XAG/USD) scende a nuovi minimi annuali venerdì, dopo il crollo del 5,8% di giovedì, quando i timori sugli investimenti legati all’intelligenza artificiale hanno pesato sui mercati azionari senza però stimolare la domanda di argento come bene rifugio, poiché gli investitori preferiscono i titoli di Stato. Alcuni operatori potrebbero inoltre vendere metalli preziosi per compensare le perdite sulle azioni. Al momento della stesura, l’argento viene scambiato intorno a 53,89 dollari e si avvia a registrare il secondo calo settimanale consecutivo.

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Il metallo bianco perde ora circa il 55% rispetto al picco di gennaio, vicino a 121 dollari. Il calo è stato determinato in larga misura dall’aumento dei costi energetici legato alla guerra in Medio Oriente, iniziata a fine febbraio, che ha accentuato le pressioni inflazionistiche e spinto le principali banche centrali, in particolare la Federal Reserve (Fed), ad alzare i tassi di interesse. Costi di finanziamento più elevati aumentano il costo opportunità di detenere attività prive di rendimento come l’argento.

La riunione della Fed della prossima settimana potrebbe contribuire a determinare se l’argento proseguirà il calo o avvierà una ripresa. Ci si attende ampiamente che la banca centrale statunitense lasci invariati i tassi di interesse dopo averli aumentati di 25 punti base a settembre. Tuttavia, l’impegno dei responsabili della politica monetaria a riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% potrebbe mantenere aperta la possibilità di un altro rialzo dei tassi prima della fine dell’anno. Secondo lo strumento FedWatch del CME, i mercati scontano una probabilità dell’80% di un aumento a dicembre.

Analisi tecnica

Sul grafico giornaliero, XAG/USD estende il calo al di sotto del limite inferiore del canale discendente e rimane nettamente sotto le medie mobili semplici (SMA) a 100 e 200 giorni, che nel complesso confermano un orientamento decisamente ribassista nel breve termine.

La dinamica dei prezzi rafforza questo quadro: l’indice di forza relativa (RSI) si attesta a 31, vicino alla zona di ipervenduto, mentre l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) rimane sotto lo zero, con una lettura negativa. L’Average Directional Index a 30 evidenzia un contesto caratterizzato da una tendenza debole.

Al rialzo, la prima resistenza si trova a 55 dollari, seguita a breve distanza dal limite inferiore del canale, ormai violato, vicino a 56,50 dollari, e poi dalla resistenza orizzontale a 60 dollari. Il limite superiore del canale ribassista e la SMA a 100 giorni, a 62 dollari, formano una solida barriera prima del massimo relativo a 67 dollari e, infine, della SMA a 200 giorni a 71 dollari.

Al ribasso, un supporto significativo si individua soltanto sul livello orizzontale di 50 dollari: XAG/USD resta quindi esposto a ulteriori cali finché il prezzo si mantiene al di sotto delle molteplici resistenze sovrastanti.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso ampiamente scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti come i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.

Il prezzo dell’argento può variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività priva di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influire sui prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un forte aumento della domanda può far salire i prezzi, mentre una contrazione tende a farli scendere. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e, soprattutto, in Cina, gli ampi settori industriali utilizzano l’argento in diversi processi produttivi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo fondamentale nella formazione dei prezzi.

Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando il prezzo dell’oro sale, l’argento generalmente segue la stessa direzione, poiché entrambi hanno un ruolo simile come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica quante once d’argento occorrono per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale di sottovalutazione dell’argento o di sopravvalutazione dell’oro. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.