Il franco svizzero prende slancio mentre il dollaro USA resta sotto pressione dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti

  • USD/CHF si deprezza mentre il dollaro statunitense si indebolisce dopo la conquista della maggioranza alla Camera dei rappresentanti da parte dei democratici.
  • L’aumento dei rischi geopolitici legati alle tensioni tra Stati Uniti e Iran e un possibile rialzo dei tassi della Fed alimentano la volatilità del dollaro statunitense.
  • L’aumento dell’inflazione svizzera all’1,5% alimenta le attese di un rialzo anticipato dei tassi della BNS entro il 2027.

USD/CHF ha azzerato i guadagni della giornata precedente e scambia intorno a 0,8170 durante la sessione asiatica di mercoledì. La coppia valutaria subisce pressioni al ribasso a causa dell’indebolimento del dollaro statunitense (USD). Il calo segue le elezioni di metà mandato di martedì, in cui gli americani hanno votato per determinare il controllo del Congresso nei due anni rimanenti del mandato del presidente Donald Trump. Con i democratici che hanno sottratto ai repubblicani la maggioranza alla Camera dei rappresentanti, i mercati si preparano a possibili cambiamenti ai vertici del Congresso e a nuove incertezze sul futuro orientamento della politica fiscale statunitense. I dati in tempo reale di Decision Desk HQ mostrano che sono stati assegnati 253 dei 435 seggi della Camera, con i democratici a quota 152 e i repubblicani a 101 nella corsa ai 218 necessari per la maggioranza.

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Oltre agli sviluppi politici, i mercati finanziari seguono attentamente le tensioni geopolitiche e i segnali di politica monetaria. Gli operatori valutano se il presidente Trump riprenderà gli attacchi militari contro l’Iran, mentre gli sforzi diplomatici restano in una fase di stallo. Sia Washington sia Teheran stanno attualmente esaminando le proposte dei mediatori, dopo le notizie di attacchi aerei statunitensi sull’isola iraniana di Qeshm. Sebbene costi energetici più bassi possano attenuare le aspettative di una stretta monetaria aggressiva, lo strumento FedWatch del CME indica che i mercati scontano ancora una probabilità del 79% di un rialzo dei tassi di interesse della Federal Reserve a dicembre.

Ad accentuare le pressioni sulla coppia USD/CHF contribuisce la forza del franco svizzero (CHF), che ha ricevuto sostegno sul fronte interno dopo i recenti dati sull’inflazione. Trainata principalmente dall’aumento dei costi dell’energia importata, l’inflazione svizzera è salita all’1,5% a ottobre, il livello più alto da quasi tre anni. Sebbene il dato resti all’interno dell’intervallo obiettivo della Banca nazionale svizzera (BNS), compreso tra lo 0% e il 2%, l’improvvisa accelerazione ha indotto gli operatori di mercato a scontare un rialzo anticipato dei tassi, con le attese che ora indicano un intervento all’inizio del 2027.

USD/CHF arretra mentre UOB mette in dubbio la tenuta della rottura al di sotto del supporto

Gli strategist di UOB Group rilevano che la recente volatilità di USD/CHF è proseguita, osservando che «l’USD è successivamente sceso fino a un minimo di 0,8148, per poi rimbalzare bruscamente e chiudere a 0,8206 (+0,27%)». Aggiungono che il dollaro «è sceso ulteriormente oggi e potrebbe rompere al di sotto di 0,8140. Tuttavia, non è chiaro se riuscirà a consolidarsi sotto questo livello», sottolineando la persistente incertezza sulla capacità della coppia di mantenersi al di sotto di un supporto chiave.

Domande frequenti sul franco svizzero

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È tra le dieci valute più scambiate al mondo, con volumi che superano di gran lunga le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra gli altri fattori, dal clima generale sui mercati, dallo stato di salute dell’economia del Paese e dagli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015 il franco svizzero era ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio è stato rimosso bruscamente, provocando un aumento di oltre il 20% del valore del franco e forti turbolenze sui mercati. Sebbene l’ancoraggio non sia più in vigore, l’andamento del CHF tende a essere strettamente correlato a quello dell’euro, a causa della forte dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina area dell’euro.

Il franco svizzero (CHF) è considerato un bene rifugio, ovvero una valuta che gli investitori tendono ad acquistare nei periodi di tensione sui mercati. Ciò è dovuto alla reputazione della Svizzera a livello internazionale: un’economia stabile, un forte settore delle esportazioni, ingenti riserve della banca centrale e una tradizionale posizione di neutralità nei conflitti globali rendono la valuta del Paese una scelta interessante per gli investitori che cercano di ridurre l’esposizione ai rischi. Nei periodi turbolenti, il CHF tende a rafforzarsi rispetto ad altre valute considerate più rischiose per gli investimenti.

La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte all’anno, una volta ogni trimestre, con una frequenza inferiore rispetto alle altre principali banche centrali, per decidere la politica monetaria. La banca punta a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Quando l’inflazione supera l’obiettivo, o si prevede che lo supererà nel prossimo futuro, la banca cerca di frenare la crescita dei prezzi aumentando il tasso di riferimento. Tassi di interesse più elevati sono generalmente favorevoli al franco svizzero (CHF), poiché determinano rendimenti più alti, rendendo il Paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.

La pubblicazione dei dati macroeconomici svizzeri è fondamentale per valutare lo stato dell’economia e può incidere sul valore del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è nel complesso stabile, ma qualsiasi variazione improvvisa della crescita economica, dell’inflazione, del saldo delle partite correnti o delle riserve valutarie della banca centrale può innescare movimenti del CHF. In generale, una crescita economica sostenuta, una bassa disoccupazione e un elevato livello di fiducia sono favorevoli al CHF. Viceversa, se i dati economici segnalano un rallentamento dell’attività, è probabile che il CHF si deprezzi.

Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dallo stato di salute delle economie della vicina area dell’euro. L’Unione europea nel suo complesso è il principale partner economico della Svizzera e un alleato politico fondamentale; pertanto, la stabilità macroeconomica e della politica monetaria nell’area dell’euro è essenziale per la Svizzera e, di conseguenza, per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli indicano che la correlazione tra l’andamento dell’euro (EUR) e quello del CHF supera il 90%, risultando quindi prossima a una correlazione perfetta.