Il WTI scambia vicino a 99,00 dollari, ai massimi da cinque settimane, mentre aumentano i rischi per l’offerta in Medio Oriente

  • Il prezzo del WTI si è avvicinato ai massimi di cinque settimane dopo gli attacchi degli Houthi alle infrastrutture petrolifere saudite e ai porti sul Mar Rosso.
  • Una possibile azione militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro gli impianti energetici iraniani dopo le elezioni di metà mandato sta accrescendo il rischio sui mercati globali.
  • Secondo quanto riportato, Saudi Aramco ha ordinato al personale di evacuare la sede centrale di Dhahran, mentre aumentano i timori di un conflitto regionale.

Il prezzo del petrolio West Texas Intermediate (WTI) si mantiene in rialzo per il secondo giorno consecutivo, scambiando intorno a 98,80 dollari al barile durante la sessione asiatica di venerdì. Il WTI resta vicino ai massimi di cinque settimane, sostenuto dall'inasprimento delle tensioni geopolitiche e dai rischi per l'offerta in Medio Oriente.

TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

I militanti Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno recentemente rivendicato attacchi al porto saudita di Yanbu, sul Mar Rosso, nonché attacchi mortali contro un giacimento petrolifero e un aeroporto nel maggiore esportatore mondiale di greggio. Ad alimentare ulteriormente le preoccupazioni, le forze armate statunitensi e israeliane avrebbero elaborato piani per possibili nuovi attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato del mese prossimo, con le infrastrutture energetiche iraniane come probabile obiettivo principale. Nel frattempo, in Europa, l'Ucraina ha intensificato gli attacchi alle raffinerie russe, nel contesto di un accordo tra Stati Uniti e Russia riguardante le forniture di diesel.

Gli analisti del mercato energetico sottolineano che il sovrapporsi di queste minacce sta alimentando la recente dinamica rialzista dei prezzi. In una nota citata da Reuters, la società di consulenza energetica Ritterbusch and Associates ha osservato che «il comparto sta rimbalzando grazie a un nuovo forte aumento del premio per il rischio, legato a un ulteriore attacco degli Houthi alle infrastrutture saudite, mentre si parla di un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato».

Ad accentuare il senso di urgenza sul terreno, la compagnia petrolifera statale saudita Aramco ha ordinato al personale di evacuare la sede centrale di Dhahran, sul Golfo Persico, secondo sei fonti a conoscenza della vicenda. Aramco non ha risposto immediatamente alle richieste di commento; l'ordine prefigura quella che sarebbe la prima evacuazione su larga scala della società dall'inizio del conflitto con l'Iran.

Gli analisti di Deutsche Bank affermano di «partire dai movimenti del petrolio», osservando che «durante la notte sono emerse diverse notizie di carattere geopolitico che hanno alimentato i timori di una nuova escalation del conflitto». In questo contesto, evidenziano che il Brent è risalito intorno ai massimi di cinque mesi, vicino a 110 dollari al barile. Le notizie su possibili attacchi statunitensi e israeliani alle infrastrutture energetiche iraniane e il proseguimento degli attacchi in Arabia Saudita alimentano i timori che gli investitori stiano ormai scontando un periodo prolungato di prezzi petroliferi elevati, destinato a protrarsi ben oltre l'inizio del 2027.

Domande frequenti sul petrolio WTI

Il WTI è una tipologia di petrolio greggio venduta sui mercati internazionali. La sigla WTI sta per West Texas Intermediate, una delle tre principali tipologie di greggio, insieme al Brent e al Dubai Crude. Il WTI è anche definito «leggero» e «dolce» rispettivamente per la densità e il tenore di zolfo relativamente bassi. È considerato un petrolio di alta qualità, facile da raffinare. Viene estratto negli Stati Uniti e distribuito attraverso il polo di Cushing, considerato il «crocevia mondiale degli oleodotti». È un riferimento per il mercato petrolifero e il suo prezzo viene spesso citato dai media.

Come per tutte le attività finanziarie, domanda e offerta sono i principali fattori che determinano il prezzo del petrolio WTI. La crescita globale può quindi favorire un aumento della domanda, mentre una crescita globale debole può avere l'effetto opposto. Instabilità politica, guerre e sanzioni possono interrompere l'offerta e incidere sui prezzi. Anche le decisioni dell'OPEC, un gruppo di importanti Paesi produttori di petrolio, sono un fattore chiave per l'andamento dei prezzi. Il valore del dollaro statunitense influenza il prezzo del greggio WTI, poiché il petrolio è negoziato prevalentemente in dollari USA: un dollaro più debole può quindi rendere il petrolio più conveniente, e viceversa.

I rapporti settimanali sulle scorte petrolifere pubblicati dall'American Petroleum Institute (API) e dall'Energy Information Agency (EIA) incidono sul prezzo del petrolio WTI. Le variazioni delle scorte riflettono le oscillazioni della domanda e dell'offerta. Se i dati mostrano un calo delle scorte, questo può indicare un aumento della domanda, spingendo al rialzo il prezzo del petrolio. Scorte più elevate possono riflettere un aumento dell'offerta, esercitando pressioni al ribasso sui prezzi. Il rapporto dell'API viene pubblicato ogni martedì e quello dell'EIA il giorno successivo. I risultati sono generalmente simili, con uno scarto non superiore all'1% nel 75% dei casi. I dati dell'EIA sono considerati più affidabili, poiché si tratta di un'agenzia governativa.

L'OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) è un gruppo di 12 nazioni produttrici di petrolio che decidono collettivamente le quote di produzione dei Paesi membri durante riunioni che si tengono due volte all'anno. Le loro decisioni incidono spesso sui prezzi del petrolio WTI. Quando l'OPEC decide di ridurre le quote, può limitare l'offerta, spingendo al rialzo i prezzi del petrolio. Quando aumenta la produzione, si verifica l'effetto opposto. L'OPEC+ è un gruppo allargato che comprende altri dieci Paesi non appartenenti all'OPEC, il più importante dei quali è la Russia.

QUOTAZIONI IN DIRETTA

Nome / Simbolo
Grafico
% Variazione / Prezzo
XBRUSD
Variazione 1 giorno
+1.58%
114.91
XTIUSD
Variazione 1 giorno
+0.89%
101.2
XAUUSD
Variazione 1 giorno
-1.24%
4013.87
XAGUSD
Variazione 1 giorno
-3.38%
53.93