TMGM: il punto quotidiano sui mercati del 23 ottobre 2026

Panoramica del mattino

  • Il greggio Brent è salito del 4% a 113,17 dollari al barile, mentre gli attacchi alle infrastrutture saudite e le notizie di danni a petroliere nello Stretto di Hormuz hanno acuito i timori per l’offerta.
  • Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali francesi e quelli tedeschi ha raggiunto i 175 punti base, avvicinandosi al record del 2011 di circa 190 punti base.
  • La crescita del PIL cinese è salita al 4,5% nel terzo trimestre dal 4,3% del secondo, sebbene la domanda interna e gli investimenti siano rimasti deboli.
  • Nel Regno Unito, l’inflazione di settembre è salita al 3,5% su base annua dal 3,1%, con un’accelerazione sia della componente di fondo sia dei prezzi dei servizi.
  • Il dollaro ha recuperato terreno nei confronti dello yen dopo che il cambio USD/JPY aveva toccato un minimo di oltre un mese vicino a 156,00 in seguito alla pubblicazione dei dati sull’inflazione giapponese.
  • L’oro ha recuperato leggermente dopo essere sceso sotto i 4.000 dollari, segnando un nuovo minimo a tre mesi durante la sessione asiatica di venerdì.
TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

Andamento dei mercati

Mercato valutario

Il cambio USD/JPY si è attestato intorno a 156,25 nelle prime fasi della sessione asiatica di venerdì, mentre lo yen si rafforzava in seguito alla pubblicazione dei dati sull’inflazione giapponese. La coppia ha successivamente toccato un minimo di oltre un mese vicino a 156,00, prima di rimbalzare.

Metalli preziosi

L’oro è sceso sotto i 4.000 dollari durante la sessione asiatica di venerdì, toccando un nuovo minimo a tre mesi prima di recuperare leggermente.

Energia & Geopolitica

Il Brent sale del 4%: gli attacchi nel Golfo e i costi di trasporto acuiscono i timori per l’offerta

Il greggio Brent è salito del 4% a 113,17 dollari al barile, mentre gli attacchi alle infrastrutture dell’Arabia Saudita hanno alimentato i timori di interruzioni dell’offerta. Giovedì il contratto sul Brent con scadenza più vicina ha chiuso appena sopra i 113 dollari, al livello più alto da aprile. Nelle prime ore di venerdì il WTI si è attestato intorno a 98,80 dollari, vicino ai massimi delle ultime cinque settimane, per poi superare i 100 dollari nel corso della sessione.

Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno ripreso gli attacchi ai giacimenti petroliferi sauditi, mentre nel corso della settimana sono aumentati gli incidenti che hanno coinvolto imbarcazioni impegnate ad attraversare lo Stretto di Hormuz. L’Associated Press ha riportato l’affermazione dell’Iran secondo cui sette petroliere sarebbero state danneggiate nello stretto; la notizia non risultava confermata da fonti indipendenti nel resoconto dell’agenzia.

Gli strategist di ING Warren Patterson ed Ewa Manthey hanno citato notizie secondo cui il presidente Donald Trump stava valutando nuovi attacchi contro l’Iran, gli Stati Uniti stavano inviando una seconda portaerei nella regione e le truppe statunitensi erano state evacuate da alcune basi in Medio Oriente. Altre notizie citate da Commerzbank facevano riferimento a possibili nuovi attacchi statunitensi e israeliani dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Nessuna operazione di questo tipo era stata confermata.

I volumi delle spedizioni e i costi di consegna hanno delineato quadri contrastanti. Secondo il Wall Street Journal, nella settimana terminata il 18 ottobre le spedizioni dal Medio Oriente hanno superato in media i 24 milioni di barili al giorno, oltrepassando il livello prebellico di 23,3 milioni. I trasferimenti nei pressi dell’Oman attraverso la cosiddetta «Hormuz Shuttle» hanno contribuito a sostenere questi flussi.

La strategist di Rabobank Molly Schwartz ha dichiarato che le tariffe di nolo sulla rotta Golfo Persico-Cina avevano raggiunto 1,4 milioni di dollari al giorno, aggiungendo circa 13,5 dollari al barile ai costi di consegna. Ha inoltre riferito che il petrolio fisico Brent e quello scambiato a Shanghai presentavano premi di 10–25 dollari rispetto ai futures, con i costi assicurativi, le inefficienze operative delle petroliere e gli attacchi che mantenevano le condizioni del trasporto marittimo lontane dalla normalità, nonostante l’aumento dei volumi.

Debito sovrano & Macroeconomia

Lo spread tra i titoli di Stato francesi e tedeschi raggiunge i 175 punti base mentre le condizioni di finanziamento si irrigidiscono

Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali francesi e quelli tedeschi ha raggiunto i 175 punti base, oltre 100 punti base in più rispetto a fine febbraio, secondo Elias Haddad di Brown Brothers Harriman. Lo spread si è avvicinato al record del 2011 di circa 190 punti base, in un contesto segnato dall’irrisolta crisi politica e dei conti pubblici francesi.

Gli indicatori dei timori di una disgregazione dell’euro sono rimasti al di sotto dei livelli osservati durante la crisi di bilancio italiana del 2018. A settembre, l’indice Sentix sul rischio di disgregazione dell’euro si attestava al 2,4%, rispetto al 13% circa registrato durante quell’episodio. Il Transmission Protection Instrument della BCE consente acquisti di titoli di Stato subordinati a verifiche sui conti pubblici.

L’aumento dei costi di indebitamento ha inoltre irrigidito le condizioni di finanziamento anche al di fuori della Francia. Carsten Brzeski di ING ha stimato che l’aumento dei rendimenti dei titoli tedeschi dalla riunione della BCE di settembre abbia avuto un effetto sulla crescita e sull’inflazione all’incirca equivalente a un ulteriore rialzo dei tassi di 25 punti base; per la Francia, ha stimato un effetto equivalente a quasi 50 punti base.

Il tasso sui depositi presso la BCE si attesta al 2,50%. Brzeski ha osservato che a settembre l’inflazione complessiva dell’area euro è nuovamente aumentata, mentre gli indicatori anticipatori hanno continuato a segnalare una buona tenuta dell’economia. Bas van Geffen di Rabobank ha dichiarato che non vi erano ancora evidenze di un’inflazione più diffusa e radicata, mentre gli economisti di Nomura hanno descritto le trattative salariali del quarto trimestre svoltesi finora come non preoccupanti sul fronte degli effetti inflazionistici di secondo impatto. Jan von Gerich di Nordea ha sottolineato le ripercussioni sull’intera area euro dell’aumento dei rendimenti francesi e dell’irrigidimento delle condizioni di finanziamento.

La crescita del PIL cinese sale al 4,5%, ma gli investimenti interni restano deboli

La crescita del PIL cinese è salita al 4,5% nel terzo trimestre dal 4,3% del secondo, sostenuta dal rafforzamento dell’attività economica a settembre. Gli analisti di HSBC hanno tuttavia rilevato il persistere di fattori di debolezza interni, tra cui una contrazione degli investimenti in immobilizzazioni e una domanda interna debole.

Le esportazioni e i settori ad alta tecnologia hanno mantenuto una relativa tenuta, mentre i consumi hanno mostrato una ripresa disomogenea, a forma di K. HSBC ha inoltre individuato una reflazione trainata dai costi, anziché un rafforzamento generalizzato della domanda interna.

Le iniziative volte a sostenere i redditi delle famiglie e la fiducia dei consumatori comprendono il miglioramento dei servizi pubblici, l’ampliamento della copertura della rete di protezione sociale e gli sforzi per integrare i lavoratori migranti nel modello di urbanizzazione. HSBC ha descritto queste misure come parte di un cambiamento di approccio: dagli interventi di breve periodo a sostegno dei consumi alla rimozione dei vincoli strutturali dell’economia interna.

L’inflazione britannica accelera al 3,5%, superando le proiezioni della Banca d’Inghilterra

Nel Regno Unito, l’inflazione complessiva dei prezzi al consumo è salita a settembre al 3,5% su base annua dal 3,1%. L’inflazione di fondo è aumentata al 2,8% dal 2,6%, mentre quella dei servizi è salita al 3,7% dal 3,4%.

Il team di ricerca di Danske Bank ha dichiarato che i dati erano leggermente superiori alle attese di consenso e superavano le proiezioni della Banca d’Inghilterra. Ha inoltre osservato che negli ultimi mesi l’attività economica aveva mostrato una maggiore tenuta e che il mercato del lavoro stava dando segnali di stabilizzazione.

La sterlina ha registrato modesti rialzi nei confronti del dollaro dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione, attestandosi intorno a 1,3405 dollari nelle prime fasi della sessione asiatica di venerdì.

Prossimi eventi chiave

  • Riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo della Banca centrale europea — Area euro: la riunione del Consiglio direttivo si conclude il 29 ottobre 2026; la decisione di politica monetaria della BCE e la conferenza stampa della presidente Christine Lagarde sono previste per lo stesso giorno.