
XAG/USD tocca un nuovo minimo annuo a 53,03 $, confermando la prosecuzione del trend ribassista.
L’RSI si avvicina alla zona di ipervenduto mentre i venditori mantengono la pressione al ribasso.
Una rottura sotto 53,00 $ apre la strada a 50,00 $, seguiti da 48,64 $ e 45,56 $.
Il prezzo dell’argento ha proseguito la sua discesa venerdì, perdendo oltre l’1% dopo aver toccato un nuovo minimo annuo a 53,03 $ e aprendo la strada a un attacco dei venditori al livello di 50,00 $ nel prossimo futuro. Al momento della stesura, XAG/USD scambia vicino a 54,00 $.

Il trend ribassista sembra destinato a proseguire dopo che l’argento ha toccato un nuovo minimo annuo, aprendo la strada a ulteriori ribassi. L’indice di forza relativa (RSI) è ribassista ed è sul punto di entrare in ipervenduto, indicando che i venditori stanno guadagnando forza mentre XAG/USD scende gradualmente.
Il primo supporto si trova a 53,50 $. Una rottura di questo livello aprirebbe la strada al minimo da inizio anno di 53,05 $, seguito da 50,00 $. La successiva area di interesse è il minimo relativo del 21 novembre 2025 a 48,64 $, prima che il metallo prezioso metta alla prova il minimo relativo del 28 ottobre 2025 a 45,56 $.
Per un’inversione rialzista, l’argento deve salire sopra 55,00 $. Superato questo livello, il prossimo obiettivo è il massimo del 22 ottobre a 58,02 $, seguito dalla soglia di 60,00 $.

L’argento è un metallo prezioso ampiamente scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti come i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare in funzione di un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far aumentare i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, gli ampi settori industriali utilizzano l’argento in diversi processi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando il prezzo dell’oro sale, l’argento solitamente segue la stessa direzione, dato che entrambi hanno uno status simile di bene rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.