
AUD/USD estende i guadagni per il secondo giorno consecutivo, scambiando intorno a 0,7010 durante la sessione asiatica di giovedì. La coppia ha guadagnato terreno mentre il dollaro australiano (AUD) si è leggermente rafforzato dopo la pubblicazione dell’ultimo rapporto sulla bilancia commerciale australiana.

A settembre, l’avanzo commerciale australiano è aumentato nettamente rispetto al mese precedente, raggiungendo 2.826 milioni di dollari australiani, a fronte dei 185 milioni della precedente rilevazione rivista (inizialmente indicati in 495 milioni). Le esportazioni australiane sono cresciute del 2,3% a settembre, dopo l’aumento rivisto del 3,1% di agosto (inizialmente del 3,7%), mentre le importazioni sono diminuite del 3,3%, dopo una crescita rivista del 6,2% nel mese precedente (inizialmente del 5,8%).
Un’ulteriore spinta al rialzo per la coppia AUD/USD è arrivata dalla debolezza generalizzata del dollaro statunitense (USD). Il biglietto verde ha subito forti pressioni di vendita dopo che una netta vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato ha assicurato loro il controllo di entrambe le camere del Congresso, alimentando i timori di un possibile stallo politico a Washington. Inoltre, le aspettative dei mercati di una fine del conflitto in Medio Oriente in seguito all’esito elettorale hanno innescato un brusco calo dei prezzi del petrolio, esercitando ulteriori pressioni sull’USD.
Nonostante questi fattori sfavorevoli, il calo del dollaro statunitense potrebbe rimanere contenuto grazie alla tenuta dei dati economici nazionali. Secondo il rapporto ADP, l’occupazione nel settore privato è aumentata di 86.000 unità a ottobre, superando le 69.000 attese, sebbene il dato di settembre sia stato rivisto al ribasso da 90.000 a 86.000. Nel frattempo, l’indice PMI dei servizi dell’ISM è sceso leggermente a 54,5 da 54,9, appena al di sotto delle previsioni di 54,8, ma è rimasto saldamente in territorio di espansione.
Questi solidi indicatori economici offrono alla Federal Reserve (Fed) margine per mantenere il proprio orientamento restrittivo nel tentativo di riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%. Secondo il CME FedWatch Tool, i mercati scontano attualmente una probabilità dell’80% di un ulteriore rialzo dei tassi a dicembre. Gli investitori rivolgono ora l’attenzione ai prossimi dati economici statunitensi, tra cui le richieste iniziali settimanali di sussidio di disoccupazione di giovedì e il rapporto sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP) di venerdì.
Gli analisti di Scotiabank riferiscono che «l’USD si sta indebolendo in modo generalizzato in risposta ai risultati delle elezioni statunitensi di metà mandato di martedì», con l’andamento delle principali valute che indica un chiaro miglioramento della propensione al rischio. Osservano che la performance relativa delle valute del G10 «è indicativa di una maggiore propensione al rischio», con il peso messicano in testa grazie a «un guadagno di quasi l’1% nella giornata» e NZD, NOK e AUD «in rialzo tra lo 0,6% e lo 0,7%», mentre persino EUR e GBP «registrano rialzi relativamente consistenti dello 0,5% rispetto alla chiusura di martedì».
La bilancia commerciale pubblicata dall’Australian Bureau of Statistics misura la differenza tra il valore delle importazioni e quello delle esportazioni di beni dell’Australia. I dati sulle esportazioni possono fornire indicazioni importanti sulla crescita australiana, mentre le importazioni offrono un’indicazione della domanda interna. La bilancia commerciale fornisce un segnale anticipato sull’andamento delle esportazioni nette. Una domanda stabile di esportazioni australiane si tradurrebbe in un miglioramento del saldo commerciale, che dovrebbe risultare positivo per l’AUD.
Leggi di più.Ultima pubblicazione: Gio 05 nov 2026 00:30
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Fonte:Ufficio australiano di statistica