Il dollaro australiano scende sotto la media mobile semplice a 100 giorni dopo i dati sull’inflazione USA superiori alle attese

  • AUD/USD scivola a 0,7020 dopo essere stato respinto dalle principali medie mobili.
  • La rottura al di sotto della SMA a 100 giorni a 0,7032 rafforza il quadro tecnico ribassista.
  • Il solido PIL statunitense e l’inflazione PCE core elevata mettono sotto pressione gli acquirenti del dollaro australiano.

Il dollaro australiano si indebolisce nei confronti del dollaro statunitense giovedì, dopo aver incontrato un’importante area di confluenza delle resistenze in corrispondenza delle SMA a 50 e 200 giorni. Intanto, i solidi dati statunitensi hanno confermato la forza dell’economia, il che potrebbe aumentare le probabilità di tassi di interesse più elevati. AUD/USD scambia a 0,7020.

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AUD/USD arretra dall’area di confluenza delle SMA a 50 e 200 giorni; la rottura sotto 0,7032 segnala ulteriori ribassi

Wall Street ha chiuso la seduta in rosso, riflettendo un clima di mercato negativo. I dati statunitensi hanno mostrato che l’economia è cresciuta del 3,4% su base annua nel terzo trimestre del 2026, superando le previsioni del 3,2% e la precedente lettura del 2,2%. Allo stesso tempo, l’indicatore dell’inflazione preferito dalla Fed, il PCE core, è aumentato del 3,1% a settembre, come previsto, rispetto al 3% del mese precedente.

Tra i dati pubblicati figuravano anche le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione per la settimana conclusa il 24 ottobre, scese da 195.000 a 194.000, al di sotto delle previsioni che indicavano un aumento a 199.000.

In seguito ai dati, AUD/USD ha ampliato le perdite scendendo al di sotto della SMA a 100 giorni a 0,7032, aprendo la strada a ulteriori ribassi. Va sottolineato che gli investitori avevano ridimensionato le scommesse su un orientamento restrittivo della Fed rispetto a mercoledì. Al momento della stesura, le probabilità si attestano al 76%, in calo dall’84% del giorno precedente, secondo Prime Terminal.

Questo è avvenuto in un contesto di crescenti speranze di progressi diplomatici in Medio Oriente. Il West Texas Intermediate (WTI), il greggio di riferimento statunitense, è sceso di circa lo 0,13% a 102,71 dollari mentre è in corso la sessione asiatica.

I rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti, con il rendimento decennale in calo di 6,5 punti base al 4,907%. La flessione è dovuta in parte alla decisione della Fed di mantenere invariati i tassi e all’assenza di indicazioni prospettiche da parte del suo presidente, Kevin Warsh, che si è concentrato principalmente sugli aspetti operativi anziché sulla politica monetaria.

Warsh ha dichiarato che il numero appropriato di riunioni del FOMC è otto, ma che nel 2027 ci sarebbero state sette decisioni di politica monetaria, seguite da sei nel 2028.

In Australia, il calendario di giovedì non prevedeva appuntamenti, a eccezione del discorso della governatrice della RBA Bullock, che ha affermato che l’inflazione è decisamente troppo elevata, riconoscendo che l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è coerente con rischi al rialzo per l’inflazione.

Venerdì, il calendario australiano prevede la pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione (PPI) del terzo trimestre su base annua. Nel trimestre precedente, la lettura era stata del 3,6%. Il calendario statunitense prevede gli interventi della presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, e del presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem.

Previsioni sul cambio AUD/USD: quadro tecnico

Chart Analysis AUD/USD
Grafico giornaliero di AUD/USD

Sul grafico giornaliero, AUD/USD scambia a 0,7024, mantenendo un’impostazione ribassista nel breve termine poiché resta al di sotto dell’ultimo valore del gruppo di tre medie mobili semplici, pari a 0,7069. La coppia sta scivolando nuovamente verso il limite inferiore dell’intervallo recente, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a 51,33, si colloca appena al di sopra della soglia neutrale. Ciò suggerisce uno slancio rialzista modesto, anziché deciso, in un contesto in cui prevalgono pressioni strutturali al ribasso.

Al rialzo, una prima resistenza emerge in corrispondenza delle medie mobili semplici a 50, 100 e 200 periodi, raggruppate intorno a 0,7069, seguita dalla barriera orizzontale nei pressi di 0,7198. La linea di tendenza ribassista di più ampio respiro, tracciata da 0,8015, rafforza il limite ai rialzi su livelli più elevati. Al ribasso, l’andamento dei prezzi è sostenuto da una serie di linee di tendenza ascendenti con funzione di supporto, tracciate dall’area 0,68–0,69. Questo suggerisce che, sebbene l’impostazione rimanga ribassista al di sotto delle medie mobili, eventuali discese verso questa fascia ascendente attirerebbero probabilmente acquisti prima di un deterioramento più marcato della struttura sul grafico giornaliero.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’aiuto di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Andamento del dollaro australiano questa settimana

La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro australiano (AUD) rispetto alle principali valute elencate questa settimana. Il dollaro australiano ha registrato la performance migliore nei confronti del dollaro neozelandese.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD 0,29% -0,06% 0,46% -0,39% 0,19% 1,17% -0,07%
EUR -0,29% -0,38% 0,12% -0,76% -0,18% 0,82% -0,42%
GBP 0,06% 0,38% 0,44% -0,38% 0,20% 1,26% -0,07%
JPY -0,46% -0,12% -0,44% -0,82% -0,32% 0,75% -0,62%
CAD 0,39% 0,76% 0,38% 0,82% 0,53% 1,52% 0,31%
AUD -0,19% 0,18% -0,20% 0,32% -0,53% 1,00% -0,45%
NZD -1,17% -0,82% -1,26% -0,75% -1,52% -1,00% -1,26%
CHF 0,07% 0,42% 0,07% 0,62% -0,31% 0,45% 1,26%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro australiano dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà AUD (valuta base)/USD (valuta quotata).