La sterlina britannica sale ai massimi dal 16 settembre mentre il dollaro USA crolla sulla scia dei risultati elettorali

  • GBP/USD registra un forte rialzo mercoledì, in un contesto di vendite generalizzate sul dollaro statunitense.
  • Le speranze di una soluzione diplomatica con l’Iran e il calo dei rendimenti obbligazionari statunitensi trascinano il dollaro ai minimi da un mese.
  • Le aspettative di un rialzo dei tassi della BoE sostengono la sterlina e contribuiscono al forte slancio rialzista.

La coppia GBP/USD attira forti acquisti durante la sessione asiatica di mercoledì, salendo oltre quota 1,3450 e toccando nell’ultima ora un nuovo massimo dal 16 settembre, in un contesto di debolezza generalizzata del dollaro statunitense (USD).

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L’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura l’andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di valute, scende infatti ai minimi da oltre un mese, mentre i primi risultati dello scrutinio delle elezioni statunitensi di metà mandato indicano crescenti probabilità di una vittoria democratica. Ciò aumenta la prospettiva di uno stallo politico a Washington, indirizzando i flussi in cerca di sicurezza verso i Treasury statunitensi e spingendo al ribasso i rendimenti obbligazionari. Inoltre, le speranze di una soluzione diplomatica con l’Iran rappresentano un altro fattore che indebolisce la domanda di dollari come bene rifugio, fornendo a sua volta un forte impulso alla coppia GBP/USD.

Martedì il presidente Donald Trump ha dichiarato al Financial Times che gli Stati Uniti non hanno piani immediati per colpire l’Iran, alimentando l’ottimismo su una possibile soluzione diplomatica che ponga fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran e spingendo gli operatori a eliminare dai prezzi il premio per il rischio geopolitico. La sterlina britannica (GBP), dal canto suo, continua a sovraperformare, grazie all’attenuarsi dei timori sui conti pubblici dopo i recenti aggiornamenti del bilancio britannico e al rafforzarsi delle aspettative che la Banca d’Inghilterra (BoE) alzi i tassi di interesse nella riunione di politica monetaria di giovedì.

Nel frattempo, l’indagine mensile del Dipartimento del Lavoro statunitense sulle posizioni lavorative aperte e sul ricambio della forza lavoro (JOLTS) ha mostrato che le assunzioni sono rimaste relativamente stabili e che a settembre i posti di lavoro vacanti sono aumentati più del previsto, passando da 7,2 a 7,5 milioni. Questi dati si aggiungono ai rischi inflazionistici legati agli elevati prezzi dell’energia e rafforzano le prospettive di un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve (Fed). Ciò, tuttavia, non offre alcun sollievo ai rialzisti sul dollaro, suggerendo che per la coppia GBP/USD la direzione di minor resistenza rimane verso l’alto.

Guardando ai prossimi appuntamenti, gli operatori attendono ora il rapporto ADP sull’occupazione nel settore privato statunitense e l’indice ISM dei servizi, in cerca di impulsi di breve termine nel prosieguo della sessione nordamericana. L’attenzione sarà tuttavia rivolta alle decisioni di politica monetaria della BoE di giovedì e agli attesissimi dati mensili sull’occupazione statunitense, comunemente noti come rapporto Nonfarm Payrolls (NFP), in uscita venerdì. Il quadro fondamentale favorevole suggerisce comunque che eventuali flessioni correttive della coppia GBP/USD saranno con maggiore probabilità accolte da nuovi acquisti.

Grafico giornaliero di GBP/USD

Chart Analysis GBP/USD

Analisi tecnica

La coppia GBP/USD mantiene un orientamento rialzista nel breve termine dopo la rottura intraday al di sopra della media mobile semplice (SMA) a 200 giorni, situata a 1,3424. Inoltre, le quotazioni spot si mantengono appena sopra il ritracciamento di Fibonacci del 61,8% a 1,3467, suggerendo che gli acquirenti stiano difendendo quest’area chiave dopo aver recuperato la zona mediana del recente movimento ribassista.

Più in alto, la resistenza si trova in corrispondenza del ritracciamento di Fibonacci del 78,6% a 1,3556, prima del recente massimo ciclico a 1,3670. Al ribasso, i supporti immediati si collocano vicino alla SMA a 200 giorni a 1,3424 e al ritracciamento del 50,0% a 1,3404, mentre una domanda più consistente emerge in corrispondenza del livello del 38,2% a 1,3341 e del ritracciamento del 23,6% a 1,3264, prima del supporto strutturale nei pressi di 1,3138.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’aiuto di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Andamento del dollaro statunitense oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro statunitense ha registrato la performance migliore nei confronti del dollaro neozelandese.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD -0,43% -0,37% -0,68% -0,30% -0,12% 0,11% -0,71%
EUR 0,43% 0,06% -0,25% 0,11% 0,29% 0,52% -0,29%
GBP 0,37% -0,06% -0,30% 0,08% 0,25% 0,47% -0,35%
JPY 0,68% 0,25% 0,30% 0,39% 0,57% 0,78% -0,04%
CAD 0,30% -0,11% -0,08% -0,39% 0,17% 0,39% -0,43%
AUD 0,12% -0,29% -0,25% -0,57% -0,17% 0,22% -0,60%
NZD -0,11% -0,52% -0,47% -0,78% -0,39% -0,22% -0,81%
CHF 0,71% 0,29% 0,35% 0,04% 0,43% 0,60% 0,81%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).