
Giovedì la sterlina britannica (GBP) incontra pressioni nel tentativo di estendere il rialzo oltre 1,3500 contro il dollaro USA (USD). La valuta britannica risente delle pressioni in vista della decisione di politica monetaria della Banca d’Inghilterra (BoE), prevista alle 12:00 GMT.

Gli analisti di Deutsche Bank indicano l’annuncio di politica monetaria della BoE, previsto alle «12:00 ora di Londra», come uno degli appuntamenti principali del calendario odierno. Osservano che «è ampiamente atteso che la BoE proceda al primo rialzo dei tassi dal 2023, con un aumento di 25 punti base che porterà il tasso di riferimento al 4%».
Nella loro analisi preliminare, gli economisti di Deutsche Bank che seguono il Regno Unito «si aspettano un esito del voto di 6 a 3 a favore di un rialzo». Questa previsione contrasta con quella degli strateghi di Brown Brothers Harriman (BBH), che ritengono che il voto si concluderà con un risultato di 7 a 2, con Alan Taylor e Swati Dhingra, favorevoli a una politica monetaria più accomodante, a sostegno di tassi invariati.
Deutsche Bank ha aggiunto di ritenere che «i cambiamenti più significativi arriveranno con l’aggiornamento delle previsioni della BoE». In particolare, gli economisti prevedono che «la Banca indicherà un picco dell’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo (CPI) più vicino al 4,25% nel primo trimestre del 2027, anche se si aspettano anche una revisione al rialzo all’1,4% della previsione di crescita per il 2026».
Nel frattempo, anche un lieve recupero del dollaro USA limita il potenziale rialzista del cambio GBP/USD. Durante la sessione europea, l’indice del dollaro USA (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, ha recuperato gran parte delle perdite iniziali e si attesta in lieve calo intorno a 101,44. Il DXY ha rimbalzato dopo aver nuovamente toccato il minimo mensile di 101,10 registrato il giorno precedente.
Si prevede che il dollaro USA resterà sotto pressione nel contesto delle turbolenze politiche negli Stati Uniti. La vittoria dei Democratici statunitensi alle elezioni di metà mandato ha alimentato i timori di «uno stallo sul tetto del debito e di una prolungata chiusura delle attività del governo federale il prossimo anno», ha riferito ING.

Sul grafico giornaliero, GBP/USD scambia a 1,3482 e mantiene un’impostazione rialzista di breve termine, restando al di sopra della media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni a 1,3370 e del ritracciamento di Fibonacci del 61,8% a 1,3471. Il gruppo di supporti di Fibonacci riconquistati, compresi all’incirca tra 1,3470 e 1,3408, rafforza il quadro positivo, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, intorno a 65, segnala un solido slancio positivo, suggerendo che la pressione rialzista persiste, pur avvicinandosi alla zona di ipercomprato.
Al rialzo, la resistenza immediata si colloca in corrispondenza del ritracciamento di Fibonacci del 78,6% a 1,3561, con un ulteriore ostacolo in corrispondenza del ritracciamento del 100% e del recente massimo relativo intorno a 1,3676. Al ribasso, il primo supporto si trova sul ritracciamento del 61,8% a 1,3471, seguito dal livello del 50% a 1,3408 e dall’EMA a 20 giorni a 1,3370; una rottura al di sotto di questi livelli esporrebbe i supporti di Fibonacci più in basso a 1,3344 e 1,3266, prima del supporto strutturale intorno a 1,3140.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’aiuto di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)