
La sterlina balza di circa lo 0,70%, sostenuta dai solidi dati sul mercato del lavoro britannico e dalla notizia secondo cui Stati Uniti e Iran sembrano aver raggiunto un accordo, stando all’emittente israeliana Channel 12 News. GBP/USD si scambia vicino a 1,3400 dopo essere rimbalzato dal minimo giornaliero di 1,3300.

L’emittente israeliana Channel 12 News ha riferito che la proposta presentata dal capo dell’esercito pakistano ad alti funzionari iraniani è già stata approvata dagli Stati Uniti e ha ricevuto il consenso preliminare di Teheran.
Secondo Channel 12 News, il Qatar sbloccherebbe e trasferirebbe all’Iran 6 miliardi di dollari statunitensi, mentre Teheran accetterebbe una visita segreta dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica ai propri impianti nucleari, che non verrebbe annunciata pubblicamente.
Sulla scia della notizia, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura l’andamento del biglietto verde rispetto a sei valute, è sceso dello 0,32% a 101,66.
Inoltre, negli Stati Uniti le vendite di abitazioni con contratti in corso sono scese a un minimo storico a settembre, registrando un calo del 7,3%, a fronte di una flessione prevista dello 0,5%. Lawrence Yun, capo economista della NAR, ha dichiarato: «Le condizioni di mercato sono peggiorate a settembre a causa del rapido aumento dei tassi sui mutui».
Nel Regno Unito, l’economia ha creato 102.000 posti di lavoro a settembre, superando nettamente le previsioni di 5.100 e i 67.000 posti creati ad agosto. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione è sceso, mentre le retribuzioni medie comprensive dei bonus sono diminuite nei tre mesi fino ad agosto.
Secondo quanto riportato da Prime Terminal, i mercati monetari scontavano un rialzo dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra nella riunione di novembre, con una probabilità del 93%.
Nei prossimi giorni, il calendario economico britannico prevede la pubblicazione dei dati sull’inflazione e sulle vendite al dettaglio di settembre. Negli Stati Uniti non sono previste pubblicazioni il 21 ottobre, ma il calendario tornerà ad animarsi il 22, con i dati sulle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione per la settimana conclusa il 17 ottobre.
Sul grafico giornaliero, GBP/USD si scambia a 1,3375 e mantiene un’impostazione lievemente ribassista, restando al di sotto del gruppo di medie mobili semplici (SMA) a 50, 100 e 200 giorni, situato intorno a 1,3411, e della resistenza della linea di tendenza discendente, in prossimità di 1,3407. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a quota 56,3, è salito in territorio positivo, suggerendo un miglioramento dello slancio. Tuttavia, con il prezzo ancora frenato da queste barriere tecniche superiori, il recupero appare di natura correttiva all’interno di una più ampia fase di consolidamento con orientamento ribassista.
Al rialzo, la prima resistenza si trova sulla linea di tendenza discendente, intorno a 1,3407, seguita a breve distanza dalla barriera delle tre SMA, vicino a 1,3411. Una netta chiusura giornaliera al di sopra di quest’ultima aprirebbe la strada verso le precedenti linee di supporto ascendenti, ora divenute resistenze, a 1,3616 e 1,3801. Al ribasso, il supporto immediato si colloca in prossimità di 1,3273, livello della precedente rottura della tendenza discendente. Un ritorno al di sotto di questo livello chiave esporrebbe il cambio a un ritracciamento più profondo del recente rialzo, ripristinando la pressione ribassista sulla coppia.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna della sterlina britannica (GBP) rispetto alle principali valute elencate. La sterlina britannica ha registrato il maggiore apprezzamento nei confronti del dollaro statunitense.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | -0,23% | -0,53% | -0,27% | -0,42% | -0,33% | -0,39% | -0,18% | |
| EUR | 0,23% | -0,33% | -0,02% | -0,19% | -0,08% | -0,16% | 0,05% | |
| GBP | 0,53% | 0,33% | 0,32% | 0,14% | 0,27% | 0,16% | 0,39% | |
| JPY | 0,27% | 0,02% | -0,32% | -0,19% | -0,07% | -0,16% | 0,05% | |
| CAD | 0,42% | 0,19% | -0,14% | 0,19% | 0,11% | 0,04% | 0,24% | |
| AUD | 0,33% | 0,08% | -0,27% | 0,07% | -0,11% | -0,08% | 0,15% | |
| NZD | 0,39% | 0,16% | -0,16% | 0,16% | -0,04% | 0,08% | 0,22% | |
| CHF | 0,18% | -0,05% | -0,39% | -0,05% | -0,24% | -0,15% | -0,22% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando la sterlina britannica dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenta il cambio GBP (valuta base)/USD (valuta quotata).