
Il petrolio statunitense West Texas Intermediate (WTI) scende nettamente martedì e, al momento della stesura, si attesta intorno a 95,70 dollari, in calo del 2,36% nella giornata. Il greggio arretra dopo aver raggiunto in giornata un massimo mensile sopra i 100 dollari. L’inversione di rotta arriva mentre le notizie di una nuova proposta diplomatica tra Stati Uniti e Iran alimentano le speranze di un allentamento delle tensioni in Medio Oriente.

Secondo l’emittente israeliana Channel 12 News, una proposta di compromesso presentata martedì ad alti funzionari iraniani dal capo dell’esercito pakistano avrebbe ricevuto l’approvazione di Washington e il consenso preliminare di Teheran. Pakistan e Qatar starebbero svolgendo il ruolo di intermediari nel tentativo di appianare le divergenze tra i due Paesi.
L’iniziativa diplomatica mira a evitare un’ulteriore escalation e a creare le condizioni per una ripresa dei negoziati tra Washington e Teheran. Sebbene i termini precisi dell’accordo proposto rimangano poco chiari, la prospettiva di una svolta diplomatica sta contribuendo a ridurre il premio per il rischio geopolitico incorporato nei prezzi del petrolio.
La proposta includerebbe una risposta parziale alle richieste dell’Iran di sbloccare i fondi congelati all’estero. Secondo Channel 12 News, gli interessi maturati su circa 6 miliardi di dollari di fondi iraniani detenuti presso banche del Qatar verrebbero trasferiti all’Iran. Questa disposizione rappresenterebbe una concessione finanziaria volta a facilitare i negoziati, senza comportare necessariamente lo sblocco del capitale.
Inoltre, secondo una notizia proveniente dal Qatar e citata da Channel 12 News, Teheran avrebbe acconsentito a una visita riservata dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) agli impianti nucleari iraniani. L’ispezione, che non verrebbe annunciata pubblicamente, potrebbe contribuire a rispondere alle preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo al programma nucleare iraniano.
Tuttavia, l’intesa riportata non ha ancora ricevuto conferme ufficiali e la portata degli impegni assunti da entrambe le parti rimane incerta. Un’intesa preliminare non garantisce necessariamente il raggiungimento di un accordo definitivo.
Nel grafico a quattro ore, il petrolio statunitense WTI è scambiato a 95,61 dollari e mantiene un’impostazione tecnica favorevole al rialzo, poiché il prezzo rimane al di sopra della media mobile semplice (SMA) a 100 periodi, a 92,00 dollari, e della SMA a 200 periodi, a 93,15 dollari. Le quotazioni si mantengono anche al di sopra del vicino supporto orizzontale a 95,00 dollari, suggerendo la presenza di domanda sui ribassi, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, intorno a 46, segnala una pausa nello slancio rialzista piuttosto che una vera e propria inversione di tendenza.
Al ribasso, il supporto immediato si colloca sul livello orizzontale di 95,00 dollari, seguito dalla SMA a 200 periodi intorno a 93,15 dollari e dalla SMA a 100 periodi a 92,00 dollari, qualora la pressione di vendita dovesse proseguire. Al rialzo, la prossima resistenza di rilievo coincide con il precedente limite orizzontale a 101,05 dollari; una rottura duratura al di sopra di questa barriera riaprirebbe probabilmente la strada alla ripresa della tendenza rialzista più ampia.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)