
USD/CAD guadagna terreno per il secondo giorno consecutivo, scambiando intorno a 1,4020 durante la sessione asiatica di martedì. La coppia sale mentre il dollaro statunitense (USD) continua a rafforzarsi, sostenuto dalla cautela dei mercati in vista delle decisioni sui tassi di interesse della Federal Reserve statunitense (Fed) e della Bank of Canada (BoC), in programma mercoledì.

I mercati finanziari si aspettano che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi di interesse nella prossima riunione di ottobre, per poi eventualmente aumentarli di nuovo a dicembre. Secondo lo strumento FedWatch del CME, le quotazioni di mercato riflettono attualmente una probabilità dell’89,5% che i tassi restino invariati nella riunione di politica monetaria di ottobre e una probabilità dell’82,3% di un rialzo a dicembre.
Heather Long, capo economista di Navy Federal Credit Union, ha dichiarato: «L’inflazione resta il problema numero uno dell’economia statunitense e vi sono molti segnali che si stia diffondendo a un numero sempre maggiore di settori». «Per i consumatori, questo significa costi di finanziamento davvero elevati nel prossimo futuro». Tuttavia, «dato che siamo proprio alla vigilia di un’elezione», ha aggiunto Heather, «non alzeranno i tassi a ottobre».
La coppia USD/CAD trova sostegno nelle difficoltà del dollaro canadese (CAD), legato alle materie prime, in un contesto di calo dei prezzi del petrolio. Le quotazioni del greggio sono scese poiché i rinnovati sforzi diplomatici in Medio Oriente hanno alimentato le speranze di evitare un’ulteriore escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
A seguito dei colloqui ad alto livello tenutisi a Teheran, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Turchia hanno concordato lunedì di proseguire le discussioni sulla sicurezza e rafforzare la cooperazione regionale, secondo quanto riportato da Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB). Una dichiarazione congiunta pubblicata dopo il primo incontro tra l’Iran e gli alti funzionari che rappresentano l’Accordo di difesa congiunta della Mecca ha affermato che i quattro Paesi hanno concordato di mantenere il dialogo e le consultazioni, in particolare per quanto riguarda la pace, la sicurezza e la stabilità regionali.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha dichiarato lunedì che il Paese non ha modificato la propria posizione nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti (USA). Carney ha aggiunto che gli eventuali progressi compiuti sono dovuti al fatto che Washington si è avvicinata alla posizione del Canada.
Gli analisti di Commerzbank sottolineano che le recenti dichiarazioni del governatore Tiff Macklem hanno modificato in misura sostanziale le prospettive di politica monetaria, osservando che «gli ultimi commenti di Macklem hanno aumentato significativamente il rischio di un imminente rialzo dei tassi e ci aspettiamo pertanto un primo intervento prima della fine di quest’anno». Evidenziano che «gli operatori di mercato attribuiscono una probabilità dell’85% a un rialzo dei tassi questa settimana e anche noi ci aspettiamo un aumento, alla luce dei recenti commenti più restrittivi», ma avvertono che «riteniamo comunque prematuro un simile intervento, data l’inflazione di fondo contenuta». Guardando più avanti, Commerzbank osserva che «i mercati scontano complessivamente quattro rialzi dei tassi entro settembre 2027», sottolineando quanto marcatamente abbiano rivisto le proprie aspettative sul percorso di politica monetaria della BoC.
I principali fattori che influenzano il dollaro canadese (CAD) sono il livello dei tassi di interesse fissati dalla Bank of Canada (BoC), il prezzo del petrolio, principale prodotto di esportazione del Canada, lo stato di salute dell’economia canadese, l’inflazione e la bilancia commerciale, ossia la differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni del Paese. Tra gli altri fattori rientra il clima di mercato, ovvero se gli investitori acquistano attività più rischiose (risk-on) o cercano beni rifugio (risk-off); un clima di propensione al rischio favorisce il CAD. Poiché gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale del Canada, anche lo stato di salute dell’economia statunitense è un fattore chiave che influenza il dollaro canadese.
La Bank of Canada (BoC) esercita un’influenza significativa sul dollaro canadese fissando il livello dei tassi di interesse ai quali le banche possono prestarsi denaro a vicenda. Ciò influenza il livello dei tassi di interesse per tutti. L’obiettivo principale della BoC è mantenere l’inflazione tra l’1% e il 3%, aumentando o riducendo i tassi di interesse. Tassi relativamente più elevati tendono a favorire il CAD. La Bank of Canada può inoltre ricorrere all’allentamento quantitativo e alla stretta quantitativa per influenzare le condizioni del credito: il primo tende a penalizzare il CAD, mentre la seconda tende a sostenerlo.
Il prezzo del petrolio è un fattore chiave che incide sul valore del dollaro canadese. Il petrolio è il principale prodotto di esportazione del Canada, quindi il suo prezzo tende ad avere un impatto immediato sul valore del CAD. In generale, se il prezzo del petrolio sale, anche il CAD si rafforza, poiché aumenta la domanda aggregata della valuta. Il contrario avviene se il prezzo del petrolio scende. Prezzi del petrolio più elevati tendono inoltre ad aumentare la probabilità di un saldo positivo della bilancia commerciale, un altro fattore che sostiene il CAD.
Sebbene l’inflazione sia stata tradizionalmente considerata un fattore negativo per una valuta, poiché riduce il valore del denaro, in tempi moderni si è in realtà verificato il contrario con l’allentamento dei controlli sui movimenti transfrontalieri di capitali. Un’inflazione più elevata tende a indurre le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse, attirando maggiori afflussi di capitali da parte di investitori internazionali alla ricerca di impieghi remunerativi per il proprio denaro. Ciò aumenta la domanda della valuta locale, che nel caso del Canada è il dollaro canadese.
I dati macroeconomici pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul dollaro canadese. Indicatori come il PIL, gli indici PMI manifatturieri e dei servizi, l’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono tutti influenzare l’andamento del CAD. Un’economia solida favorisce il dollaro canadese. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la Bank of Canada ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando la valuta. Se invece i dati economici sono deboli, è probabile che il CAD si deprezzi.