L’Iran afferma di concordare con gli Stati del patto della Mecca sulla ricerca della pace

Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Turchia hanno concordato lunedì di proseguire i colloqui sulla sicurezza e rafforzare la cooperazione regionale, a seguito di incontri ad alto livello tenutisi a Teheran, secondo quanto riferito dall’emittente radiotelevisiva della Repubblica islamica dell’Iran (IRIB).

Una dichiarazione congiunta diffusa dopo il primo incontro tra l’Iran e gli alti funzionari che rappresentano l’Accordo di difesa congiunta della Mecca ha reso noto che i quattro Paesi hanno concordato di mantenere il dialogo e le consultazioni, in particolare sulla pace, la sicurezza e la stabilità regionali.

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L’incontro è stato ospitato da Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran, e ha visto la partecipazione del ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, del capo dell’esercito pakistano Asim Munir e del capo dell’intelligence turca Ibrahim Kalin.

Reazione del mercato

Al momento della stesura, il West Texas Intermediate (WTI) è in calo dello 0,15% nella giornata, a 100,43 dollari.

Domande frequenti sul petrolio WTI

Il petrolio WTI è un tipo di petrolio greggio venduto sui mercati internazionali. WTI sta per West Texas Intermediate ed è una delle tre principali tipologie di greggio, insieme al Brent e al Dubai. Il WTI viene anche definito «leggero» e «dolce» per il peso specifico e il contenuto di zolfo relativamente bassi, rispettivamente. È considerato un petrolio di alta qualità, facile da raffinare. Viene estratto negli Stati Uniti e distribuito attraverso il polo di Cushing, considerato «il crocevia mondiale degli oleodotti». È un riferimento per il mercato petrolifero e il suo prezzo viene spesso citato dai media.

Come per tutte le attività finanziarie, la domanda e l’offerta sono i principali fattori che determinano il prezzo del petrolio WTI. La crescita globale può quindi favorire un aumento della domanda, mentre una crescita globale debole può avere l’effetto opposto. L’instabilità politica, le guerre e le sanzioni possono interrompere l’offerta e influire sui prezzi. Le decisioni dell’OPEC, un gruppo di importanti Paesi produttori di petrolio, sono un altro fattore determinante per il prezzo. Il valore del dollaro statunitense influisce sul prezzo del greggio WTI, poiché il petrolio viene scambiato prevalentemente in dollari statunitensi: un dollaro più debole può quindi rendere il petrolio più conveniente, e viceversa.

I rapporti settimanali sulle scorte petrolifere pubblicati dall’American Petroleum Institute (API) e dall’Energy Information Agency (EIA) influiscono sul prezzo del petrolio WTI. Le variazioni delle scorte riflettono le oscillazioni della domanda e dell’offerta. Se i dati mostrano un calo delle scorte, ciò può indicare un aumento della domanda, spingendo al rialzo il prezzo del petrolio. Scorte più elevate possono riflettere un aumento dell’offerta, esercitando pressioni al ribasso sui prezzi. Il rapporto dell’API viene pubblicato ogni martedì e quello dell’EIA il giorno successivo. I risultati sono generalmente simili, con uno scarto non superiore all’1% nel 75% dei casi. I dati dell’EIA sono considerati più affidabili, trattandosi di un’agenzia governativa.

L’OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) è un gruppo di 12 nazioni produttrici di petrolio che decidono collettivamente le quote di produzione dei Paesi membri nel corso di riunioni che si tengono due volte l’anno. Le loro decisioni influiscono spesso sui prezzi del petrolio WTI. Quando l’OPEC decide di ridurre le quote, può contrarre l’offerta, spingendo al rialzo i prezzi del petrolio. Quando l’OPEC aumenta la produzione, si verifica l’effetto opposto. L’OPEC+ indica un gruppo allargato che comprende altri dieci Paesi non appartenenti all’OPEC, il più rilevante dei quali è la Russia.