
Lo strategist di ING Frantisek Taborsky spiega che l’intensificarsi dell’avversione al rischio a livello globale e l’aumento dei prezzi dell’energia pesano sulle valute dell’Europa centrale e orientale, nonostante il mercato valutario della regione mostri una buona tenuta. Mantiene un orientamento complessivamente ribassista sulle valute dell’area, evidenziando la forza della corona ceca, sostenuta dalle attese di un atteggiamento restrittivo della Banca nazionale ceca, la stabilizzazione di EUR/RON intorno a 5,340 e i rischi di rialzo per EUR/HUF ed EUR/PLN in un contesto di politiche monetarie non restrittive e di esposizione ai rincari energetici.

«L’intensificarsi dell’“avversione al rischio” e il continuo aumento dei prezzi dell’energia pesano sulle valute dei mercati emergenti, comprese quelle dell’Europa centrale e orientale. Ciononostante, la regione mostra una notevole capacità di tenuta; nonostante alcune oscillazioni dei tassi, il mercato valutario rimane relativamente solido. Manteniamo comunque una prospettiva generalmente ribassista sulle valute dell’area.»
«Sebbene il mercato abbia interpretato l’intervista come accomodante, noi la consideriamo un segnale preparatorio a un rialzo dei tassi. Inoltre, poiché Frait è uno dei membri più accomodanti del Consiglio della banca, è probabile che i successivi commenti di altri esponenti siano più restrittivi. Ciò favorisce un ulteriore rafforzamento della corona ceca, nonostante un contesto globale decisamente negativo; di conseguenza, potremmo assistere a un test dell’intervallo 24,200–24,250.»
«EUR/RON si è normalizzato, tornando al livello di 5,340, dopo il voto di fiducia del parlamento al nuovo governo tecnico. Come abbiamo osservato in precedenza, non ci aspettiamo che il nuovo governo inneschi un rialzo della valuta, bensì che favorisca una stabilizzazione intorno ai livelli attuali. Questo rimane il nostro scenario di base, sebbene per EUR/RON i rischi restino orientati al rialzo qualora dovesse riemergere l’incertezza politica.»
«Sul fronte ribassista, lo zloty polacco e il fiorino ungherese restano particolarmente vulnerabili. Potrebbero subire ulteriori ribassi, data l’assenza di un orientamento restrittivo da parte delle rispettive banche centrali, unita all’elevata esposizione alle importazioni energetiche e all’aumento dei prezzi dell’energia.»
«Il rialzo di EUR/HUF dovrebbe trovare un limite nell’intervallo 368–370, sulla scia di dinamiche locali specifiche; ci aspetteremmo di vedere emergere nuovi venditori di EUR/HUF in quell’area. Al contrario, EUR/PLN non beneficia di questo fattore e resta esposto a rischi di rialzo.»
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)