
La coppia EUR/USD attira vendite per il secondo giorno consecutivo in risposta ai PMI dell’Eurozona, perlopiù deludenti, e nella prima metà della sessione europea di venerdì scambia vicino al limite inferiore dell’intervallo settimanale, intorno a quota 1,1200.

La stima preliminare ha mostrato che l’attività del settore privato nell’Eurozona è cresciuta a un ritmo più lento in ottobre, con l’indice PMI composito HCOB sceso a 51,9 da 53,1 del mese precedente. Il dato si aggiunge al rallentamento della crescita in Germania, la maggiore economia dell’Eurozona, e a un’inattesa contrazione dell’attività del settore privato in Francia. Inoltre, il pesante debito sovrano e la crisi politica in Francia continuano a indebolire la moneta unica, esercitando pressioni sulla coppia EUR/USD insieme alla comparsa di alcuni acquisti sul dollaro statunitense (USD).
I funzionari della Fed hanno recentemente segnalato che non vi è urgenza di aumentare i tassi di interesse, ma gli operatori continuano a scontare una probabilità di circa l’80% che la banca centrale alzi nuovamente il costo del denaro a dicembre, a fronte dei rischi inflazionistici legati al petrolio. A ciò si aggiungono le persistenti incertezze geopolitiche, dovute a un’ulteriore escalation delle tensioni in Medio Oriente, che favoriscono un modesto recupero del dollaro, valuta rifugio, dal minimo di tre settimane toccato giovedì. Questo contribuisce al tono ribassista della coppia EUR/USD, mentre l’attenzione si sposta sull’importante appuntamento con la banca centrale della prossima settimana.
La Fed annuncerà la propria decisione mercoledì prossimo, al termine di una riunione di due giorni. In assenza di proiezioni economiche aggiornate, gli operatori esamineranno attentamente il comunicato di politica monetaria che accompagnerà la decisione e le dichiarazioni del presidente della Fed Kevin Warsh durante la conferenza stampa successiva alla riunione. Inoltre, la stima preliminare del PIL statunitense del terzo trimestre e l’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) degli Stati Uniti, in uscita giovedì prossimo, orienteranno l’andamento dell’USD e della coppia EUR/USD.
L’indice composito dei responsabili degli acquisti (PMI), pubblicato mensilmente da S&P Global e Hamburg Commercial Bank (HCOB), è un indicatore anticipatore che misura l’attività delle imprese private dell’Eurozona sia nel settore manifatturiero sia in quello dei servizi. I dati derivano da sondaggi condotti tra gli alti dirigenti aziendali. Ogni risposta viene ponderata in base alle dimensioni dell’azienda e al contributo del sottosettore cui appartiene alla produzione manifatturiera o dei servizi complessiva. Le risposte ai sondaggi riflettono l’eventuale variazione del mese in corso rispetto al precedente e possono anticipare cambiamenti di tendenza nelle serie di dati ufficiali, come il prodotto interno lordo (PIL), la produzione industriale, l’occupazione e l’inflazione. L’indice varia tra 0 e 100, con un livello di 50,0 che segnala l’assenza di variazioni rispetto al mese precedente. Un valore superiore a 50 indica che l’economia privata è generalmente in espansione, un segnale rialzista per l’euro (EUR). Un valore inferiore a 50 segnala invece che l’attività è generalmente in contrazione, un dato considerato ribassista per l’EUR.
Leggi di più.Ultima pubblicazione: Ven 23 ott 2026 08:00 (preliminare)
Frequenza: Mensile
Dato effettivo: 51,9
Consenso: 52,7
Precedente: 53,1
Fonte: S&P Global