Area euro: le tensioni sui titoli di Stato francesi mettono alla prova i limiti di intervento della BCE - Societe Generale

Anatoli Annenkov di Societe Generale prevede che l’incertezza sui conti pubblici francesi manterrà elevata la volatilità del mercato obbligazionario anche dopo le elezioni del 2027. Spiega perché un intervento della BCE resti per ora improbabile e come il TPI e le OMT potrebbero offrire un sostegno condizionato qualora la frammentazione minacciasse la trasmissione della politica monetaria.

Gli strumenti della BCE contro i rischi di frammentazione

«È probabile che i mercati obbligazionari rimangano concentrati sulla Francia ben oltre le elezioni del 2027, mantenendo elevati la volatilità e i rischi di contagio finché non emergerà una strategia di bilancio chiara e credibile. Ciò richiederà alla BCE di monitorare attentamente gli sviluppi dei mercati che potrebbero compromettere la trasmissione della politica monetaria. Sebbene la soglia per un intervento resti elevata, un netto deterioramento della liquidità e del funzionamento dei mercati riporterebbe rapidamente l’attenzione sulla BCE quale prima linea di difesa dell’area euro contro la frammentazione».

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«Molte domande dei clienti riguardano ciò che la BCE potrebbe fare e sarebbe disposta a fare se la frammentazione dei mercati dei titoli di Stato si aggravasse, con vendite ingiustificate e disordinate del debito sovrano francese e potenzialmente di altri Paesi, tali da minacciare l’ordinata trasmissione della politica monetaria. È fondamentale ricordare che la BCE non ha il mandato di “salvare” i Paesi. Piuttosto, poiché il buon funzionamento dei mercati finanziari è essenziale affinché la BCE possa assolvere il proprio mandato primario di stabilità dei prezzi, essa ha anche responsabilità in materia di stabilità finanziaria».

«Per ora, né l’entità della revisione dei prezzi né le disfunzioni del mercato giustificano un intervento della BCE, e la soglia per un’azione unilaterale rimane elevata. Non esiste un livello specifico degli spread o delle disfunzioni del mercato che faccia scattare automaticamente un intervento. Nel 2018 gli spread dei titoli italiani rispetto ai Bund superarono i 300 punti base senza che la BCE intervenisse».

«Riterremmo giustificata l’attivazione da parte della BCE di strumenti quali il TPI, le OMT (entrambi mai utilizzati) o persino acquisti temporanei di attività su ampia scala, per contrastare condizioni di mercato disordinate che minaccino la trasmissione della politica monetaria, solo in presenza di prospettive di interventi correttivi credibili da parte del governo interessato, eventualmente accompagnati dal sostegno dell’UE, oppure in caso di effetti di contagio ingiustificati sui mercati e su altri Paesi. Eventuali misure di questo tipo dovrebbero essere temporanee, mirate e calibrate sulla situazione, subordinate all’attuazione di misure correttive di bilancio e accompagnate da un chiaro percorso di uscita».

(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)