
Martedì l’euro (EUR) prolunga la serie di ribassi contro il dollaro statunitense (USD) per la quinta seduta consecutiva. Il cambio EUR/USD scivola verso 1,1140, con la moneta unica penalizzata dal riemergere dei timori sul mercato obbligazionario francese.

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna dell’euro (EUR) rispetto alle principali valute elencate. L’euro ha registrato la performance peggiore nei confronti del dollaro neozelandese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 0,24% | 0,19% | 0,09% | 0,00% | -0,23% | -0,32% | 0,09% | |
| EUR | -0,24% | -0,03% | -0,12% | -0,23% | -0,45% | -0,57% | -0,14% | |
| GBP | -0,19% | 0,03% | -0,08% | -0,18% | -0,40% | -0,51% | -0,09% | |
| JPY | -0,09% | 0,12% | 0,08% | -0,10% | -0,33% | -0,43% | -0,03% | |
| CAD | -0,01% | 0,23% | 0,18% | 0,10% | -0,23% | -0,34% | 0,08% | |
| AUD | 0,23% | 0,45% | 0,40% | 0,33% | 0,23% | -0,10% | 0,32% | |
| NZD | 0,32% | 0,57% | 0,51% | 0,43% | 0,34% | 0,10% | 0,43% | |
| CHF | -0,09% | 0,14% | 0,09% | 0,03% | -0,08% | -0,32% | -0,43% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando l’euro dalla colonna di sinistra e scorrendo orizzontalmente fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà il cambio EUR (valuta base)/USD (valuta quotata).
I rendimenti dei titoli di Stato francesi sono rimbalzati dopo una correzione durata due giorni. Al momento della stesura, i rendimenti dei titoli francesi a 10 anni salgono dell’1,42%, attestandosi vicino al 4,97%.
I rendimenti dei titoli di Stato francesi hanno registrato una correzione negli ultimi due giorni dopo che Moody’s, contrariamente alle aspettative del mercato, ha confermato il rating sovrano Aa3 con prospettive negative.
Sull’euro ha pesato anche la cautela degli operatori in vista dell’annuncio di politica monetaria della Banca centrale europea (BCE), previsto per giovedì, e della pubblicazione di importanti dati economici venerdì, tra cui la stima preliminare dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) tedesco di ottobre e i dati sul prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre.
Gli analisti di Commerzbank si aspettano che la BCE lasci invariati i tassi di interesse di riferimento. Avvertono tuttavia che la pausa potrebbe rivelarsi temporanea, sottolineando che «a dicembre, però, probabilmente alzerà nuovamente i tassi a causa dell’inflazione persistentemente elevata – salvo il caso in cui i rendimenti dei titoli di Stato francesi non sfuggano completamente al controllo».
Nel frattempo, anche la persistente forza del dollaro statunitense in vista dell’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve (Fed), previsto per mercoledì, ha pesato sul principale cambio valutario. Al momento della stesura, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, guadagna lo 0,2% e si attesta intorno a 102,20.
Gli economisti di Deutsche Bank prevedono che la prossima decisione della Fed non riserverà particolari sorprese sul piano della comunicazione ufficiale, osservando che «il comunicato stesso [dovrebbe] contenere solo modifiche limitate, sebbene siano possibili voti contrari al mantenimento dei tassi invariati». A loro avviso, «l’attenzione si concentrerà quindi sulla conferenza stampa del presidente Warsh e su come la Fed bilancerà l’inflazione ancora elevata e la crescita solida con il recente inasprimento delle condizioni finanziarie», mentre i mercati probabilmente analizzeranno attentamente le sue dichiarazioni alla ricerca di eventuali cambiamenti nel messaggio di politica monetaria.

Sul grafico giornaliero, EUR/USD è scambiato a 1,1149 e prosegue la discesa al di sotto della media mobile esponenziale di breve periodo (9, chiusura, 0), situata a 1,1197, che ora funge da resistenza immediata per il cambio. La permanenza del prezzo sotto questa media mantiene ribassista l’orientamento di breve termine, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a quota 32, rimane appena sopra la zona di ipervenduto, suggerendo che la pressione di vendita persiste ma non si è ancora esaurita.
Al rialzo, la prima resistenza è rappresentata dalla media mobile esponenziale a 9 periodi, vicino a 1,1197, e sarebbe necessaria una chiusura giornaliera sopra questa soglia per attenuare l’attuale impostazione ribassista. In assenza di supporti tecnici vicini ricavabili dai dati forniti, il cambio resta vulnerabile a ulteriori flessioni. Gli operatori probabilmente attenderanno la formazione di nuovi supporti orizzontali o di minimi individuabili dall’azione dei prezzi al di sotto di 1,1149 prima che possa svilupparsi una ripresa significativa.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
Uno dei tre tassi di interesse di riferimento della Banca centrale europea, il tasso sui depositi presso la banca centrale, è il tasso al quale le banche percepiscono interessi sui fondi depositati presso la BCE. Viene annunciato dalla Banca centrale europea in occasione di ciascuna delle otto riunioni programmate ogni anno.
Leggi di più.Prossima pubblicazione: Gio 29 ott 2026 13:15
Frequenza: Irregolare
Consenso: 2,5%
Precedente: 2,5%
Fonte:Banca centrale europea