
L’euro (EUR) si rafforza rispetto alle altre principali valute lunedì. Durante la sessione europea, la moneta unica registra un lieve rialzo intorno a 1,1210 contro il dollaro statunitense, pur avendo restituito parte dei guadagni iniziali.
La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna dell’euro (EUR) rispetto alle principali valute elencate. L’euro ha registrato il maggiore rialzo nei confronti dello yen giapponese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | -0,08% | 0,15% | 0,28% | 0,06% | -0,04% | 0,12% | 0,09% | |
| EUR | 0,08% | 0,27% | 0,35% | 0,13% | 0,05% | 0,22% | 0,18% | |
| GBP | -0,15% | -0,27% | 0,08% | -0,13% | -0,22% | -0,05% | -0,10% | |
| JPY | -0,28% | -0,35% | -0,08% | -0,20% | -0,32% | -0,14% | -0,18% | |
| CAD | -0,06% | -0,13% | 0,13% | 0,20% | -0,12% | 0,08% | 0,04% | |
| AUD | 0,04% | -0,05% | 0,22% | 0,32% | 0,12% | 0,18% | 0,14% | |
| NZD | -0,12% | -0,22% | 0,05% | 0,14% | -0,08% | -0,18% | -0,04% | |
| CHF | -0,09% | -0,18% | 0,10% | 0,18% | -0,04% | -0,14% | 0,04% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando l’euro nella colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenta EUR (valuta base)/USD (valuta quotata).

L’euro attira acquisti dopo che Moody’s ha confermato il rating sovrano della Francia ad Aa3, a fronte delle attese di un declassamento.
Gli analisti di Danske Bank osservano che la decisione di Moody’s, giunta nella tarda serata di venerdì, di confermare il rating sovrano della Francia ad Aa3 con prospettive negative è andata contro le «diffuse aspettative di mercato di un declassamento». Sottolineano che la posizione dell’agenzia si basa sull’ipotesi «che venga approvata una legge di bilancio per il 2027 che riduca il disavanzo e che i costi di finanziamento e le tensioni sociali si attenuino in parte nei prossimi mesi».
Danske Bank rileva che Moody’s ora «prevede un disavanzo del 5,2% del PIL il prossimo anno, in calo rispetto al 5,4% atteso dal governo per quest’anno, ma leggermente superiore al suo obiettivo del 5%».
Pur avendo confermato il rating sovrano ad Aa3, Moody’s ha avvertito che le tensioni sociali «potrebbero limitare gli sforzi di risanamento dei conti pubblici». Le proteste sono proseguite nel fine settimana, seppure in modo più tranquillo rispetto alla settimana precedente, e i sindacati hanno già indetto uno sciopero nazionale per il 5 novembre.
Sul fronte della politica monetaria, gli investitori attendono gli annunci della Fed e della Banca centrale europea (BCE), in programma rispettivamente mercoledì e giovedì.
Si prevede che entrambe le banche centrali manterranno i tassi di interesse ai livelli attuali. Gli operatori di mercato presteranno particolare attenzione alle indicazioni sull’orientamento della politica monetaria e ai commenti sull’eventuale inizio della trasmissione degli shock dell’offerta energetica ai salari e, più in generale, ai prezzi al consumo.
Nell’area euro, l’indice Ifo sul clima di fiducia delle imprese tedesche ha sorpreso al rialzo. L’indicatore della fiducia sale a 90,2 a ottobre, mentre era atteso in calo a 89,8 da 89,9 di settembre.

Sul grafico giornaliero, EUR/USD viene scambiato intorno a 1,1212 e mantiene un orientamento ribassista nel breve termine, con il cambio a pronti ancora al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 20 periodi, posta a 1,1254. L’incapacità della coppia di superare nuovamente questa barriera dinamica indica che i recenti ribassi continuano a esercitare pressione. L’indice di forza relativa (RSI), intorno a 39, resta sotto la linea neutrale di 50, suggerendo soltanto modesti tentativi di recupero in un quadro complessivo ancora debole.
Al rialzo, la resistenza immediata si trova in corrispondenza dell’EMA a 20 giorni, vicino a 1,1254. Sarebbe necessaria una rottura duratura al di sopra di questo livello per attenuare l’attuale pressione ribassista e aprire la strada a una fase correttiva più favorevole. Fino ad allora, l’assenza di supporti vicini individuati nei dati disponibili lascia i minimi più recenti come riferimento di supporto indicativo, con le quotazioni che probabilmente resteranno vulnerabili a ulteriori cali finché rimarranno al di sotto della resistenza rappresentata dalla media mobile citata.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La Fed delibera sulla politica monetaria e decide i tassi di interesse in otto riunioni programmate ogni anno. Ha un duplice mandato: mantenere l’inflazione al 2% e garantire la piena occupazione. Il suo principale strumento per raggiungere questi obiettivi è la fissazione dei tassi di interesse, sia quelli applicati ai prestiti alle banche sia quelli ai quali le banche si prestano denaro tra loro. Se decide di aumentare i tassi, il dollaro statunitense (USD) tende a rafforzarsi, poiché attira maggiori afflussi di capitali esteri. Se riduce i tassi, il dollaro tende a indebolirsi, poiché i capitali defluiscono verso Paesi che offrono rendimenti più elevati. Se i tassi restano invariati, l’attenzione si sposta sul tono del comunicato del Federal Open Market Committee (FOMC) e sul suo orientamento: restrittivo, ossia indicativo di tassi di interesse futuri più elevati, oppure accomodante, ossia indicativo di tassi futuri più bassi.
Leggi di più.Prossima pubblicazione: Mer 28 ott 2026 18:00
Frequenza: Irregolare
Consenso: 4%
Precedente: 4%
Fonte:Riserva Federale