L’euro mantiene modesti guadagni mentre i prezzi del petrolio crollano sulla scia degli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran

  • EUR/USD mantiene modesti guadagni mentre il dollaro statunitense recupera dai minimi precedenti.
  • Le notizie positive sul fronte diplomatico tra Stati Uniti e Iran spingono i prezzi del petrolio in forte ribasso.
  • Peter Kažimír, membro del Consiglio direttivo della BCE, segnala che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi dei tassi di interesse.

Lunedì EUR/USD mostra un orientamento rialzista, ma manca di slancio al rialzo mentre il dollaro statunitense (USD) recupera parte delle perdite precedenti e gli operatori valutano le ultime notizie dal Medio Oriente, che hanno fatto crollare i prezzi del petrolio. Al momento della stesura, la coppia si attesta intorno a 1,1200, in rialzo dello 0,37% nella giornata, dopo aver toccato un massimo settimanale di 1,1237.

TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che la Guida suprema ha conferito al governo determinati poteri in materia di negoziati, secondo quanto riferito da ISNA. Sul fronte statunitense, Axios ha riportato che il presidente Donald Trump è favorevole a concedere più tempo alla diplomazia con l’Iran. Il West Texas Intermediate (WTI) viene scambiato vicino a 96 dollari al barile, in calo di oltre il 5% nella giornata.

Il calo dei prezzi del petrolio attenua in parte i timori sull’inflazione e mantiene sotto pressione i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, il che dovrebbe limitare il potenziale rialzo del dollaro statunitense. I mercati restano inoltre cauti in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti di martedì. L’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura l’andamento della valuta americana rispetto a un paniere di sei principali valute, si attesta intorno a 101,70, in recupero dal minimo intragiornaliero di 101,44 ma ancora in calo dello 0,25% nella giornata.

Sul fronte dei dati, l’indice ISM PMI manifatturiero statunitense è salito a 55,5 in ottobre da 54,5, superando le attese di 54,6. Nel frattempo, l’indice dei prezzi pagati è sceso a 75,2 da 77,9, al di sotto della previsione di 77,0.

L’attenzione si rivolge anche al rapporto sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP) di venerdì, che potrebbe influenzare le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed a dicembre, al quale i mercati attribuiscono attualmente una probabilità del 74%, secondo lo strumento FedWatch del CME. I responsabili della politica monetaria restano aperti a un ulteriore inasprimento per riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% della banca centrale, anche se un rapporto sull’occupazione più debole potrebbe ridimensionare tali aspettative.

L’attrattiva dell’euro resta contenuta nonostante il sostegno delle indicazioni della BCE e del rating della Francia

Gli analisti di DBS Group Research avvertono che la recente perdita di slancio del dollaro «non costituisce automaticamente un valido motivo per puntare sull’EUR». Sostengono che «le incertezze politiche e di bilancio dell’Europa, in particolare in Francia, e la sua vulnerabilità agli elevati prezzi dell’energia complicano la ricerca di alternative valide» all’USD.

Tuttavia, DBS osserva che l’euro «ha effettivamente trovato sostegno nelle indicazioni della Banca centrale europea, più chiare rispetto a quelle della Fed sulle prospettive di un rialzo a dicembre, e nella conferma da parte di Moody’s del rating Aa3 sul debito sovrano francese», fattori che hanno attenuato alcuni dei timori specifici per la regione.

Nell’Eurozona, la lettura finale dell’indice HCOB PMI manifatturiero si è attestata a 52,7 in ottobre, al di sopra della stima preliminare e delle attese di 52,4. Nel frattempo, Peter Kažimír, membro del Consiglio direttivo della BCE, ha dichiarato lunedì: «La questione è sempre meno se siano necessarie ulteriori azioni della BCE e sempre più quale debba esserne l’entità». Ha aggiunto: «I mercati potrebbero ancora sottovalutare il percorso necessario». Reuters ha riferito che gli operatori prevedono da due a tre rialzi dei tassi della BCE nel corso del prossimo anno.

Andamento del dollaro statunitense oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro statunitense ha registrato la performance migliore nei confronti del dollaro australiano.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD -0,35% -0,17% 0,19% 0,00% 0,21% 0,04% -0,73%
EUR 0,35% 0,19% 0,55% 0,36% 0,57% 0,39% -0,35%
GBP 0,17% -0,19% 0,38% 0,21% 0,38% 0,20% -0,53%
JPY -0,19% -0,55% -0,38% -0,16% 0,03% -0,14% -0,90%
CAD -0,01% -0,36% -0,21% 0,16% 0,21% 0,02% -0,70%
AUD -0,21% -0,57% -0,38% -0,03% -0,21% -0,17% -0,91%
NZD -0,04% -0,39% -0,20% 0,14% -0,02% 0,17% -0,73%
CHF 0,73% 0,35% 0,53% 0,90% 0,70% 0,91% 0,73%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base viene selezionata dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata viene selezionata dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).