L’euro si indebolisce contro la sterlina, gli operatori attendono i dati sul PIL di Germania ed Eurozona

  • EUR/GBP scende verso 0,8345 nelle prime ore della sessione europea di venerdì.
  • La BCE ha mantenuto invariato il tasso di interesse di riferimento al 2,5% nella riunione di ottobre.
  • È ampiamente atteso che la BoE alzi il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base al 4,00% giovedì prossimo.

Il cross EUR/GBP arretra leggermente verso 0,8345 nelle prime ore di contrattazione europee di venerdì, sotto la pressione di politiche monetarie divergenti. Gli operatori terranno d’occhio le stime preliminari del prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre di Germania ed Eurozona, in pubblicazione più tardi nella giornata di venerdì.

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Come ampiamente previsto, giovedì la Banca centrale europea (BCE) ha lasciato il tasso sui depositi al 2,50% nella riunione di politica monetaria di ottobre, dopo un rialzo di 25 punti base a settembre. Nel comunicato, il Consiglio direttivo ha affermato che l’aumento dei prezzi dell’energia comportava rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e al ribasso per la crescita, ma che l’inflazione di fondo e i salari erano finora sostanzialmente stabili.

Secondo i dati LSEG, dopo l’annuncio i mercati monetari scontavano una probabilità di circa il 67% di un rialzo dei tassi a dicembre.

Gli operatori continuano a valutare la manovra di bilancio autunnale del Regno Unito e guardano alle prossime decisioni della Banca d’Inghilterra (BoE). Il Regno Unito ha fissato una scadenza per portare la spesa per la difesa al 3% del prodotto interno lordo (PIL), mentre il ministro delle Finanze John Healey ha annunciato aiuti per miliardi all’Ucraina, lanciando un «chiaro messaggio a Mosca». Mercoledì Healey ha fissato al 2030 l’obiettivo del 3%, ribadendo al contempo l’impegno assunto nell’ambito della NATO a raggiungere il 3,5% entro il 2035.

È probabile che la BoE alzi il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base al 4,00% nella prossima riunione di politica monetaria, prevista per giovedì prossimo. Questo rialzo atteso interromperà un periodo di 11 mesi durante il quale i tassi sono rimasti fermi al 3,75%.

Bilancio britannico sotto osservazione: focus sul premio per il rischio dei gilt e sulla debolezza di EUR/GBP

Secondo ING, parte della recente sottoperformance dei titoli di Stato britannici potrebbe riassorbirsi in occasione dell’annuncio della manovra di bilancio. Michiel Tukker, strategist dei tassi di ING, stima che nei rendimenti dei gilt britannici decennali sia incorporato un «premio per il rischio di 20 punti base, parte del quale potrebbe riassorbirsi con la presentazione odierna del bilancio britannico». La banca sostiene che la manovra in sé «non dovrebbe incidere molto sulle prospettive di inasprimento monetario della Banca d’Inghilterra», pur avvertendo che «eventuali sorprese al rialzo negli adeguamenti del salario minimo potrebbero ripercuotersi sui mercati monetari, alimentando le attese di una politica più restrittiva».

ING aggiunge che «un certo restringimento dello spread gilt-Bund oggi potrebbe ricordare che il Regno Unito sembra essere una delle poche economie del G7 avviate nella giusta direzione sul fronte dei conti pubblici in vista del 2027», con previsioni che indicano un disavanzo di bilancio «in discesa sotto il 4% del PIL, poiché l’inflazione più elevata spinge un maggior numero di contribuenti nelle fasce di reddito soggette ad aliquote più alte». Sul fronte valutario, ING osserva che «EUR/GBP si mantiene sopra il supporto a 0,8350 e appare sotto pressione». Salvo «misure espansive di bilancio inattese che penalizzino i gilt», la banca ritiene che «EUR/GBP sembri poter rimanere sotto pressione e potenzialmente scendere verso l’area di 0,8315».

Lagarde segnala rischi al rialzo per l’inflazione, ma mantiene un tono misurato sull’euro

Il punteggio FXS Speechtracker di 6,2/10 è lievemente superiore al valore storico di riferimento di Lagarde, pari a 6,1/10, e riflette una comunicazione leggermente più incisiva ma ancora equilibrata. Lagarde ha riconosciuto che l’economia dell’area euro è in espansione nel terzo trimestre e che, nel breve termine, la crescita dovrebbe essere sostenuta dagli investimenti nell’intelligenza artificiale, dalla spesa pubblica e dal miglioramento delle esportazioni. Ha tuttavia sottolineato che i rischi per la crescita sono orientati al ribasso, poiché i nuovi aumenti dei prezzi dell’energia, le condizioni finanziarie più restrittive e l’incertezza sui conti pubblici pesano sulla fiducia.

Sull’inflazione, il tono è chiaramente restrittivo: i prezzi dell’energia sono aumentati oltre quanto previsto nello scenario di base, l’inflazione complessiva dovrebbe rimanere ben al di sopra dell’obiettivo nei prossimi trimestri e i rischi per l’inflazione sono orientati al rialzo, anche se le aspettative di più lungo periodo restano intorno al 2% e l’indicatore salariale della BCE segnala una crescita delle retribuzioni del 2,5%-2,8%. Tuttavia, la decisione di mantenere invariati i tassi, presentata come una scelta unanime in un contesto di inflazione di fondo immutata ed elevata incertezza, segnala un orientamento prudente e dipendente dai dati. Ciò attenua la retorica restrittiva e impedisce agli investitori rialzisti sull’euro di scontare pienamente un’imminente svolta verso un inasprimento monetario.

Chart Analysis EUR/GBP


Analisi tecnica: EUR/GBP mantiene prospettive ribassiste sotto la SMA a 100 giorni

Sul grafico giornaliero, EUR/GBP prosegue la discesa ben al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni e della linea centrale delle bande di Bollinger, due segnali che nel complesso indicano un orientamento decisamente ribassista nel breve termine. Il prezzo è ora più vicino al supporto rappresentato dalla banda inferiore di Bollinger, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi si trova in marcato ipervenduto, intorno a 18,6. Ciò suggerisce una pressione di vendita persistente, anche mentre il cross si avvicina a una potenziale area di esaurimento del movimento.

Al rialzo, la prima resistenza si trova sulla linea centrale delle bande di Bollinger, vicino a 0,8420, seguita dalla banda superiore intorno a 0,8512, mentre la SMA a 100 giorni a 0,8540 rafforza l’ostacolo più ampio ai tentativi di recupero. Al ribasso, la banda inferiore di Bollinger a 0,8325 offre un supporto immediato; una rottura decisa sotto questa soglia aprirebbe la strada a nuovi minimi, mentre una ripresa da questa zona potrebbe innescare un rimbalzo correttivo verso l’area di 0,8420.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sull’euro

L’euro è la valuta dei 20 Paesi dell’Unione europea che fanno parte dell’Eurozona. È la seconda valuta più scambiata al mondo dopo il dollaro statunitense. Nel 2022 ha rappresentato il 31% di tutte le operazioni sul mercato dei cambi, con un volume medio giornaliero superiore a 2.200 miliardi di dollari. EUR/USD è la coppia valutaria più scambiata al mondo, con una quota stimata del 30% di tutte le transazioni, seguita da EUR/JPY (4%), EUR/GBP (3%) ed EUR/AUD (2%).

La Banca centrale europea (BCE), con sede a Francoforte, in Germania, è la banca centrale dell’Eurozona. La BCE fissa i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria. Il mandato principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi, ovvero controllare l’inflazione o stimolare la crescita. Il suo strumento principale è l’aumento o la riduzione dei tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati, o l’aspettativa di tassi più alti, tendono a favorire l’euro, e viceversa. Il Consiglio direttivo della BCE prende le decisioni di politica monetaria durante riunioni che si tengono otto volte l’anno. Le decisioni sono adottate dai governatori delle banche centrali nazionali dell’Eurozona e da sei membri permanenti, tra cui la presidente della BCE, Christine Lagarde.

I dati sull’inflazione dell’Eurozona, misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), costituiscono un importante indicatore economico per l’euro. Se l’inflazione aumenta più del previsto, soprattutto se supera l’obiettivo del 2% della BCE, costringe la banca centrale ad alzare i tassi di interesse per riportarla sotto controllo. Tassi di interesse relativamente elevati rispetto a quelli di altre economie tendono a favorire l’euro, poiché rendono l’area più attraente per gli investitori globali che cercano dove impiegare i propri capitali.

I dati pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sull’euro. Indicatori quali il PIL, gli indici PMI manifatturieri e dei servizi, l’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono influenzare l’andamento della moneta unica. Un’economia solida favorisce l’euro. Non solo attira più investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BCE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente l’euro. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che l’euro si deprezzi. I dati economici delle quattro maggiori economie dell’area euro (Germania, Francia, Italia e Spagna) sono particolarmente significativi, poiché questi Paesi rappresentano il 75% dell’economia dell’Eurozona.

Un altro dato importante per l’euro è quello della bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese esporta beni molto richiesti, la sua valuta si apprezzerà per effetto della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo positivo della bilancia commerciale rafforza una valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.