Previsioni sul prezzo dell’argento: XAG/USD scende a nuovi minimi da 11 mesi vicino a 50,50 dollari

  • L’argento è sceso poiché l’inflazione persistente e la solida crescita economica hanno rafforzato le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed.
  • L’aumento dell’inflazione PCE a settembre e la crescita del PIL del 3,4% nel terzo trimestre hanno segnalato una persistente tenuta dell’economia statunitense.
  • La Fed ha mantenuto i tassi invariati in vista delle elezioni di metà mandato, mentre i mercati scontano una probabilità del 75% di un rialzo a dicembre.

Il prezzo dell’argento (XAG/USD) ha esteso le perdite per il terzo giorno consecutivo, attestandosi intorno a un nuovo minimo di 11 mesi a 50,69 dollari per oncia troy durante la sessione europea di venerdì. Le quotazioni dell’argento hanno subito pressioni al ribasso poiché l’inflazione persistente e la tenuta della crescita economica negli Stati Uniti hanno rafforzato le aspettative del mercato di un possibile rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed entro la fine dell’anno.

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Le pressioni inflazionistiche sono state evidenziate dall’indice statunitense dei prezzi PCE, aumentato dello 0,5% su base mensile a settembre, il maggiore incremento da marzo, che ha spinto l’inflazione annua al 3,6%, mentre l’inflazione PCE di fondo è salita al 3,1% su base annua.

Nel frattempo, l’economia nel suo complesso ha continuato a mostrare solidità, con il PIL statunitense cresciuto a un tasso annualizzato del 3,4% nel terzo trimestre. Il risultato ha superato le previsioni di mercato del 3,2%, trainato principalmente dalla tenuta della spesa per consumi e dai robusti investimenti nei settori legati all’intelligenza artificiale.

Alla luce di queste condizioni economiche, mercoledì la Fed ha scelto di mantenere invariati i tassi di interesse in vista delle imminenti elezioni statunitensi di metà mandato. Gli investitori continuano tuttavia a scontare un’elevata probabilità di un futuro inasprimento monetario.

Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori attribuiscono attualmente una probabilità di circa il 75% a un rialzo dei tassi di 25 punti base a dicembre, in moderato calo rispetto all’84,2% registrato appena il giorno precedente.

Argento e metalli del gruppo del platino sottoperformano: i fattori macroeconomici avversi pesano sulla domanda

Secondo TD Securities, il quadro successivo alla riunione del FOMC continua a evidenziare una divergenza all’interno del comparto dei metalli preziosi. La banca osserva che «mentre l’oro rimane piuttosto resiliente dopo la riunione del FOMC, i metalli preziosi a uso industriale mostrano una tendenza al ribasso, con l’argento e i metalli del gruppo del platino (PGM) che registrano una marcata sottoperformance, poiché i fattori macroeconomici avversi e la prospettiva di una politica monetaria più restrittiva pesano sulle prospettive della domanda». Questa sottoperformance evidenzia le crescenti pressioni sui metalli maggiormente esposti all’attività industriale rispetto all’oro, mentre gli investitori rivalutano le prospettive della domanda in un contesto di politica monetaria potenzialmente più restrittiva.

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso ampiamente negoziato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti quali i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.

Il prezzo dell’argento può variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire le quotazioni dell’argento grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non genera rendimenti, l’argento tende ad apprezzarsi quando i tassi di interesse scendono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influenzare i prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far salire i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i vasti settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.

Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando le quotazioni dell’oro salgono, l’argento in genere segue la stessa direzione, poiché entrambi hanno uno status simile di beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.