
Rogier Quaedvlieg di ABN AMRO prevede che la Federal Reserve (Fed) manterrà i tassi invariati al 3,75–4,00% questa settimana, nonostante i recenti dati sull’inflazione superiori alle attese. A suo avviso, la minore diffusione delle pressioni inflazionistiche e il raffreddamento del mercato del lavoro statunitense consentono ai responsabili della politica monetaria di attendere. La banca continua a prevedere un ultimo rialzo di 25 punti base a dicembre, seguito da un periodo prolungato di tassi invariati.

«Prevediamo che mercoledì la Fed lascerà il tasso di riferimento invariato al 3,75-4,00%. La decisione è più incerta di quanto suggeriscano le quotazioni di mercato. L’inflazione ha superato le attese per il secondo mese consecutivo, ma la minore diffusione delle pressioni inflazionistiche e il raffreddamento del mercato del lavoro offrono alla Fed margine per attendere. Prevediamo pertanto che la Fed farà una pausa a ottobre prima di procedere a un ultimo rialzo di 25 punti base a dicembre.»
«È improbabile che il rapporto abbia rassicurato la Fed su un ritorno duraturo dell’inflazione al 2%. La preoccupazione non riguarda tanto lo shock energetico iniziale, che la politica monetaria non può impedire, quanto la sua potenziale propagazione. Aumenti persistenti dei costi dei fattori produttivi accrescono il rischio che le imprese li trasferiscano ai consumatori e che, in ultima analisi, l’inflazione più elevata si trasmetta ai salari. Una politica restrittiva offre una protezione contro questi effetti di secondo impatto. Vi sono tuttavia ragioni per non reagire eccessivamente a due rilevazioni elevate. Le pressioni inflazionistiche continuano a diventare meno diffuse, il che suggerisce che la recente accelerazione non si sia ancora trasformata in un processo inflazionistico generalizzato. Inoltre, alcuni dei fattori che attualmente spingono al rialzo l’inflazione PCE sembrano destinati ad attenuarsi, in particolare il contributo insolitamente elevato del software e, un po’ più avanti, dei chip di memoria. Prevediamo pertanto che l’inflazione di fondo riprenderà a scendere il prossimo anno, anche se le rilevazioni a breve termine resteranno preoccupanti.»
«Insieme alle recenti rilevazioni più contenute dell’inflazione PCE, i dati sul lavoro riducono notevolmente la pressione per un rialzo immediato. La Fed può permettersi di attendere altre sei settimane per valutare se il recente vigore dell’inflazione rappresenti una pressione persistente o un’altra accelerazione temporanea.»
«La combinazione di un rischio inflazionistico persistente nel breve termine e di un mercato del lavoro in raffreddamento suggerisce pazienza, ma non un abbassamento della guardia. Prevediamo che la Fed manterrà i tassi invariati a ottobre, procederà a un ultimo rialzo di 25 punti base a dicembre e li manterrà poi invariati per un periodo prolungato.»
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e revisionato da un redattore. Scopri di più.)