L’oro fatica a prendere slancio in attesa della decisione della Fed sulla politica monetaria

  • L’oro interrompe il rimbalzo di due giorni in attesa della decisione della Fed sui tassi di interesse.
  • Si prevede che la Fed mantenga i tassi invariati, mentre gli operatori cercano indicazioni su un rialzo a dicembre.
  • XAU/USD resta al di sotto delle principali medie mobili giornaliere, con un supporto immediato nell’area 4.000-3.950 dollari.

L’oro (XAU/USD) interrompe il rimbalzo mercoledì, mentre gli investitori attendono l’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve (Fed), previsto per le 18:00 GMT. Il calo dei prezzi del petrolio ha aiutato il metallo prezioso a risalire dai minimi da luglio nelle ultime due giornate. Tuttavia, i rinnovati rialzi del petrolio e la stabilità del dollaro statunitense (USD) limitano ulteriori progressi.

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Al momento della stesura, XAU/USD si attesta intorno a 4.046 dollari, in calo dello 0,36% nella giornata. L’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, è pressoché invariato intorno a 102,40, vicino ai massimi di due settimane.

I prezzi del petrolio rimbalzano dopo che il Wall Street Journal ha riferito che Washington aveva avvertito gli Stati del Golfo di una possibile operazione militare contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Il West Texas Intermediate (WTI) si attesta intorno a 100,50 dollari al barile, in rialzo dell’1,0% nella giornata.

L’aumento dei costi energetici ha mantenuto elevate le pressioni inflazionistiche dallo scoppio della guerra in Medio Oriente a fine febbraio, spingendo le principali banche centrali, in particolare la Fed, a inasprire la politica monetaria. La banca centrale statunitense ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base a settembre e ha segnalato un ulteriore aumento prima della fine dell’anno, ribadendo il proprio impegno a riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%.

È ampiamente previsto che i responsabili della politica monetaria mantengano i tassi di interesse invariati nell’intervallo 3,75%-4,00% alla riunione di ottobre, mentre gli operatori scontano una probabilità dell’85% di un rialzo a dicembre, secondo lo strumento FedWatch del CME.

Gli analisti di ABN Amro sostengono che i recenti dati statunitensi offrano alla Fed margine per una pausa, almeno per il momento. Osservano che, «insieme alle recenti letture più contenute dell’indice PCE, i dati sul mercato del lavoro riducono notevolmente la pressione per un rialzo immediato», consentendo ai responsabili della politica monetaria di «concedersi altre sei settimane per valutare se il recente vigore dell’inflazione rifletta pressioni persistenti o un’altra accelerazione temporanea».

A loro avviso, «la combinazione di un persistente rischio inflazionistico nel breve termine e di un mercato del lavoro in rallentamento suggerisce pazienza, non compiacenza». Di conseguenza, ABN Amro prevede che la Fed «mantenga i tassi invariati a ottobre, proceda a un ultimo rialzo di 25 punti base a dicembre e poi li lasci invariati per un periodo prolungato».

Poiché la pausa è ampiamente attesa, le indicazioni sulle prospettive di politica monetaria potrebbero provocare una reazione dei mercati più forte della decisione stessa. Se i responsabili della politica monetaria segnaleranno che ulteriori rialzi dei tassi restano possibili, il dollaro statunitense potrebbe rafforzarsi, mettendo a rischio il supporto dell’oro a 4.000 dollari. Tassi di interesse più elevati aumentano il costo opportunità di detenere il metallo, che non offre rendimento. Al contrario, toni meno restrittivi potrebbero pesare sul biglietto verde e lasciare spazio a un rimbalzo di sollievo dell’oro nel breve termine.

Analisi tecnica:

Sul grafico giornaliero, XAU/USD mantiene un orientamento ribassista nel breve termine, scambiando al di sotto delle medie mobili semplici (SMA) a 50, 100 e 200 giorni, che lasciano ai venditori il controllo del mercato. L’indice di forza relativa (RSI) a 40 segnala una debole spinta degli acquisti, mentre l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) resta in territorio negativo, suggerendo che le pressioni ribassiste persistono.

Al rialzo, la prima resistenza si trova in corrispondenza della SMA a 100 giorni, vicino a 4.219 dollari, seguita dalla SMA a 50 giorni a 4.288 dollari. Una ripresa più marcata potrebbe riportare l’attenzione sulla resistenza orizzontale a 4.400 dollari, prima della SMA a 200 giorni intorno a 4.503 dollari.

Al ribasso, l’area 4.000-3.950 dollari offre un supporto immediato. Una sua violazione aprirebbe la strada a un ritracciamento più profondo, mentre i tentativi di recupero incontreranno probabilmente difficoltà finché il prezzo resterà al di sotto del gruppo di medie mobili giornaliere ravvicinate.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’aiuto di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)