La rupia indonesiana si indebolisce tra i timori sui conti pubblici e sui compromessi della politica monetaria della Bank Indonesia

  • La rupia indonesiana è sotto pressione per i timori sui conti pubblici legati all’aumento dei costi delle importazioni petrolifere e per il difficile equilibrio della BI tra difesa della valuta e sostegno alla crescita.
  • Le nuove misure dell’Indonesia mirano a contrastare la manipolazione del mercato azionario, dopo che MSCI ha avvertito di un possibile declassamento a mercato autonomo.
  • Le aspettative di una pausa sui tassi della Fed e il calo della domanda immediata di beni rifugio legata ai rischi geopolitici frenano ulteriori guadagni del dollaro statunitense.
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USD/IDR avanza per il quarto giorno consecutivo, scambiando intorno a 18.150 durante la sessione asiatica di lunedì. La coppia si rafforza mentre la rupia indonesiana (IDR) risente dei persistenti timori sui conti pubblici in un contesto di rincaro del petrolio, dato che l’Indonesia è un importatore netto di greggio. Sono inoltre aumentate le preoccupazioni che Bank Indonesia (BI) possa trovarsi di fronte a una scelta difficile tra difendere la valuta e sostenere la crescita nel breve termine.

Lunedì l’Indonesia ha introdotto ulteriori misure per contrastare la manipolazione del mercato azionario, tra cui l’inserimento di soggetti indipendenti in un comitato incaricato di individuare i titoli con assetti proprietari concentrati, dopo che MSCI ha dichiarato che il Paese potrebbe subire un declassamento a causa dei timori per la scarsa trasparenza delle negoziazioni. Le misure fanno seguito all’annuncio di MSCI, all’inizio del mese, secondo cui la borsa indonesiana potrebbe essere declassata allo status di mercato «standalone», ossia autonomo, poiché non è stato fatto abbastanza per arginare le pratiche di negoziazione coordinata sul mercato azionario.

L’Indonesia riduce gli obblighi di riserva per rafforzare la liquidità

Gli analisti di MUFG sottolineano che, parallelamente alla sua ultima decisione di politica monetaria, Bank Indonesia è intervenuta per immettere ulteriore liquidità nel sistema interno, annunciando una riduzione graduale dei coefficienti di riserva obbligatoria delle banche. Osservano che «per le banche convenzionali, il coefficiente di riserva obbligatoria scenderà dal 9% all’8% il 1° novembre e ulteriormente al 7% il 1° dicembre», mentre «per le banche islamiche, il coefficiente di riserva obbligatoria diminuirà dal 7,5% al 6,5% e successivamente al 5,5%». MUFG interpreta questi interventi come un allentamento mirato delle condizioni di finanziamento, concepito per integrare la più ampia combinazione di misure della BI senza comprometterne gli obiettivi di sostegno alla valuta.

Tuttavia, il rialzo della coppia USD/IDR potrebbe essere contenuto, poiché il dollaro statunitense (USD) potrebbe risentire delle aspettative del mercato secondo cui la Fed manterrà invariati i tassi di interesse a ottobre, prima di procedere eventualmente a un nuovo rialzo a dicembre. Secondo lo strumento CME FedWatch, i mercati scontano attualmente una probabilità del 90,6% di una pausa sui tassi alla riunione di politica monetaria del 27–28 ottobre, insieme a una probabilità del 79,7% di un rialzo a dicembre.

Inoltre, il biglietto verde è sotto pressione per l’attenuarsi della domanda di beni rifugio, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha escluso un’azione militare immediata contro l’Iran, dichiarando che «oggi non ci sarà alcun attacco», secondo Al Jazeera. Tuttavia, persiste il nervosismo dei mercati per la possibilità che gli attacchi riprendano dopo le elezioni israeliane di questa settimana e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti della prossima settimana, mentre alcune notizie indicano che l’Iran è pronto a reagire colpendo Israele e gli Emirati Arabi Uniti.

I flussi verso i beni rifugio si frammentano: rischi diversi favoriscono rifugi diversi

Gli strateghi di OCBC osservano che «la domanda di beni rifugio si sta intensificando, ma i beneficiari variano in base al rischio», sintetizzando il loro tema «shock diversi, rifugi diversi». Rilevano che i timori per la crescita legati all’intelligenza artificiale stanno convogliando i flussi verso lo yen giapponese, le tensioni in Medio Oriente sostengono il dollaro canadese e la NOK, mentre le tensioni sui conti pubblici francesi favoriscono il franco svizzero. Ciò evidenzia come sia ormai la natura di ciascuno shock a determinare verso quale bene rifugio si orientino gli investitori.

Domande frequenti sulla rupia indonesiana

La rupia indonesiana (IDR) è sensibile a una combinazione dinamica di condizioni dei mercati globali, fondamentali economici interni, variazioni dei prezzi delle materie prime e interventi proattivi della banca centrale. In quanto valuta di un mercato emergente, l’andamento della rupia dipende fortemente sia dalla tenuta dell’economia interna sia dalla dinamica economica internazionale.

Bank Indonesia (BI) svolge un ruolo centrale nella stabilizzazione della rupia attraverso scelte strategiche di politica monetaria e operazioni dirette sul mercato. Adeguando i tassi di interesse di riferimento, la banca centrale gestisce i differenziali di rendimento rispetto alle principali banche centrali mondiali, come la Fed statunitense, per attrarre e trattenere gli investimenti esteri di portafoglio. La BI utilizza inoltre un quadro di «triplice intervento» — operando sui mercati a pronti, dei derivati (DNDF) e dei titoli di Stato — per attenuare la volatilità valutaria, affiancandovi strumenti monetari come i Sekuritas Rupiah Bank Indonesia (SRBI) per rafforzare gli afflussi di capitale.

Da una prospettiva macroeconomica più ampia, i tassi di inflazione interni, l’andamento degli scambi commerciali e la solidità complessiva dei conti pubblici determinano la forza di fondo dell’IDR. I saldi della bilancia commerciale e delle partite correnti dell’Indonesia sono strettamente legati a questi fondamentali, mentre fattori globali più ampi, come la propensione o l’avversione al rischio degli investitori internazionali e le tendenze della liquidità globale, incidono direttamente sui movimenti del tasso di cambio.

In quanto importante esportatore di materie prime come olio di palma, carbone, nichel e gas naturale, l’Indonesia beneficia dell’aumento dei prezzi globali delle materie prime, che genera avanzi commerciali, accresce gli afflussi di valuta estera e rafforza la rupia. Tuttavia, poiché l’Indonesia è anche un importatore netto di petrolio greggio, prezzi petroliferi globali elevati aumentano il fabbisogno di valuta estera, ampliando il disavanzo delle partite correnti e pesando sul valore della valuta.