Polygon Labs valuta un hard fork per recuperare gli asset sottratti negli attacchi hacker a Polymarket e Binance

  • Il team di Polygon Labs ha proposto un hard fork per recuperare i POL collegati agli attacchi informatici a Polymarket e Binance.
  • L’hard fork trasferirà 23,86 milioni di POL collegati a Polymarket e 46,63 milioni di POL provenienti da Binance a un wallet di recupero.
  • La discussione della proposta è prevista per giovedì e, in caso di approvazione, l’implementazione richiederà circa due settimane.

La nuova proposta di miglioramento di Polygon Labs prevede un hard fork della rete principale Proof-of-Stake (PoS) di Polygon per recuperare gli asset collegati agli attacchi informatici a Polymarket e Binance. La proposta richiederà ai validatori di trasferire i token POL dai cinque indirizzi controllati dagli autori degli attacchi a indirizzi di recupero verificati, nell’ambito di un intervento di governance straordinario e una tantum volto ad annullare gli effetti degli attacchi.

TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

Discussioni su un hard fork per restituire gli asset bloccati 

Il rapporto finale di Polymarket sull’indagine relativa all’incidente di sicurezza del 30 ottobre indica la presenza di circa 28 milioni di POL su Polygon PoS, di cui 24 milioni sono stati successivamente congelati su richiesta. Analogamente, il rapporto sull’attacco informatico da 6,3 miliardi di dollari subito da Binance ha evidenziato un trasferimento analogo di oltre 46 milioni di token POL dal suo hot wallet. Il totale di 70,49 milioni di POL nativi è detenuto in cinque indirizzi controllati dagli autori degli attacchi, che i produttori di blocchi di Polygon hanno aggiunto alla lista di blocco delle transazioni di Bor.

Sebbene gli asset siano bloccati, la misura temporanea rappresenta una soluzione provvisoria, poiché ciascun produttore di blocchi carica la lista di Bor soltanto all’avvio; gli aggiornamenti richiedono quindi riavvii o rotazioni degli span. Inoltre, le voci della lista non scadono automaticamente, mentre il filtro copre solo determinati tipi di transazione. Per aggirare queste restrizioni, gli autori degli attacchi hanno tentato di proporre transazioni con commissioni elevate e hanno contattato i validatori per ottenere lo sblocco dei fondi in cambio di un lauto compenso.

Il meccanismo resta fragile, poiché mantiene bloccate a tempo indeterminato decine di milioni di POL senza offrire una soluzione per la restituzione. Un membro del team di Polygon Labs ha proposto un intervento estremo: effettuare un hard fork della rete principale PoS ai sensi della sezione 5 delle specifiche e delle motivazioni della proposta.

La proposta di miglioramento di Polygon (PIP) sarà presentata mercoledì durante la riunione sulla governance del protocollo Polygon. In caso di approvazione, l’implementazione dovrebbe richiedere circa due settimane.

La PIP volta a trasferire i saldi senza chiavi private richiede una modifica del consenso, rendendo l’hard fork l’unica strada tecnicamente percorribile. I proponenti sottolineano che non si tratta di uno strumento generico di congelamento o recupero e che non dovrebbe diventare una prassi comune. 

La PIP elenca sei condizioni verificabili per giustificare l’hard fork: il riconoscimento pubblico dell’accaduto da parte delle vittime, l’applicazione universale della lista di blocco, un importo elevato, una chiara tracciabilità on-chain che riconduca i fondi a soggetti affidabili, la richiesta del rimedio da parte delle vittime stesse e l’assenza di rivendicazioni concorrenti dopo la divulgazione pubblica.

Oltre all’hard fork, i proponenti hanno valutato anche alternative quali lasciare i fondi bloccati, fare affidamento sulla collaborazione degli autori degli attacchi o realizzare un meccanismo di recupero permanente a livello di protocollo, ma le hanno respinte.