Previsioni sul cambio USD/JPY: resta vicino alla media mobile esponenziale a 20 giorni

  • USD/JPY scende verso 157,90 mentre il dollaro statunitense continua a sottoperformare.
  • La vittoria dei democratici statunitensi alle elezioni di metà mandato ha messo a rischio la prosecuzione delle politiche repubblicane.
  • Gli investitori sono fiduciosi che la Fed alzerà i tassi di interesse nella riunione di politica monetaria di dicembre.

Lo yen giapponese (JPY) si rafforza nei confronti del dollaro statunitense (USD) giovedì. Durante la sessione europea, la coppia USD/JPY perde lo 0,3%, portandosi in prossimità di 157,90. La coppia subisce pressioni di vendita a causa della debolezza del dollaro statunitense, penalizzato dai timori che i repubblicani negli Stati Uniti (USA) possano incontrare difficoltà nel portare avanti le proprie politiche dopo la battuta d’arresto subita contro i democratici alle elezioni di metà mandato.

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Andamento del dollaro statunitense oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro statunitense ha registrato la performance peggiore nei confronti del dollaro neozelandese.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD -0,29% -0,16% -0,32% -0,12% -0,17% -0,41% -0,33%
EUR 0,29% 0,13% -0,05% 0,16% 0,12% -0,14% -0,06%
GBP 0,16% -0,13% -0,17% 0,03% -0,01% -0,25% -0,19%
JPY 0,32% 0,05% 0,17% 0,21% 0,17% -0,10% -0,01%
CAD 0,12% -0,16% -0,03% -0,21% -0,04% -0,30% -0,22%
AUD 0,17% -0,12% 0,01% -0,17% 0,04% -0,23% -0,17%
NZD 0,41% 0,14% 0,25% 0,10% 0,30% 0,23% 0,10%
CHF 0,33% 0,06% 0,19% 0,01% 0,22% 0,17% -0,10%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta di base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta di quotazione si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, scegliendo il dollaro statunitense nella colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta di base)/JPY (valuta di quotazione).

Al momento della stesura, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, perde lo 0,25%, attestandosi in prossimità di 101,24. Il DXY si trova vicino al minimo mensile di 101,10 toccato il giorno precedente.

Secondo gli analisti di ING, una vittoria schiacciante dei democratici probabilmente «porterebbe a uno stallo sul tetto del debito e a una prolungata chiusura delle attività del governo federale il prossimo anno». La banca ha inoltre avvertito che «i timori di una regolamentazione più severa potrebbero pesare sui titoli legati all’intelligenza artificiale (IA) (abbiamo visto di recente come questo possa penalizzare il biglietto verde)».

Sul fronte economico, gli investitori rivolgono l’attenzione ai dati statunitensi sull’occupazione nei settori non agricoli (Nonfarm Payrolls, NFP) di ottobre, che saranno pubblicati venerdì. Si prevede che i dati NFP avranno un impatto significativo sulle aspettative relative alla politica monetaria della Federal Reserve (Fed).

Analisi tecnica di USD/JPY

Sul grafico giornaliero, USD/JPY è scambiato a 157,93. La coppia oscilla intorno alla media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni, situata a 157,90, mantenendo un orientamento di breve termine sostanzialmente neutrale.

L’indice di forza relativa (RSI), a 50,66, si colloca vicino alla linea mediana, suggerendo l’assenza di una direzione chiara dopo le recenti oscillazioni, senza che né i rialzisti né i ribassisti abbiano al momento il pieno controllo.

Al ribasso, il primo supporto si trova in corrispondenza dell’EMA a 20 giorni, vicino a 157,90. Una rottura di tale livello aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso i minimi recenti, qualora le pressioni di vendita si intensificassero. Al rialzo, in assenza di livelli di resistenza tecnica nelle vicinanze nei dati forniti, gli operatori potrebbero guardare ai livelli psicologici rappresentati dalle cifre tonde e ai precedenti massimi relativi superiori alla quotazione attuale come prossime aree in cui i tentativi di rialzo potrebbero iniziare a incontrare pressioni di vendita.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di IA. Scopri di più.)

Indicatore economico

Occupazione nei settori non agricoli

Il rapporto sull’occupazione nei settori non agricoli (Nonfarm Payrolls) indica il numero di nuovi posti di lavoro creati negli Stati Uniti nel mese precedente in tutte le imprese non agricole ed è pubblicato dal Bureau of Labor Statistics (BLS) statunitense. Le variazioni mensili dell’occupazione possono essere estremamente volatili. Il dato è inoltre soggetto a revisioni significative, che possono a loro volta generare volatilità sul mercato dei cambi. In generale, un dato elevato è considerato rialzista per il dollaro statunitense (USD), mentre un dato basso è considerato ribassista, sebbene le revisioni dei mesi precedenti e il tasso di disoccupazione siano altrettanto rilevanti del dato principale. La reazione del mercato dipende quindi da come vengono valutati nel loro insieme tutti i dati contenuti nel rapporto del BLS.

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Prossima pubblicazione: Ven 6 novembre 2026 13:30

Frequenza: Mensile

Consenso: 65K

Precedente: 29K

Fonte:Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti

Il rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti è considerato l’indicatore economico più importante per i trader del mercato dei cambi. Pubblicata il primo venerdì successivo al mese di riferimento, la variazione del numero di posti di lavoro è strettamente correlata all’andamento complessivo dell’economia ed è monitorata dai responsabili delle politiche economiche. La piena occupazione rientra nel mandato della Federal Reserve, che tiene conto dell’evoluzione del mercato del lavoro nel definire le proprie politiche, influenzando così le valute. Sebbene diversi indicatori anticipatori contribuiscano a formulare le stime, i dati sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls) tendono a sorprendere i mercati e a innescare una notevole volatilità. Dati effettivi superiori al consenso tendono a favorire un rialzo del dollaro statunitense.