
L’argento (XAG/USD) si muove con cautela durante la sessione europea di lunedì, in prossimità del nuovo minimo da inizio anno di 53 dollari registrato venerdì. Il metallo bianco resta complessivamente sotto pressione, poiché i prezzi elevati del petrolio alimentano i timori che la Federal Reserve (Fed) mantenga un orientamento restrittivo di politica monetaria più a lungo.

Il Brent sale sui rischi in Medio Oriente, mentre la riunione della Fed riaccende i timori sull’inflazione
Gli analisti di Commerzbank osservano che «l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio e riacceso i timori sull’inflazione in vista della riunione della Fed di mercoledì», con «il Brent protagonista del movimento più marcato, in rialzo del 6,2% la scorsa settimana a poco meno di 117 dollari». Sottolineano che «il Medio Oriente rimane il principale rischio geopolitico», evidenziando come l’instabilità della regione stia incidendo sempre più sulle prospettive di inflazione mentre i responsabili della politica monetaria si preparano a riunirsi.
Per ottenere nuove indicazioni sulle prospettive di politica monetaria della Fed, i mercati finanziari attendono l’annuncio di mercoledì. È ampiamente previsto che la Fed lasci i tassi di interesse invariati nell’intervallo del 3,75%-4,00%. Gli investitori seguiranno con attenzione il comunicato di politica monetaria e la conferenza stampa del presidente della Fed Kevin Warsh.
Le dichiarazioni del presidente Warsh dal suo ritorno alla Fed hanno segnalato che non è interessato a fornire indicazioni sulle prospettive di politica monetaria; tuttavia, ha sottolineato più volte che le pressioni inflazionistiche sono rimaste molto elevate.

Sul grafico giornaliero, XAG/USD scambia a 53,84 dollari e mantiene un’impostazione ribassista nel breve termine, con il prezzo ben al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni, situata a 58,27 dollari. La distanza tra il prezzo a pronti e l’EMA suggerisce che i rialzi restano frenati dalla pressione di vendita sui livelli superiori, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, vicino a 31, segnala l’emergere di condizioni di ipervenduto che potrebbero rallentare la discesa, anziché determinare una vera e propria inversione.
Al rialzo, il minimo del 17 luglio a 57,77 dollari rappresenta la prima resistenza, seguita dall’EMA a 20 giorni a 58,27 dollari. Al ribasso, il prezzo dell’argento potrebbe avviare una nuova fase di discesa qualora scendesse sotto il minimo da inizio anno a 53,03 dollari.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso ampiamente scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, in monete o lingotti, oppure negoziarlo tramite strumenti come gli Exchange Traded Fund (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare in funzione di numerosi fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non genera rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo possono influire sui prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica o l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un forte aumento della domanda può far salire i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i grandi settori industriali impiegano l’argento in vari processi; in India, anche la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando le quotazioni dell’oro salgono, in genere anche l’argento segue la stessa direzione, dato il loro analogo status di beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono considerare un rapporto elevato come un segnale di sottovalutazione dell’argento o di sopravvalutazione dell’oro. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.