
Il prezzo dell’argento (XAG/USD) estende le perdite per il secondo giorno consecutivo, scambiando intorno a 53,30 dollari per oncia troy durante la sessione asiatica di giovedì. L’argento resta ancorato vicino ai minimi dell’ultimo anno dopo la decisione della Federal Reserve statunitense di lasciare invariati i tassi di interesse, come ampiamente previsto dagli operatori di mercato. Il metallo prezioso continua a subire pressioni ribassiste, poiché la banca centrale ha fornito indicazioni limitate sui tempi e sulla direzione della prossima mossa di politica monetaria.

La Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse invariati al 3,75%–4,00%, osservando che l’attività economica continua a espandersi. Nel suo comunicato, la Fed ha evidenziato la tenuta della spesa interna, la solidità degli investimenti in capitale e la forte crescita della produttività. Quanto al proprio mandato occupazionale, la banca centrale ha osservato che la crescita dell’occupazione ha tenuto il passo con quella della forza lavoro, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto sostanzialmente stabile.
Sul fronte dell’inflazione, la Fed ha riconosciuto che le pressioni sui prezzi restano elevate, ma ha scelto di sospendere ulteriori rialzi dei tassi per raccogliere altri dati e valutare l’orientamento appropriato della politica monetaria. La decisione non è stata unanime: la governatrice della Fed Lisa Cook e la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack hanno espresso voto contrario, preferendo un aumento immediato dei tassi.
Il presidente della Fed Kevin Warsh ha ribadito l’impegno del Federal Open Market Committee a garantire la stabilità dei prezzi e a raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%, sottolineando che l’economia di fondo resta solida. Warsh ha inoltre illustrato il futuro calendario della politica monetaria, precisando che la Fed terrà otto riunioni il prossimo anno, di cui una senza una votazione formale, e che prevede sei riunioni decisionali di politica monetaria nel 2028.
Gli operatori rivolgono ora l’attenzione all’imminente pubblicazione dell’indice statunitense dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve, alla ricerca di segnali più chiari sul futuro percorso della politica monetaria.
Nel frattempo, gli operatori di mercato monitorano le rinnovate iniziative diplomatiche volte a evitare un’ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente. Nonostante questi sforzi diplomatici, i prezzi del petrolio persistentemente elevati continuano ad alimentare i timori per l’inflazione e a rafforzare le aspettative di tassi di interesse alti più a lungo. Questo contesto di maggiori costi di finanziamento rappresenta uno scenario difficile per l’argento, poiché l’aumento dei rendimenti e la persistente pressione dei tassi tendono a penalizzare i metalli preziosi, che non offrono rendimento.
Secondo TD Securities, la recente attività delle strategie sistematiche ha visto i Commodity Trading Advisor (CTA) adeguare la propria esposizione nel comparto dei metalli. La banca osserva che «sui mercati dei metalli, nella giornata odierna i CTA vendono argento e acquistano zinco e piombo». Questo spostamento evidenzia la divergenza tra metalli preziosi e metalli di base negli attuali flussi di posizionamento: gli investitori riducono l’esposizione all’argento, aumentando selettivamente quella ai metalli industriali come zinco e piombo.
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti come gli Exchange Traded Fund (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare per effetto di numerosi fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo ruolo di bene rifugio, anche se in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far aumentare i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i vasti settori industriali utilizzano l’argento in diversi processi; in India, anche la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando il prezzo dell’oro sale, in genere anche l’argento si muove nella stessa direzione, poiché entrambi hanno un ruolo simile come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica quante once d’argento sono necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.