Franco svizzero in difficoltà mentre il dollaro USA scende sulle attese di una pausa della Fed sui tassi

  • A settembre, negli Stati Uniti, i nuovi cantieri residenziali sono diminuiti e le vendite di abitazioni con contratti in corso sono scese ai minimi storici, penalizzando il dollaro statunitense.
  • Gli attacchi con droni in Medio Oriente e in Ucraina hanno spinto al rialzo il petrolio, alimentando l’inflazione e le scommesse su un aumento dei tassi della Fed a dicembre.
  • I bassi tassi di interesse svizzeri favoriscono le operazioni di carry trade, incoraggiando gli investitori a vendere franchi per acquistare attività estere a rendimento più elevato.
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USD/CHF perde terreno per il terzo giorno consecutivo e si attesta intorno a 0,8230 durante la sessione asiatica di giovedì. La coppia si deprezza mentre il dollaro statunitense (USD) è sotto pressione, dopo che i recenti dati economici hanno evidenziato segnali di debolezza dell’economia statunitense, con un calo dei nuovi cantieri residenziali a settembre e vendite di abitazioni con contratti in corso scese ai minimi storici.

Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori scontano una probabilità dell’84% che la Fed lasci invariati i tassi di interesse la prossima settimana e del 90% che li aumenti a dicembre. Permane tuttavia l’incertezza, dopo che la scorsa settimana il presidente della Fed, Kevin Warsh, si è astenuto dal fornire indicazioni sui tempi o sulla necessità di futuri rialzi dei tassi di interesse.

Il biglietto verde potrebbe tuttavia trovare sostegno nel forte aumento dei prezzi del petrolio, che alimenta i timori sull’inflazione e rafforza le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed). I prezzi del petrolio sono saliti dopo un attacco con droni al giacimento petrolifero di Shaybah di Saudi Aramco, che ha provocato due vittime, intensificando le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e accrescendo i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche. Parallelamente, questa settimana l’Ucraina ha condotto attacchi con droni su vasta scala contro infrastrutture petrolifere russe strategiche, segnalando l’intenzione di Kiev di ostacolare il previsto aumento delle esportazioni di diesel di Mosca nell’ambito di un recente accordo tra i presidenti Trump e Putin.

Il potenziale ribassista della coppia USD/CHF potrebbe essere limitato dalle persistenti pressioni sul franco svizzero (CHF). Questa debolezza è dovuta principalmente all’ampliamento del differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Svizzera, oltre che alle crescenti pressioni di vendita derivanti dalle operazioni di carry trade.

Poiché le aspettative di mercato indicano che il costo del credito negli Stati Uniti resterà elevato, mentre i tassi di interesse svizzeri rimarranno tra i più bassi al mondo, il franco (CHF) è diventato sempre più interessante come valuta di finanziamento. Di conseguenza, gli investitori contraggono prestiti denominati in franchi e vendono la valuta per orientarsi verso attività a rendimento più elevato, esercitando una costante pressione al ribasso sul franco.

Domande frequenti sul franco svizzero

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È tra le dieci valute più scambiate al mondo, con volumi che superano di gran lunga le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra gli altri fattori, dal clima generale dei mercati, dallo stato di salute dell’economia nazionale e dagli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015, il franco svizzero è stato ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio è stato rimosso bruscamente, provocando un aumento di oltre il 20% del valore del franco e forti turbolenze sui mercati. Sebbene l’ancoraggio non sia più in vigore, l’andamento del CHF tende a essere strettamente correlato a quello dell’euro, a causa della forte dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina area dell’euro.

Il franco svizzero (CHF) è considerato un bene rifugio, ossia una valuta che gli investitori tendono ad acquistare nei momenti di tensione sui mercati. Ciò è dovuto alla reputazione di cui gode la Svizzera a livello internazionale: un’economia stabile, un solido settore delle esportazioni, ingenti riserve della banca centrale e una lunga tradizione politica di neutralità nei conflitti globali rendono la valuta del Paese una buona scelta per gli investitori che cercano riparo dai rischi. Nei periodi di turbolenza, il CHF tende a rafforzarsi rispetto ad altre valute considerate più rischiose come investimento.

La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte l’anno, una volta a trimestre, con una frequenza inferiore rispetto alle altre principali banche centrali, per decidere la politica monetaria. La banca punta a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Quando l’inflazione supera l’obiettivo, o si prevede che lo supererà nel prossimo futuro, la banca cerca di frenare la crescita dei prezzi aumentando il tasso di riferimento. Tassi di interesse più elevati sono generalmente favorevoli al franco svizzero (CHF), poiché determinano rendimenti maggiori, rendendo il Paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.

I dati macroeconomici pubblicati in Svizzera sono fondamentali per valutare lo stato dell’economia e possono incidere sulla valutazione del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è complessivamente stabile, ma qualsiasi variazione improvvisa della crescita economica, dell’inflazione, del saldo delle partite correnti o delle riserve valutarie della banca centrale può innescare movimenti del CHF. In generale, una crescita economica sostenuta, una bassa disoccupazione e un elevato livello di fiducia favoriscono il CHF. Viceversa, se i dati economici indicano un indebolimento della dinamica economica, il CHF tende a deprezzarsi.

Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dallo stato di salute delle economie della vicina area dell’euro. L’Unione europea nel suo complesso è il principale partner economico della Svizzera e un alleato politico di primo piano; pertanto, la stabilità macroeconomica e della politica monetaria nell’area dell’euro è essenziale per la Svizzera e, di conseguenza, per il franco svizzero (CHF). Alla luce di questa dipendenza, alcuni modelli indicano che la correlazione tra l’andamento dell’euro (EUR) e quello del CHF supera il 90%, risultando quindi quasi perfetta.