
Il primo rialzo di GBP/USD in quattro sedute è stato trainato dall’indebolimento del dollaro dopo la decisione della Fed di lasciare invariati i tassi, mentre la prima manovra di bilancio del ministro delle Finanze Healey ha avuto un ruolo marginale. La coppia ha toccato il minimo di seduta, appena sopra 1,3250 e sui livelli più bassi da metà ottobre, ben prima del discorso di presentazione della manovra. Durante l’intervento si è mossa appena e, dopo la Fed, scambia poco sopra 1,3300.

L’Office for Budget Responsibility (OBR) stima che il margine di manovra fiscale del ministro Healey per il 2029-30 sia pari a 15 miliardi di sterline, in calo dai 24 miliardi di marzo, nonostante le nuove imposte sulle banche e sul gioco d’azzardo. Il rendimento del gilt decennale è comunque sceso, a fronte di una manovra che, secondo le previsioni dell’OBR, comporta quest’anno circa 14 miliardi di sterline di maggiori interessi sul debito, quasi quanto il margine di manovra disponibile. La sterlina perde terreno nei confronti dell’euro nella giornata, quindi il rialzo di GBP/USD riflette il calo del dollaro.
La Fed ha lasciato il tasso invariato nell’intervallo 3,75%-4,00% e il suo presidente Warsh ha dichiarato che l’inasprimento delle condizioni creditizie da settembre, compreso l’aumento dei costi di finanziamento per il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, dimostra che la politica della Fed sta funzionando. L’indice del dollaro ha toccato il minimo di seduta mentre Warsh rispondeva alle domande, e nello stesso intervallo GBP/USD ha raggiunto il proprio massimo.
L’indice core dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) di settembre sarà pubblicato giovedì alle 12:30 GMT: le previsioni indicano un tasso annuo del 3,1%, dopo il 3%. Il tasso complessivo è atteso al 3,6%, dopo il 3,4%, mentre venerdì alle 12:30 GMT sarà pubblicato l’indice del costo del lavoro del terzo trimestre, previsto allo 0,8%, dopo lo 0,9%. Saranno i primi dati statunitensi su prezzi e retribuzioni dopo la decisione di mantenere invariati i tassi e contribuiranno a determinare se la Fed li alzerà a dicembre.
Non sono previste pubblicazioni di dati britannici prima del fine settimana, quindi il prossimo appuntamento per la sterlina sarà la decisione della Banca d’Inghilterra (BoE) del 5 novembre. Quasi tutti gli istituti di ricerca si aspettano che la banca centrale alzi il tasso di riferimento britannico dal 3,75% al 4,00%.
GBP/USD è salito da poco sotto 1,3150 il 14 ottobre a poco sopra 1,3400 il 22 ottobre; la discesa fino al minimo di mercoledì ha poi cancellato circa metà di quel rialzo. La coppia si trova al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni, prossima a 1,3350, e dell’EMA a 200 giorni, appena sotto 1,3400, attorno alla quale aveva oscillato dal 20 al 22 ottobre. Il momentum sul grafico giornaliero rimane in territorio di ipercomprato dopo le tre sedute in calo.

La sterlina (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata al mondo sul mercato dei cambi (FX): secondo i dati del 2022, rappresenta il 12% di tutte le transazioni, con una media di 630 miliardi di dollari al giorno. Le principali coppie valutarie che la includono sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, chiamata «Dragon» dagli operatori (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).
Il fattore che più di ogni altro influenza il valore della sterlina è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso di inflazione stabile intorno al 2%. Il principale strumento utilizzato per conseguirlo è la modifica dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla alzando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. In genere questo favorisce la sterlina, poiché tassi più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuta una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, così da incentivare le imprese a contrarre più prestiti da investire in progetti che generino crescita.
I dati pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul valore della sterlina. Indicatori come il PIL, gli indici PMI manifatturiero e dei servizi e i dati sull’occupazione possono tutti influenzare l’andamento della valuta britannica. Un’economia solida favorisce la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la valuta. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina perda valore.
Un altro dato significativo per la sterlina è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un paese esporta beni molto richiesti, la sua valuta beneficia della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistarli. Pertanto, un saldo commerciale positivo rafforza la valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.