
USD/CHF si muove al ribasso, perdendo lo 0,46% e scendendo verso 0,8200, mentre le valute rifugio, come il franco svizzero e lo yen giapponese, sono le uniche ad apprezzarsi contro il dollaro statunitense nel corso della giornata. La coppia è scambiata a 0,8205.

Nonostante l’arretramento, la tendenza di USD/CHF rimane rialzista, con il minimo di giornata (LOD) a 0,8191, vicino alla media mobile semplice (SMA) a 50 giorni a 0,8193. Quest’ultima è stata brevemente violata al ribasso, prima che gli acquirenti riportassero la coppia sopra quota 0,82.
L’indice di forza relativa (RSI) segnala uno slancio ribassista; tuttavia, la struttura del mercato lascia prevedere ulteriori rialzi.
Per una ripresa rialzista, gli acquirenti devono riconquistare l’area di 0,8250. Ciò aprirebbe la strada al livello di 0,8300, seguito dal massimo del 15 ottobre a 0,8354, prima di un test del massimo del 14 ottobre a 0,8395. La successiva area di interesse è 0,8400, seguita dal massimo del 1° aprile 2025 a 0,8847.
Al ribasso, il primo supporto di USD/CHF si trova a 0,8200, seguito dalla SMA a 50 giorni. Il supporto successivo è la SMA a 100 giorni a 0,8134, seguita da 0,8100.

Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. È tra le dieci valute più scambiate al mondo, con volumi che superano ampiamente le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra gli altri fattori, dal clima generale dei mercati, dallo stato di salute dell’economia nazionale e dagli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015, il franco svizzero era ancorato all’euro (EUR). L’ancoraggio è stato rimosso bruscamente, provocando un aumento di oltre il 20% del valore del franco e forti turbolenze sui mercati. Sebbene l’ancoraggio non sia più in vigore, l’andamento del CHF tende a essere fortemente correlato a quello dell’euro, a causa dell’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina area euro.
Il franco svizzero (CHF) è considerato un bene rifugio, ovvero una valuta che gli investitori tendono ad acquistare nei periodi di tensione sui mercati. Ciò è dovuto alla percezione della Svizzera a livello internazionale: un’economia stabile, un settore delle esportazioni solido, ampie riserve della banca centrale e una posizione politica di lunga data improntata alla neutralità nei conflitti globali rendono la valuta del Paese una buona scelta per gli investitori che cercano riparo dai rischi. Nei periodi turbolenti, il CHF tende a rafforzarsi rispetto ad altre valute considerate più rischiose per gli investimenti.
La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte l’anno – una volta a trimestre, meno spesso rispetto alle altre principali banche centrali – per decidere la politica monetaria. La banca punta a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Quando l’inflazione supera l’obiettivo, o si prevede che lo supererà nel prossimo futuro, la banca cercherà di contenere la crescita dei prezzi aumentando il tasso di riferimento. Tassi di interesse più elevati sono generalmente favorevoli al franco svizzero (CHF), poiché comportano rendimenti più alti, rendendo il Paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.
Le pubblicazioni dei dati macroeconomici svizzeri sono fondamentali per valutare lo stato dell’economia e possono incidere sul valore del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è generalmente stabile, ma qualsiasi variazione improvvisa della crescita economica, dell’inflazione, del saldo delle partite correnti o delle riserve valutarie della banca centrale può innescare movimenti del CHF. In generale, una crescita economica sostenuta, una bassa disoccupazione e un elevato livello di fiducia sono favorevoli al CHF. Al contrario, se i dati economici indicano un indebolimento della dinamica economica, è probabile che il CHF si deprezzi.
Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dallo stato di salute delle economie della vicina area euro. L’Unione europea nel suo complesso è il principale partner economico della Svizzera e un alleato politico fondamentale; pertanto, la stabilità macroeconomica e della politica monetaria nell’area euro è essenziale per la Svizzera e, di conseguenza, per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli indicano che la correlazione tra l’andamento dell’euro (EUR) e quello del CHF supera il 90%, risultando quindi pressoché perfetta.