Il dollaro australiano tiene, mentre la pausa della Fed mette in luce divisioni sull’inflazione

  • AUD/USD si mantiene stabile dopo la decisione sui tassi della Fed, ampiamente attesa.
  • La Fed mantiene i tassi al 3,75%-4%, con due esponenti favorevoli a un rialzo.
  • La tenuta della crescita statunitense e l’inflazione elevata lasciano aperta la possibilità di un ulteriore inasprimento monetario.

Il dollaro australiano resta solido nei confronti del dollaro statunitense dopo che la Fed ha lasciato invariati i tassi, nonostante l’inflazione negli Stati Uniti rimanga ben al di sopra del suo obiettivo del 2%. La decisione non è stata unanime: due membri hanno espresso voto contrario, preferendo un rialzo dei tassi di un quarto di punto percentuale. AUD/USD è scambiato a 0,7056.

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AUD/USD tiene mentre la Fed lascia invariati i tassi, nonostante due membri dissenzienti favorevoli a un ulteriore inasprimento

Mercoledì la Fed ha mantenuto i tassi al 3,75%–4%, con due voti contrari: la governatrice della Fed Lisa Cook e la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack hanno votato a favore di un rialzo di 25 punti base.

La Fed ha riconosciuto che l’attività economica è in espansione, che la spesa interna «ha mostrato resilienza, che la crescita della produttività è sostenuta e che gli investimenti in capitale sono robusti» e che la crescita della produttività è sostenuta. Quanto al proprio mandato occupazionale, la Fed ha osservato che «La crescita dell’occupazione ha tenuto il passo con quella della forza lavoro e il tasso di disoccupazione è rimasto pressoché invariato».

Sul fronte dell’inflazione, la banca centrale ha dichiarato che resta elevata, ma ha scelto di rinviare eventuali rialzi dei tassi in attesa di raccogliere ulteriori informazioni e valutare l’orientamento di politica monetaria più appropriato.

Grafico dei prezzi AUD/USD – Giornaliero

Grafico giornaliero AUD/USD

Domande frequenti sul dollaro australiano

Uno dei fattori più importanti per il dollaro australiano (AUD) è il livello dei tassi di interesse fissati dalla Reserve Bank of Australia (RBA). Poiché l’Australia è un paese ricco di risorse naturali, un altro fattore chiave è il prezzo del minerale di ferro, la sua principale voce di esportazione. Anche lo stato di salute dell’economia cinese, il suo maggiore partner commerciale, influisce sulla valuta, così come l’inflazione in Australia, il tasso di crescita dell’economia australiana e la bilancia commerciale. Un ulteriore fattore è il clima di mercato: gli investitori possono orientarsi verso attività più rischiose (propensione al rischio) oppure cercare beni rifugio (avversione al rischio). Una maggiore propensione al rischio favorisce l’AUD.

La Reserve Bank of Australia (RBA) influenza il dollaro australiano (AUD) fissando il livello dei tassi di interesse ai quali le banche australiane possono concedersi prestiti a vicenda. Ciò influisce sul livello dei tassi di interesse nell’intera economia. L’obiettivo principale della RBA è mantenere un tasso di inflazione stabile tra il 2% e il 3%, alzando o abbassando i tassi di interesse. Tassi relativamente elevati rispetto a quelli delle altre principali banche centrali sostengono l’AUD, mentre tassi relativamente bassi producono l’effetto opposto. La RBA può inoltre ricorrere all’allentamento quantitativo e alla stretta quantitativa per influenzare le condizioni del credito: il primo penalizza l’AUD, mentre la seconda lo sostiene.

La Cina è il maggiore partner commerciale dell’Australia, quindi lo stato di salute dell’economia cinese influisce in misura significativa sul valore del dollaro australiano (AUD). Quando l’economia cinese va bene, la Cina acquista più materie prime, beni e servizi dall’Australia, aumentando la domanda di AUD e spingendone al rialzo il valore. L’opposto accade quando l’economia cinese cresce meno rapidamente del previsto. Le sorprese positive o negative nei dati sulla crescita cinese hanno quindi spesso un impatto diretto sul dollaro australiano e sulle coppie valutarie che lo includono.

Il minerale di ferro è la principale voce di esportazione dell’Australia, con un valore annuo di 118 miliardi di dollari secondo i dati del 2021, e la Cina ne è la principale destinazione. Il suo prezzo può quindi influenzare il dollaro australiano. In generale, se il prezzo del minerale di ferro aumenta, anche l’AUD sale, poiché cresce la domanda complessiva della valuta. L’opposto accade se il prezzo del minerale di ferro scende. Prezzi più elevati del minerale di ferro tendono inoltre ad aumentare la probabilità di un saldo positivo della bilancia commerciale australiana, un altro elemento favorevole all’AUD.

La bilancia commerciale, ossia la differenza tra quanto un paese incassa dalle esportazioni e quanto paga per le importazioni, è un altro fattore che può influenzare il valore del dollaro australiano. Se l’Australia esporta prodotti molto richiesti, la sua valuta si apprezza per il solo effetto della maggiore domanda generata dagli acquirenti esteri interessati alle sue esportazioni rispetto alla spesa australiana per le importazioni. Pertanto, un saldo positivo della bilancia commerciale rafforza l’AUD, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.