I futures sul Dow Jones arretrano in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti

  • I futures sugli indici statunitensi scendono mentre gli investitori valutano i rischi politici legati alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e il rialzo dei prezzi dell’energia.
  • Apple e Palantir arretrano nelle contrattazioni pre-mercato, nonostante la solidità complessiva dei ricavi delle società tecnologiche.
  • Gli operatori si concentrano sugli imminenti risultati di importanti società, tra cui AMD, Pfizer e Shopify.

I futures sul Dow Jones cedono lo 0,5%, attestandosi intorno a 51.880 punti durante la sessione europea di martedì. Nel frattempo, i futures sull’S&P 500 perdono lo 0,15%, scambiando intorno a 7.560 punti, mentre quelli sul Nasdaq 100 restano stabili intorno a 28.140 punti.

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I futures azionari statunitensi sono scesi mentre gli operatori hanno adottato un atteggiamento prudente in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. La pressione politica sul presidente statunitense Donald Trump e sul Partito Repubblicano si è intensificata a causa degli elevati prezzi dell’energia legati ai conflitti in corso con l’Iran.

Le azioni Apple hanno perso quasi il 3% nelle contrattazioni pre-mercato, dopo un rallentamento della crescita delle vendite e previsioni sui ricavi del quarto trimestre inferiori alle attese. Anche Palantir ha ceduto quasi il 3%, nonostante abbia riportato utili del terzo trimestre superiori alle aspettative. Nel frattempo, Anthropic ha registrato ricavi trimestrali pari a dodici volte quelli del periodo di confronto e ha delineato piani per investire oltre 895 miliardi di dollari nei prossimi anni.

Nella seduta ordinaria di lunedì, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,41%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno perso rispettivamente lo 0,51% e l’1,07%, penalizzati dall’accentuarsi delle perdite dei titoli dei semiconduttori. Gli investitori rivolgono ora l’attenzione a una serie di importanti risultati societari in programma per martedì, tra cui quelli di AMD, SMCI, Pfizer, Shopify e Booking Holdings.

Societe Generale: una vittoria piena dei Democratici peserebbe sui titoli tecnologici e sui Treasury a lunga scadenza

Gli economisti di Societe Generale sostengono che il contesto politico potrebbe continuare a rappresentare un ostacolo per segmenti chiave del mercato, osservando che il loro team statunitense «ritiene probabile una vittoria piena dei Democratici e che un simile esito potrebbe non essere particolarmente favorevole a un rimbalzo dei titoli tecnologici e potrebbe creare le condizioni per un’ulteriore fase di appiattimento del tratto a lunga scadenza della curva dei Treasury».

Domande frequenti sul Dow Jones

Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi al mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato in base al prezzo anziché alla capitalizzazione di mercato. Si calcola sommando i prezzi dei titoli che lo compongono e dividendo il risultato per un fattore, attualmente pari a 0,152. L’indice è stato creato da Charles Dow, che ha fondato anche il Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per la sua scarsa rappresentatività, poiché segue soltanto 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.

Il Dow Jones Industrial Average (DJIA) è influenzato da numerosi fattori. Il principale è l’andamento complessivo delle società che lo compongono, illustrato nei risultati trimestrali. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono, poiché incidono sul sentiment degli investitori. Il livello dei tassi di interesse, fissato dalla Federal Reserve (Fed), influenza a sua volta il DJIA, perché incide sul costo del credito, da cui molte società dipendono in misura significativa. Di conseguenza, anche l’inflazione può essere un fattore determinante, insieme ad altri indicatori che influiscono sulle decisioni della Fed.

La teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per individuare la tendenza primaria del mercato azionario. Un passaggio fondamentale consiste nel confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA), seguendo soltanto le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. Il volume degli scambi costituisce un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi dell’analisi dei massimi e dei minimi. La teoria di Dow individua tre fasi della tendenza: accumulazione, quando gli investitori più informati iniziano ad acquistare o vendere; partecipazione del pubblico, quando entra nel mercato una platea più ampia di investitori; e distribuzione, quando gli investitori più informati escono dal mercato.

Esistono diversi modi per negoziare il DJIA. Uno consiste nell’utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo, anziché dover acquistare azioni di tutte le 30 società che lo compongono. Un esempio di rilievo è lo SPDR Dow Jones Industrial Average ETF (DIA). I contratti futures sul DJIA consentono agli operatori di speculare sul valore futuro dell’indice, mentre le opzioni conferiscono il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice a un prezzo prestabilito in una data futura. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una quota di un portafoglio diversificato di titoli del DJIA, offrendo così un’esposizione all’indice nel suo complesso.