Forex oggi: il dollaro USA arretra in vista delle elezioni statunitensi e della riunione della RBA

Ecco cosa c’è da sapere martedì 3 novembre:

Il dollaro statunitense (USD) è sotto pressione nonostante i dati macroeconomici positivi: l’indice ISM PMI manifatturiero di ottobre ha superato le previsioni, ma gli operatori di mercato lo hanno ignorato. La geopolitica gioca un ruolo cruciale, con le notizie di una possibile svolta nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, mentre gli operatori si preparano all’esito delle elezioni statunitensi di metà mandato, ai dati sugli ordini alle fabbriche e all’indagine sui posti di lavoro vacanti e sul turnover della forza lavoro (JOLTS). Al momento della stesura, l’indice del dollaro statunitense (DXY) si attesta a 101,72, in calo dello 0,24%.

TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

Andamento del dollaro statunitense oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro statunitense ha registrato la performance migliore nei confronti del dollaro australiano.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD -0,33% -0,16% 0,21% 0,10% 0,49% 0,19% -0,88%
EUR 0,33% 0,18% 0,53% 0,42% 0,82% 0,52% -0,52%
GBP 0,16% -0,18% 0,38% 0,25% 0,63% 0,33% -0,70%
JPY -0,21% -0,53% -0,38% -0,09% 0,29% -0,00% -1,07%
CAD -0,10% -0,42% -0,25% 0,09% 0,40% 0,09% -0,95%
AUD -0,49% -0,82% -0,63% -0,29% -0,40% -0,29% -1,34%
NZD -0,19% -0,52% -0,33% 0,00% -0,09% 0,29% -1,03%
CHF 0,88% 0,52% 0,70% 1,07% 0,95% 1,34% 1,03%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta di base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta di quotazione si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenta USD (base)/JPY (quotazione).

Il cambio EUR/USD si avvia a chiudere la seduta di lunedì con un guadagno dello 0,33%, al di sotto di 1,1200, sebbene gli indici PMI HCOB siano risultati solidi in Spagna e Germania, ma non altrettanto in Italia, dove l’indice è sceso da 50,4 a 49,4, al di sotto delle previsioni. Martedì l’attenzione degli investitori è rivolta agli interventi degli esponenti della Banca centrale europea (BCE) Joachim Nagel e Olaf Sleijpen.

La sterlina oscilla intorno a 1,3400, con il cambio GBP/USD che ha toccato un massimo di 1,3448, senza che gli acquirenti siano riusciti a sostenere il trend rialzista. Il calendario economico è vuoto, ma gli operatori possono continuare a scontare un rialzo dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra (BoE) giovedì, con una probabilità vicina al 100%, secondo i dati LSEG.

Il cambio USD/JPY si muove lateralmente dopo la sorpresa accomodante della Banca del Giappone (BoJ) di venerdì scorso. Sebbene il messaggio sia stato moderatamente restrittivo, i mercati monetari si attendono tassi di interesse più elevati in occasione della riunione di dicembre.

Il cambio AUD/USD è sceso a 0,7000 in attesa della decisione sui tassi di interesse della Reserve Bank of Australia (RBA), prevista alle 03:30 GMT. Gli investitori si attendono un rialzo dei tassi di 25 punti base, con una probabilità dell’85%. Oltre alla decisione di politica monetaria e alla pubblicazione del rapporto sulla politica monetaria della RBA, è attesa la conferenza stampa della governatrice Bullock.

Il cambio USD/CHF si è distinto sul mercato dei cambi in assenza di un chiaro catalizzatore, ma il movimento della coppia da circa 0,8250 a 0,8182 ha attirato l’attenzione degli investitori. La pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) svizzero di ottobre potrebbe dettare il ritmo delle mosse della Banca nazionale svizzera (BNS), che dovrebbe mantenere il proprio orientamento di politica monetaria con un tasso di interesse tra i più bassi.

Il petrolio greggio West Texas Intermediate (WTI) è crollato tra le indiscrezioni su una possibile soluzione tra Washington e Teheran. Il WTI perde oltre il 6,60%, scendendo a 96,11 dollari, penalizzato dalle notizie di Axios secondo cui il presidente statunitense Trump preferisce concedere più tempo alla diplomazia con l’Iran prima di valutare nuovi attacchi.

L’oro (XAU/USD) ha beneficiato della debolezza generalizzata del dollaro statunitense, data la sua correlazione positiva con il WTI, e si avvia a guadagnare oltre l’1,50%, a 3.964 dollari per oncia troy. Nonostante ciò, in base alla struttura del mercato, la tendenza generale resta ribassista, ma se gli acquirenti riconquistassero quota 4.000 dollari, sarebbe probabile un recupero.  Inoltre, il calo dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi è un altro fattore che ha spinto il metallo giallo alle attuali quotazioni a pronti.