Lo yen giapponese resta indietro rispetto alla sterlina britannica in attesa della legge di bilancio del Regno Unito e della decisione della BoJ

  • GBP/JPY scambia con un orientamento positivo, mentre lo yen giapponese sottoperforma le principali valute.
  • La BoJ dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse venerdì, con l’attenzione che si sposta su un possibile rialzo a dicembre.
  • La manovra di bilancio autunnale del Regno Unito, in programma mercoledì, è al centro dell’attenzione in vista della riunione di politica monetaria della BoE di novembre.

GBP/JPY registra modesti guadagni lunedì, mentre lo yen giapponese (JPY) sottoperforma le principali valute. Tuttavia, le quotazioni rimangono sostanzialmente all’interno di un intervallo, mentre gli operatori si preparano agli eventi chiave della settimana, tra cui la manovra di bilancio britannica e l’annuncio di politica monetaria della Banca del Giappone (BoJ). Al momento della stesura, il cross scambia intorno a 210,18, in rialzo dello 0,19% nella giornata.

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La BoJ annuncerà la propria decisione sui tassi di interesse venerdì e, secondo le attese prevalenti, manterrà il tasso di riferimento all’1,25%. Gli ultimi dati sull’inflazione giapponese rafforzano le ragioni a favore di un ulteriore inasprimento monetario. A settembre, l’inflazione al netto degli alimentari freschi è accelerata al 2,1% su base annua dall’1,7%, mentre l’indicatore che esclude alimentari freschi ed energia è salito al 2,4% dall’1,9%.

Le dichiarazioni del governatore della BoJ, Kazuo Ueda, saranno seguite con attenzione, mentre i mercati si attendono sempre più un rialzo dei tassi a dicembre. Ueda ha recentemente affermato che «l’inflazione di fondo è vicina all’obiettivo del 2%». Ha inoltre avvertito che «se il tasso di riferimento non viene adeguato in modo appropriato, i timori del mercato sui rischi inflazionistici potrebbero far salire i tassi a lungo termine».

Tuttavia, il sostegno allo yen giapponese (JPY) derivante dalle aspettative di un ulteriore inasprimento monetario resta limitato dai tassi di interesse relativamente bassi del Giappone e dai timori per il suo pesante debito. L’approccio graduale della BoJ potrebbe contribuire poco a ridurre il differenziale dei tassi di interesse rispetto alle altre principali economie, poiché i rischi inflazionistici legati ai rincari energetici causati dal conflitto in Medio Oriente mantengono le altre banche centrali su posizioni restrittive.

Sul fronte britannico, l’attenzione si sposta sulla manovra di bilancio di mercoledì, con gli operatori che valuteranno come il governo concilierà il sostegno all’economia con la necessità di mantenere la disciplina di bilancio. Eventuali modifiche a imposte e spesa pubblica potrebbero influenzare la sterlina britannica (GBP) in vista della decisione di politica monetaria della Banca d’Inghilterra (BoE) del 5 novembre, con gli operatori che scontano pienamente un rialzo dei tassi di 25 punti base.

Gli economisti di Deutsche Bank Sanjay Raja e Maui Brennan osservano che, in vista della manovra di bilancio autunnale, la loro «ipotesi di base era che il cancelliere dello Scacchiere avrebbe sfruttato i margini di flessibilità delle regole di bilancio, ricorrendo a operazioni finanziarie tramite istituzioni finanziarie pubbliche (le cosiddette PuFins) per incrementare la spesa per investimenti in due fasi: un aumento di 8 miliardi di GBP nella prossima manovra di bilancio autunnale, seguito da un incremento di pari entità nella revisione della spesa prevista per il prossimo anno».

Tuttavia, sottolineano che «le notizie pubblicate dal FT nel fine settimana… suggeriscono che il cancelliere dello Scacchiere Healey si spingerà oltre nella manovra di bilancio autunnale, aggiungendo circa 20 miliardi di GBP di investimenti nei prossimi cinque anni», il che implica un ricorso alle PuFins decisamente più incisivo di quanto precedentemente ipotizzato.

Domande frequenti sulla Banca del Giappone

La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese, responsabile della politica monetaria del Paese. Il suo mandato consiste nell’emettere banconote e nel gestire la valuta e la politica monetaria per garantire la stabilità dei prezzi, che si traduce in un obiettivo di inflazione intorno al 2%.

Nel 2013 la Banca del Giappone ha avviato una politica monetaria ultraespansiva per stimolare l’economia e alimentare l’inflazione in un contesto di bassa crescita dei prezzi. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ossia sull’emissione di moneta per acquistare attività come titoli di Stato o obbligazioni societarie e fornire liquidità. Nel 2016 la banca ha rafforzato la propria strategia, allentando ulteriormente la politica monetaria prima con l’introduzione di tassi di interesse negativi e poi con il controllo diretto del rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni. Nel marzo 2024 la BoJ ha alzato i tassi di interesse, abbandonando di fatto l’orientamento monetario ultraespansivo.

Le massicce misure di stimolo della banca hanno causato un deprezzamento dello yen rispetto alle principali valute. Questo processo si è accentuato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza tra la politica della Banca del Giappone e quella delle altre principali banche centrali, che hanno scelto di aumentare nettamente i tassi di interesse per contrastare un’inflazione ai massimi da decenni. La politica della BoJ ha determinato un ampliamento del differenziale dei tassi rispetto alle altre valute, penalizzando il valore dello yen. Questa tendenza si è parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare il proprio orientamento ultraespansivo.

L’indebolimento dello yen e l’impennata dei prezzi globali dell’energia hanno portato a un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. Anche la prospettiva di un aumento dei salari nel Paese – un elemento chiave che alimenta l’inflazione – ha contribuito alla decisione.