La PBOC fissa il tasso di riferimento USD/CNY a 6,7195 rispetto al precedente 6,7192

Giovedì la Banca Popolare Cinese (PBOC) fissa il tasso di cambio centrale USD/CNY per la prossima sessione di contrattazione a 6,7195, rispetto al fixing del giorno precedente di 6,7192 e alla stima Reuters di 6,6756.

Domande frequenti sulla PBOC

I principali obiettivi di politica monetaria della Banca Popolare Cinese (PBoC) sono salvaguardare la stabilità dei prezzi, inclusa quella del tasso di cambio, e promuovere la crescita economica. La banca centrale cinese mira inoltre ad attuare riforme finanziarie, come l’apertura e lo sviluppo del mercato finanziario.

La PBoC è di proprietà dello Stato della Repubblica Popolare Cinese (RPC), pertanto non è considerata un’istituzione autonoma. A esercitare un’influenza determinante sulla gestione e sull’indirizzo della PBoC è il segretario del comitato del Partito Comunista Cinese (PCC), nominato dal presidente del Consiglio di Stato, e non il governatore. Attualmente, tuttavia, Pan Gongsheng ricopre entrambe le cariche.

A differenza delle economie occidentali, la PBoC utilizza una gamma più ampia di strumenti di politica monetaria per raggiungere i propri obiettivi. I principali strumenti comprendono il tasso sulle operazioni di pronti contro termine inverse a sette giorni (RRR), la linea di finanziamento a medio termine (MLF), gli interventi sul mercato dei cambi e il coefficiente di riserva obbligatoria (RRR). Il tasso di riferimento sui prestiti (Loan Prime Rate, LPR) è tuttavia il tasso di interesse di riferimento della Cina. Le variazioni del LPR influiscono direttamente sui tassi applicati nel mercato ai prestiti e ai mutui, nonché sugli interessi corrisposti sui risparmi. Modificando il LPR, la banca centrale cinese può influenzare anche i tassi di cambio del renminbi cinese.

Sì, in Cina sono presenti 19 banche private, che rappresentano una piccola parte del sistema finanziario. Secondo The Straits Times, le maggiori banche private sono gli istituti di credito digitali WeBank e MYbank, sostenuti dai giganti tecnologici Tencent e Ant Group. Nel 2014 la Cina ha consentito agli istituti di credito nazionali con capitale interamente privato di operare nel settore finanziario dominato dallo Stato.

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