Previsioni sul prezzo dell’argento: XAG/USD crolla di quasi il 60% dal picco di gennaio mentre la flessione si aggrava

  • L’argento si avvia verso il calo mensile più marcato da giugno, in un contesto di vendite diffuse sui metalli preziosi.
  • XAG/USD scambia nettamente al di sotto delle medie mobili giornaliere, lasciando i venditori saldamente al comando.
  • L’RSI segnala condizioni di ipervenduto, mentre il MACD negativo e l’ADX elevato indicano una forte tendenza ribassista.

L’argento (XAG/USD) prosegue il ribasso venerdì, perdendo oltre il 5% e scendendo sotto i 50 dollari, al livello più basso da novembre 2025. Il metallo bianco si avvia a perdere circa il 18% a ottobre, registrando il calo mensile più marcato da giugno, quando aveva ceduto il 22%.

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La flessione si inserisce in un quadro di debolezza generalizzata dei metalli preziosi, con l’oro (XAU/USD) anch’esso in discesa sotto i 4.000 dollari, su livelli che non si vedevano da ottobre 2025. I metalli preziosi subiscono forti pressioni di vendita dallo scoppio della guerra in Medio Oriente a fine febbraio, che ha fatto impennare i prezzi del petrolio e ha spinto le principali banche centrali, in particolare la Federal Reserve (Fed), ad alzare i tassi di interesse per contenere l’inflazione.

L’aumento del costo del denaro riduce l’attrattiva di attività come l’argento, che non produce interessi. Gli operatori si aspettano un altro rialzo dei tassi della Fed a dicembre, dopo che mercoledì la banca centrale li ha lasciati invariati nell’intervallo del 3,75%-4,00%.

L’argento scambia ora quasi il 60% al di sotto del massimo storico di circa 121 dollari raggiunto a gennaio. L’ultima fase del ribasso potrebbe riflettere anche liquidazioni forzate, mentre le vendite sui titoli tecnologici, legate agli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale, destabilizzano i mercati finanziari. Gli investitori che registrano perdite su altri fronti potrebbero vendere metalli preziosi per reperire liquidità, mentre il generale rafforzamento del dollaro statunitense (USD) accentua la pressione.

Analisi tecnica

Sul grafico giornaliero, XAG/USD prosegue la discesa nettamente al di sotto delle medie mobili semplici (SMA) a 50, 100 e 200 giorni, confermando un orientamento chiaramente ribassista. La linea di tendenza discendente dominante, ora violata a 60 dollari, resta un riferimento al di sopra delle quotazioni, mentre gli indicatori di momentum sottolineano la pressione di vendita: l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a quota 23, si trova in territorio di ipervenduto e l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) rimane sotto lo zero con una lettura negativa. Ciò suggerisce che la tendenza ribassista sia forte e ancora intatta, come conferma l’indice direzionale medio (ADX), su un livello elevato vicino a 39.

Al rialzo, la resistenza immediata si trova in corrispondenza della barriera orizzontale a 50 dollari, seguita da 55 dollari, prima che entri in gioco l’area della linea di tendenza violata, intorno a 60 dollari. Quest’area coincide sostanzialmente con la SMA a 100 giorni e con la SMA a 50 giorni a 61 dollari, formando una fitta concentrazione di resistenze, mentre la SMA a 200 giorni a 70,39 dollari rappresenta un limite strutturale più distante.

Al ribasso, il prossimo supporto si colloca sul livello orizzontale vicino a 45 dollari, con possibili ulteriori perdite qualora la pressione di vendita si intensificasse. Sebbene il mercato appaia in ipervenduto, solo un recupero duraturo al di sopra della fascia 50-55 dollari inizierebbe ad attenuare la pressione ribassista immediata.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso ampiamente scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, in monete o lingotti, oppure negoziarlo tramite strumenti come gli Exchange Traded Fund (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.

I prezzi dell’argento possono variare in risposta a un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività priva di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. Il suo andamento dipende anche da quello del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo possono influire sui prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far salire i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, gli ampi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; in India, anche la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria svolge un ruolo fondamentale nella determinazione dei prezzi.

I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento in genere segue la stessa direzione, poiché entrambi hanno un analogo status di bene rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono considerare un rapporto elevato come un segnale che l’argento sia sottovalutato o che l’oro sia sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.