
L’argento (XAG/USD) si mantiene pressoché invariato in un intervallo ristretto intorno ai 54,00 $ lunedì, con gli investitori alla finestra in attesa delle decisioni di politica monetaria della Riserva Federale statunitense (Fed) e di altre banche centrali, previste per lunedì. Il ripiegamento del 2% dei prezzi del petrolio ha in parte sostenuto i metalli preziosi, ma i tentativi di rialzo restano limitati, poiché gli investitori si preparano a una serie di decisioni di mantenere i tassi invariati accompagnate da toni restrittivi.

Gli analisti di ING sostengono che il contesto generale continui a favorire il dollaro statunitense, con «prezzi dell’energia sostenuti e aspettative crescenti che gli Stati Uniti e Israele lancino un altro attacco contro l’Iran», fattori che probabilmente faranno sì che «le banche centrali mantengano un orientamento restrittivo».
A loro avviso, «il bilancio dei rischi suggerisce che il dollaro possa probabilmente conservare i guadagni». Gli esperti di ING riconoscono che «i differenziali dei tassi di interesse si sono mossi leggermente a sfavore del dollaro, poiché la recente debolezza del settore tecnologico statunitense ha ridimensionato le aspettative di un inasprimento monetario da parte della Riserva Federale», ma osservano anche che «i prezzi dell’energia rimangono sui massimi e l’arrivo di un terzo gruppo da battaglia di una portaerei statunitense nel Golfo rende un’ulteriore escalation in Medio Oriente più probabile che non», rafforzando le ragioni a favore di un dollaro ancora sostenuto.
Dal punto di vista tecnico, XAG/USD ha trovato un certo supporto, ma sembra incapace di allontanarsi dai minimi da inizio anno. Gli indicatori di momentum sui grafici a 4 ore mostrano l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi in risalita dai livelli di ipervenduto e il Moving Average Convergence Divergence (MACD) appena passato in territorio lievemente positivo, segnalando una pausa piuttosto che una chiara inversione rialzista.
La resistenza immediata si trova in corrispondenza dei minimi di giovedì, intorno ai 55,40 $, seguita dai massimi del 16, 20 e 21 ottobre, vicino ai 58,50 $, e dal limite superiore del canale discendente, appena sotto quota 60,00 $.
I ribassisti, d’altro canto, restano frenati al di sopra dell’area dei 53,00 $, dove il minimo della seduta di venerdì coincide con la base del canale discendente. Più in basso, il livello psicologico dei 50,00 $ e il minimo di fine novembre 2025, in area 48,70 $, rappresentano i successivi obiettivi ribassisti.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono ricorrere all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti come i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività priva di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influire sui prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far aumentare i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i vasti settori industriali utilizzano l’argento in diversi processi; in India, anche la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, in genere l’argento segue la stessa direzione, poiché entrambi godono di uno status simile come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono considerare un rapporto elevato come un segnale che l’argento sia sottovalutato o che l’oro sia sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.