
Mercoledì il franco svizzero (CHF) ha restituito i precedenti guadagni nei confronti del dollaro statunitense (USD) e sul grafico giornaliero si mantiene pressoché invariato, pur mostrando maggiore forza mentre gli investitori si preparano alla decisione di politica monetaria della Federal Reserve (Fed), attesa più tardi in giornata. La coppia USD/CHF sta ripiegando dai massimi di due settimane sopra 0,8300, ma resta in rialzo di oltre lo 0,5% da inizio settimana e, al momento della stesura, si attesta in area 0,8295.

I mercati sono tranquilli, con l’attenzione interamente rivolta alla Fed, che secondo le attese diffuse lascerà invariata la politica monetaria per valutare l’impatto del rialzo dei tassi dello 0,25% approvato a settembre.
È improbabile che il presidente Kevin Warsh fornisca indicazioni su uno specifico percorso dei tassi, ma gli investitori cercheranno conferme dell’impegno della banca centrale a riportare l’inflazione al proprio obiettivo, per trovare riscontro alle speranze di un ulteriore rialzo dei tassi a dicembre.
Christ Turner, analista di ING, afferma che «una certa stabilità sul fronte dell’IA ha consentito al mercato dei cambi di tornare a concentrarsi sul pericolo più evidente e immediato rappresentato dal rincaro dell’energia, dall’aumento dell’inflazione e dalla risposta delle banche centrali», un contesto che ING considera nel complesso favorevole al dollaro.
L’esperto di ING prevede che difficilmente il presidente Warsh finirà per «mettersi in difficoltà citando un inasprimento delle condizioni finanziarie, dopo aver tratto insegnamento dalla reazione scomposta dei mercati alla sua conferenza stampa di luglio». Tuttavia, la banca ritiene che la costante «attenzione al ripristino della stabilità monetaria dovrebbe rimanere il messaggio dominante e continuare a sostenere il dollaro».
In Svizzera, il rapporto ZEW sulle aspettative economiche, pubblicato nelle prime ore della giornata, ha evidenziato un ulteriore peggioramento a ottobre, con l’indice sceso al minimo degli ultimi sei mesi a -15-3, dal 2,6 di settembre. L’impatto sul franco svizzero è stato tuttavia limitato.
L’indagine ZEW sulle aspettative, pubblicata dal Centro per la ricerca economica europea, illustra le condizioni economiche e occupazionali e altri fattori che incidono sulla gestione quotidiana delle imprese in Svizzera. In generale, un valore elevato è considerato positivo (o rialzista) per il CHF, mentre un valore basso è considerato negativo (o ribassista).
Leggi di più.Ultima pubblicazione: Mer 28 ott 2026 09:00
Frequenza: Mensile
Dato effettivo: -15,3
Consenso: -
Precedente: 2,6
Fonte: ZEW - Centro Leibniz per la ricerca economica europea
La Federal Reserve (Fed) delibera sulla politica monetaria e decide i tassi di interesse nel corso di otto riunioni programmate ogni anno. Ha un duplice mandato: mantenere l’inflazione al 2% e garantire la piena occupazione. Il principale strumento per raggiungere questi obiettivi è la fissazione dei tassi di interesse, sia quelli applicati ai prestiti che concede alle banche sia quelli applicati ai prestiti interbancari. Se decide di aumentare i tassi, il dollaro statunitense (USD) tende a rafforzarsi, poiché attira maggiori afflussi di capitali esteri. Se invece taglia i tassi, il dollaro tende a indebolirsi, poiché i capitali defluiscono verso paesi che offrono rendimenti più elevati. Se i tassi vengono lasciati invariati, l’attenzione si sposta sul tono del comunicato del Federal Open Market Committee (FOMC) e sul suo orientamento restrittivo (con aspettative di tassi di interesse più elevati in futuro) o accomodante (con aspettative di tassi più bassi in futuro).
Leggi di più.Prossima pubblicazione: Mer 28 ott 2026 18:00
Frequenza: Irregolare
Consenso: 4%
Precedente: 4%
Fonte:Riserva Federale