La sterlina britannica attende i dati sulle vendite al dettaglio con il rialzo dei tassi di novembre già scontato

  • GBP/USD resta fermo sotto 1,3400 mentre l’inflazione britannica sale al 3,5%, il livello più alto dell’anno.
  • La probabilità di un secondo rialzo della BoE entro dicembre scende dal 58% a circa il 48%.
  • Per le vendite al dettaglio britanniche in uscita venerdì si prevede un calo dello 0,1%, dopo un aumento dello 0,5%.

Mercoledì l’inflazione britannica ha superato le previsioni nelle misure complessiva, di fondo e mensile, ma la sterlina si è mossa appena. GBP/USD si mantiene appena sotto 1,3400, livello al di sopra del quale non registra una chiusura giornaliera dal 15 settembre. Prima della pubblicazione, gli operatori avevano già quasi interamente scontato un rialzo della Banca d’Inghilterra (BoE) per il 5 novembre, perciò il dato poteva incidere soltanto sulla quota residua di quel rialzo ancora da incorporare nei prezzi.

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L’inflazione elevata aggiunge tre punti alla probabilità di un rialzo già scontato al 93%

A settembre l’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo (CPI) è salita dal 3,1% al 3,5%, contro una previsione del 3,4%, mentre il tasso di fondo è passato dal 2,6% al 2,8%. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,4%, contro il +0,3% previsto. I trasporti hanno fornito il maggiore contributo al rialzo, con il diesel ai massimi da luglio 2022 e il Brent vicino a 109,00 dollari al barile a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran. I prezzi alla produzione all’uscita dalla fabbrica sono saliti dello 0,8% su base mensile, un decimo di punto percentuale oltre le previsioni: i costi destinati a incidere sui prezzi al dettaglio nei prossimi mesi continuano quindi ad aumentare.

Dopo la pubblicazione, gli operatori hanno portato a circa il 96% la probabilità che la BoE aumenti il tasso ufficiale britannico, attualmente al 3,75%, il 5 novembre, rispetto al 93% circa precedente. La sterlina beneficia di un rialzo quando gli operatori lo incorporano nei prezzi, e questo era già scontato al 93%. Lo stesso dato ha ridotto dal 58% a circa il 48% la probabilità di un secondo rialzo entro dicembre: un’inflazione superiore alle attese ha quindi lasciato il mercato a prevedere meno rialzi nel Regno Unito quest’anno, non di più.

L’inflazione dei servizi sale nel primo rapporto dopo che il governatore Bailey aveva definito limitati gli effetti di propagazione

Il 16 ottobre il governatore della BoE Bailey ha dichiarato di vedere ancora pochi segnali di una trasmissione dello shock energetico ai salari e ai prezzi degli altri beni e servizi, quelli che gli economisti chiamano effetti di secondo impatto. Nel rapporto di mercoledì, l’inflazione dei servizi, il dato che la BoE monitora più attentamente a questo scopo, è salita dal 3,4% al 3,7%, mentre l’aumento dei prezzi di ricreazione e cultura è passato dall’1,6% al 2,3%.

È la propagazione ai servizi a trasformare un singolo rialzo in una serie di aumenti, e proprio l’ipotesi di più rialzi della BoE non è ancora incorporata nel prezzo della sterlina. I dati sull’inflazione di ottobre saranno pubblicati dopo la decisione del 5 novembre: il rapporto di mercoledì è quindi l’ultimo a disposizione del Comitato di politica monetaria (MPC) prima del voto.

L’Office for National Statistics (ONS) ha inoltre stimato l’indebitamento netto del settore pubblico a settembre in 24,52 miliardi di sterline, con una spesa, compresi gli interessi sul debito, in crescita più rapida delle entrate. Questo onere confluirà nella prima manovra di bilancio del ministro delle Finanze Healey, prevista per il 28 ottobre. Il rendimento del gilt decennale ha chiuso settembre appena sotto il 5,4%, dopo aver toccato nel corso del mese un massimo da 19 anni: una manovra che preveda un maggiore ricorso al debito potrebbe quindi ripercuotersi sulla sterlina attraverso il mercato obbligazionario prima del voto della BoE.

La manovra di bilancio arriva nel giorno della Fed, una settimana prima del voto della BoE

L’indice GfK della fiducia dei consumatori, in uscita giovedì alle 23:01 GMT, è atteso a -15 dopo -13. Seguiranno venerdì alle 06:00 GMT le vendite al dettaglio, per le quali si prevede un calo mensile dello 0,1% dopo un aumento dello 0,5%, con una crescita annua in rallentamento dal 2,4% all’1%. Per le vendite al netto dei carburanti si prevede un incremento annuo dell’1,5%, superiore a quello del totale: le previsioni indicano quindi che i britannici acquistano meno carburante rispetto a un anno fa, con i prezzi del diesel ai massimi dal 2022.

Gli indici preliminari dei responsabili degli acquisti (PMI) britannici di S&P Global, in uscita venerdì alle 08:30 GMT, sono attesi a 51,8 sia per il manifatturiero sia per i servizi. Gli equivalenti statunitensi, in programma alle 13:45 GMT, sono previsti rispettivamente a 55,6 e 57,9, mentre l’indice della fiducia dell’Università del Michigan, alle 14:00 GMT, è atteso invariato a 46,3. Una serie di dati britannici deboli inciderebbe innanzitutto sulle probabilità di dicembre, dato che il rialzo di novembre è già scontato.

Il ministro delle Finanze Healey presenterà la manovra di bilancio il 28 ottobre, lo stesso giorno della decisione della Fed, con i mercati delle previsioni che attribuiscono una probabilità vicina all’86% a tassi invariati al 3,75%-4,00%. Seguirà la BoE il 5 novembre, con un rialzo a novembre già incorporato nel prezzo della sterlina e la decisione di dicembre ancora aperta.

I livelli della sterlina intorno alla media a 200 giorni

Resistenza: 1,3400 ha limitato i massimi di martedì e mercoledì, e GBP/USD non registra una chiusura giornaliera al di sopra di questo livello dal 15 settembre. Da 1,3500 è iniziata la discesa del 16 settembre.

Supporto: la media mobile esponenziale (EMA) a 200 giorni, appena sotto 1,3400, si trova immediatamente al di sotto delle quotazioni; martedì la coppia è tornata a essere scambiata sopra questa media per la prima volta da metà settembre. Il livello successivo è il minimo di mercoledì, appena sopra 1,3350, seguito da 1,3300, dove si è arrestato il calo di lunedì.

Orientamento: posizione corta con chiusure sotto 1,3400, puntando a 1,3350 e poi a 1,3300. L’indice di forza relativa stocastico (Stoch RSI) giornaliero è entrato in territorio di ipercomprato, vicino a 85, dopo la risalita dal minimo del 14 ottobre. Una chiusura giornaliera sopra 1,3450 pone fine alla posizione corta.


Grafico giornaliero di GBP/USD

Domande frequenti sulla sterlina

La sterlina (GBP) è la valuta più antica al mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata sul mercato dei cambi (FX) a livello mondiale e rappresenta il 12% di tutte le transazioni, per una media di 630 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Le principali coppie in cui viene scambiata sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi valutari, GBP/JPY, chiamata «Dragon» dagli operatori (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).

Il fattore di gran lunga più importante che influenza il valore della sterlina è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso d’inflazione stabile intorno al 2%. Lo strumento principale per conseguirlo è la modifica dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla alzando i tassi di interesse e rendendo così più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo è generalmente positivo per la GBP, poiché tassi più alti rendono il Regno Unito una destinazione più interessante per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuta una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, così da incoraggiare le imprese a indebitarsi di più per investire in progetti che generano crescita.

I dati economici misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul valore della sterlina. Indicatori come il PIL, i PMI manifatturieri e dei servizi e i dati sull’occupazione possono tutti influenzare l’andamento della GBP. Un’economia solida favorisce la sterlina. Non solo attira più investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad alzare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la GBP. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina scenda.

Un altro dato rilevante per la sterlina è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese incassa dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese produce beni destinati all’esportazione molto richiesti, la sua valuta beneficia della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che intendono acquistarli. Pertanto, un saldo commerciale positivo rafforza la valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.