
GBP/USD estende i guadagni per il terzo giorno consecutivo, scambiando intorno a 1,3400 durante la sessione asiatica di venerdì. La coppia si apprezza grazie al rafforzamento della sterlina britannica (GBP), sostenuta dalle aspettative di un orientamento restrittivo della Banca d'Inghilterra (BoE) in vista della decisione di politica monetaria della prossima settimana.

Gli operatori si aspettano che la BoE aumenti i tassi di 25 punti base a novembre, per poi procedere a un ulteriore rialzo a febbraio. Nel frattempo, il ministro delle Finanze britannico John Healey ha annunciato piani per aumentare le aliquote fiscali su banche, gioco d'azzardo, risparmiatori, proprietari di immobili concessi in locazione e acquisti online, illustrando anche misure per contrastare gli elevati prezzi dell'energia.
Ad alimentare lo slancio rialzista della coppia GBP/USD contribuisce anche la pressione sul dollaro statunitense (USD), penalizzato dal calo della domanda di beni rifugio tra le speranze di colloqui diplomatici di pace guidati dagli Stati Uniti. L'allentamento delle tensioni in Medio Oriente ha contribuito ad attenuare i timori sull'offerta di petrolio e sull'inflazione, frenando le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di dicembre. Gli operatori scontano ora una probabilità di quasi il 75% di un aumento dei tassi di 25 punti base, in calo rispetto all'84,2% del giorno precedente.
Nonostante le recenti pressioni sul dollaro, gli ultimi dati economici statunitensi evidenziano una persistente tenuta dell'economia. La stima preliminare del prodotto interno lordo ha segnato una crescita del 3,4% su base annua, superiore alle attese del 3,2% e in accelerazione rispetto al 2,2% del secondo trimestre, trainata da una robusta spesa per consumi, aumentata del 3,8% su base annua. Inoltre, l'indice dei prezzi PCE core, la misura dell'inflazione preferita dalla Fed, è salito del 3,1% su base annua, in linea con le aspettative, mentre le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono diminuite leggermente a 194.000, rafforzando i segnali di un'economia in accelerazione e di un mercato del lavoro teso.
Il tono di Warsh in conferenza stampa è decisamente restrittivo: il punteggio di 7/10 assegnato da FXS Speechtracker è in linea con la media storica, ma il messaggio è rafforzato da impegni ripetuti e senza compromessi a garantire la stabilità dei prezzi, con un'inflazione PCE al 2%. L'enfasi sul fatto che «garantire la stabilità dei prezzi non dipende da una data fissa sul calendario» e che la «nuova medicina monetaria» sta funzionando, insieme alla fiducia nelle aspettative d'inflazione e nell'inasprimento delle condizioni finanziarie, segnala un orientamento dipendente dai dati ma risolutamente antinflazionistico, che sostiene il dollaro. I riferimenti all'ampliamento degli spread creditizi, all'impatto dei tassi più elevati sulla tecnologia e sull'intelligenza artificiale e alla maggiore diffusione degli investimenti in conto capitale suggeriscono fiducia nel fatto che la politica monetaria stia producendo effetti senza ancora minacciare l'espansione economica, mantenendo la Fed orientata a conservare un'impostazione restrittiva.
L'FXS Fed Sentiment Index è balzato di 14,39 punti a 141,89, saldamente in territorio restrittivo e ben al di sopra della soglia neutrale di 100, in linea con i forti messaggi antinflazionistici rilevati da FXS Speechtracker. Questo livello elevato dell'indice sottolinea che i mercati dovrebbero interpretare le dichiarazioni di Warsh come un rafforzamento della prospettiva di tassi più alti più a lungo, un contesto che tende a sostenere il dollaro nei confronti dell'euro e dello yen.
La sterlina britannica (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata al mondo sul mercato dei cambi (FX) e rappresenta il 12% di tutte le transazioni, per una media di 630 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Le sue principali coppie valutarie sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l'11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, conosciuta dagli operatori come «Dragon» (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina britannica è emessa dalla Banca d'Inghilterra (BoE).
Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina britannica è la politica monetaria decisa dalla Banca d'Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso d'inflazione stabile intorno al 2%. Il principale strumento per conseguirlo è la modifica dei tassi di interesse. Quando l'inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla aumentando i tassi di interesse, rendendo più costoso l'accesso al credito per famiglie e imprese. In genere questo favorisce la GBP, poiché tassi più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più interessante per i capitali degli investitori internazionali. Quando l'inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuta una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, in modo che le imprese ricorrano maggiormente ai prestiti per investire in progetti capaci di generare crescita.
I dati economici pubblicati misurano lo stato di salute dell'economia e possono incidere sul valore della sterlina britannica. Indicatori come il PIL, gli indici PMI del settore manifatturiero e dei servizi e i dati sull'occupazione possono tutti influenzare l'andamento della GBP. Un'economia solida favorisce la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la GBP. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina britannica si deprezzi.
Un altro dato significativo per la sterlina britannica è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese produce beni destinati all'esportazione molto richiesti, la sua valuta beneficia della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che intendono acquistare tali beni. Pertanto, un saldo positivo della bilancia commerciale rafforza la valuta, mentre un saldo negativo ha l'effetto opposto.