L’euro sottoperforma mentre i rischi legati alla Francia si propagano nell’Eurozona

  • EUR/JPY scende verso 177,45 mentre i rischi politici francesi si estendono ai paesi dell’eurozona.
  • La BCE dovrebbe lasciare invariati i tassi di riferimento in occasione della riunione di politica monetaria di ottobre.
  • Il governatore della BoJ Ueda ribadisce che la banca centrale prosegue lungo un percorso di graduale inasprimento monetario.

Mercoledì l’euro (EUR) registra una performance inferiore a quella delle altre principali valute, scambiando in calo dello 0,13% intorno a 177,45 contro lo yen giapponese (JPY) durante la sessione europea.

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Andamento dell’euro oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna dell’euro (EUR) rispetto alle principali valute elencate. L’euro ha registrato la performance peggiore nei confronti del dollaro australiano.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD 0,08% 0,08% -0,05% -0,01% -0,34% 0,03% 0,06%
EUR -0,08% -0,08% -0,16% -0,13% -0,36% -0,09% -0,07%
GBP -0,08% 0,08% -0,08% -0,05% -0,28% -0,02% 0,01%
JPY 0,05% 0,16% 0,08% 0,04% -0,20% 0,05% 0,09%
CAD 0,00% 0,13% 0,05% -0,04% -0,24% 0,03% 0,06%
AUD 0,34% 0,36% 0,28% 0,20% 0,24% 0,27% 0,29%
NZD -0,03% 0,09% 0,02% -0,05% -0,03% -0,27% 0,03%
CHF -0,06% 0,07% -0,01% -0,09% -0,06% -0,29% -0,03%

La mappa termica mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando l’euro dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà EUR (valuta base)/USD (valuta quotata).

La moneta unica continua a subire pressioni di vendita, mentre gli esperti di mercato sostengono che l’impatto della crisi politica francese si stia già propagando nell’eurozona.

Le turbolenze francesi alimentano il contagio obbligazionario e le tensioni sull’euro

Gli analisti di Deutsche Bank evidenziano come l’ultima ondata di turbolenze politiche francesi si sia ripercossa sui mercati europei, osservando che «i timori dei mercati sul debito francese si sono propagati a cascata anche ad altri paesi e ad altre classi di attività». Sottolineano che «anche lo spread del decennale italiano rispetto ai Bund è salito di 4,7 punti base nella giornata, a 111 punti base, mentre quello spagnolo è aumentato di 1,2 punti base, a 62 punti base». Anche i mercati azionari sono stati colpiti, con «l’indice STOXX Banks (-2,07%)» sceso ai minimi degli ultimi quattro mesi e «cali ancora più marcati per le banche francesi, tra cui Société Générale (-3,41%), Crédit Agricole (-2,64%) e BNP Paribas (-2,48%)». Sul mercato dei cambi, Deutsche Bank aggiunge che «tutto ciò ha generato nuove pressioni sull’euro stesso, che si è indebolito dello 0,23% rispetto al dollaro statunitense, chiudendo a 1,1213 dollari».

Il team RaboResearch di Rabobank descrive la reazione del mercato obbligazionario come «una brutta reazione delle obbligazioni alle brutte proteste e ai saccheggi in Francia (e in Belgio e in Italia, dopo le precedenti proteste pacifiche in Spagna e Portogallo), con i rendimenti decennali francesi in rialzo di 13 punti base, quelli italiani di 8 punti base e quelli tedeschi di 3 punti base». Gli analisti sottolineano che «anche concentrandoci soltanto sugli indicatori di finanza pubblica, i costi di finanziamento decennali francesi sono ora superiori a quelli di venerdì di un ammontare equivalente a metà di un rialzo dei tassi», evidenziando la rapidità con cui le condizioni di finanziamento si sono inasprite.

Guardando al futuro, Rabobank descrive quello che definisce «l’ipotetico dilemma di realpolitik di cui si parla sottovoce» per i responsabili delle politiche economiche come una scelta «tra un intervento della BCE per salvare la Francia, se necessario, a scapito dell’euro e suscitando l’ira della Germania, e il mancato intervento, a scapito della stabilità economica, politica e dei mercati dell’UE». La banca solleva anche la domanda: «La BCE potrebbe salvare tutti gli altri dal contagio francese e lasciare che Parigi risolva i propri problemi?». In questo contesto, Rabobank conclude che «qualunque cosa accada ora, un aumento della volatilità sembra molto più probabile di un “ritorno alla media”».

Sul fronte della politica monetaria, gli esperti di mercato prevedono che la Banca centrale europea (BCE) lascerà invariati i tassi di interesse nella riunione in programma nel corso del mese.

BCE attesa a tassi invariati, mentre Danske Bank ribadisce la previsione di un tasso sui depositi al 2,50%

Gli analisti del team Danske Research di Danske Bank riferiscono di aver «pubblicato ieri una nuova previsione sulla BCE», ribadendo l’aspettativa che la banca centrale «mantenga invariati i tassi di riferimento giovedì 29 ottobre, con il tasso sui depositi al 2,50%, in linea con il consenso e con quanto scontato dal mercato». Questa posizione conferma la loro valutazione secondo cui l’attuale assetto rimane appropriato, con la BCE che probabilmente manterrà l’attuale struttura dei tassi nella prossima riunione.

Nel frattempo, lo yen giapponese si rafforza rispetto alle altre valute, ad eccezione del dollaro australiano (AUD), mentre il governatore della Banca del Giappone (BoJ), Kazuo Ueda, ribadisce l’orientamento verso una graduale normalizzazione della politica monetaria.

Ueda mostra una cauta propensione restrittiva mentre si rafforza la dinamica inflazionistica in Giappone

FXS Speechtracker assegna al discorso un punteggio di 7/10, leggermente inferiore al riferimento storico di 7,4/10 del governatore della BoJ Ueda, ma l’enfasi sull’«inflazione di fondo vicina al 2%» e su un circolo virtuoso tra salari e prezzi indica un orientamento lievemente restrittivo. Ueda evidenzia l’inflazione trainata dalla domanda e quella legata all’offerta, un mercato del lavoro teso e la probabilità di aumenti costanti dei tassi a lungo termine qualora il tasso di riferimento a breve termine venga alzato. Ciò segnala una crescente fiducia nella graduale normalizzazione della politica monetaria, pur mantenendo condizioni finanziarie accomodanti.

Al contempo, Ueda sottolinea che l’approccio di fondo alla riduzione graduale degli acquisti obbligazionari non cambia e si rifiuta di preannunciare misure di emergenza sui titoli di Stato giapponesi (JGB), confermando un atteggiamento prudente rispetto agli interventi sul mercato. Il messaggio secondo cui è necessaria una politica adeguatamente calibrata per ancorare l’inflazione di fondo vicino al 2% e stabilizzare il mercato dei JGB avvalora l’ipotesi che lo yen possa rafforzarsi sulle aspettative di un lento ma persistente abbandono della politica ultra-accomodante, anche se la BoJ continua a basare le proprie decisioni sui dati e a vigilare sull’instabilità dei mercati.

Indicatore economico

Tasso BCE sui depositi presso la banca centrale

Uno dei tre tassi di interesse di riferimento della Banca centrale europea, il tasso sui depositi presso la banca centrale, è il tasso al quale le banche percepiscono interessi quando depositano fondi presso la BCE. Viene annunciato dalla Banca centrale europea in ciascuna delle otto riunioni annuali programmate.

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Prossima pubblicazione: Gio 29 ott 2026 13:15

Frequenza: Irregolare

Consenso: -

Precedente: 2,5%

Fonte:Banca centrale europea