
Ripple (XRP) oscilla sotto 1,30 dollari martedì, frenato da un quadro tecnico in deterioramento. Il mercato delle criptovalute nel suo complesso resta ribassista in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) del 28 ottobre. Il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) della scorsa settimana ha confermato che l’inflazione negli Stati Uniti (USA) rimane elevata, mettendo in dubbio lo scenario ritenuto più probabile, secondo cui la banca centrale lascerà i tassi di interesse invariati nell’intervallo del 3,75-4,00%.

Solo il 17% degli operatori sul mercato dei tassi di interesse si aspetta che la Fed aumenti i tassi di 25 punti base, ma la percentuale è molto più alta per un rialzo a dicembre.
«I mercati attribuiscono attualmente una probabilità di circa l’85% a tassi invariati nella riunione del 28 ottobre, sebbene le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi a dicembre rimangano elevate», ha dichiarato Crypto Finance in un’analisi inviata via e-mail.
L’attività degli investitori rimane generalmente contenuta, mentre gli operatori rivalutano il proprio posizionamento in vista della decisione della Fed. Il mercato dei derivati riflette un lieve aumento della domanda degli investitori al dettaglio, con l’open interest (OI) sui futures perpetui che martedì si attesta in media a 2,21 miliardi di XRP, rispetto ai 2,16 miliardi di XRP del giorno precedente.
L’OI è risalito dai minimi di ottobre di 2,12 miliardi di XRP, ma resta ben al di sotto dei massimi di settembre di 2,46 miliardi di XRP e di quelli di agosto di 2,77 miliardi di XRP.

Sul fronte istituzionale, gli ETF (Exchange-Traded Fund) spot su XRP hanno registrato deflussi per 105.000 dollari giovedì e per 2,5 milioni di dollari venerdì, seguiti da un’attività contenuta lunedì. Ciononostante, l’andamento di lungo periodo resta favorevole, sostenuto da afflussi cumulati per 1,8 miliardi di dollari e da un patrimonio netto complessivo di 1,5 miliardi di dollari, secondo SoSoValue.

XRP scambia sotto 1,30 dollari, proseguendo la discesa al di sotto di tutte le principali medie mobili esponenziali (EMA) e mantenendo un orientamento ribassista nel breve termine. Il prezzo rimane al di sotto dell’EMA a 100 giorni, a 1,34 dollari, e delle EMA a 50 e 200 giorni, concentrate intorno a 1,38 dollari, suggerendo che i recenti rimbalzi siano frenati da molteplici resistenze di tendenza.
Il momentum resta fragile, con l’indice di forza relativa (RSI) a 35, appena al di sopra della zona di ipervenduto, e l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) in territorio negativo: segnali che indicano il persistere della pressione ribassista nonostante un certo rallentamento delle vendite.

La prima resistenza si trova in corrispondenza dell’EMA a 100 giorni, a 1,34 dollari, mentre una barriera più consistente si forma nell’area di 1,38 dollari, definita dalle EMA a 50 e 200 giorni. Al di sopra di questi livelli, la linea SuperTrend a 1,46 dollari rappresenta un obiettivo di recupero più elevato che dovrebbe essere riconquistato per attenuare il quadro ribassista complessivo. In assenza di chiari livelli di supporto strutturale sotto 1,30 dollari nell’attuale insieme di indicatori, la coppia resta vulnerabile a ulteriori ribassi finché gli acquirenti non riporteranno il prezzo al di sopra dell’area in cui convergono le EMA giornaliere.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
Un Exchange-Traded Fund (ETF) è uno strumento di investimento o un indice che replica il prezzo di un’attività sottostante. Gli ETF possono replicare non solo una singola attività, ma anche un insieme di attività e settori. Per esempio, un ETF su Bitcoin replica il prezzo di Bitcoin. Un ETF è uno strumento utilizzato dagli investitori per ottenere esposizione a una determinata attività.
Sì. Il primo ETF sui futures su Bitcoin negli Stati Uniti è stato approvato dalla Securities & Exchange Commission statunitense nell’ottobre 2021. Sono stati approvati complessivamente sette ETF sui futures su Bitcoin, mentre oltre 20 sono ancora in attesa dell’autorizzazione dell’autorità di vigilanza. La SEC afferma che il settore delle criptovalute è nuovo e soggetto a manipolazioni, motivo per cui negli ultimi anni ha rinviato l’approvazione degli ETF sui futures legati alle criptovalute.
Sì. Nel gennaio 2024 la SEC ha approvato la quotazione e la negoziazione di diversi Exchange-Traded Fund spot su Bitcoin, aprendo la strada ai capitali istituzionali e alla più ampia platea degli investitori per negoziare la principale criptovaluta. La decisione è stata accolta dal settore come una svolta decisiva.
Il principale vantaggio degli ETF sulle criptovalute è la possibilità di ottenere esposizione a una criptovaluta senza possederla, riducendo i rischi e i costi legati alla detenzione dell’attività. Tra gli altri vantaggi figurano una minore necessità di apprendimento e una maggiore sicurezza per gli investitori, poiché gli ETF si fanno carico della custodia sicura delle attività sottostanti. Quanto agli svantaggi, il principale è che l’investitore non può avere la proprietà diretta dell’attività o, come si dice nel mondo delle criptovalute, «se non hai le chiavi, le monete non sono tue». Un altro svantaggio è rappresentato dai maggiori costi associati alla detenzione di criptovalute, poiché gli ETF applicano commissioni per la gestione attiva. Infine, sebbene investire in ETF riduca il rischio legato alla detenzione di un’attività, è probabile che le oscillazioni del prezzo della criptovaluta sottostante si riflettano anche sullo strumento di investimento.