
Le assunzioni nel settore privato statunitense si sono ulteriormente indebolite a inizio ottobre. Secondo il NER Pulse, l'aggiornamento settimanale che affianca l'ADP National Employment Report, le aziende hanno creato in media 16.750 posti di lavoro a settimana nelle quattro settimane terminate il 10 ottobre.
Il dato segna un modesto calo rispetto alla precedente rilevazione (18.500), evidenziando un ulteriore rallentamento delle assunzioni.

Martedì il dollaro statunitense prosegue il recupero, tornando al di sopra della soglia di 102,00 in base all'andamento dell'indice del dollaro USA (DXY). L'indice mette così a segno il terzo rialzo giornaliero consecutivo, mentre tra gli operatori di mercato persiste la cautela in vista della riunione del FOMC.
Le condizioni del mercato del lavoro sono un elemento fondamentale per valutare lo stato di salute di un'economia e, di conseguenza, un fattore determinante per il valore di una valuta. Un'occupazione elevata, o una bassa disoccupazione, ha effetti positivi sulla spesa dei consumatori e quindi sulla crescita economica, sostenendo il valore della valuta locale. Inoltre, un mercato del lavoro molto teso, ossia una situazione in cui i lavoratori disponibili non sono sufficienti a coprire i posti vacanti, può avere ripercussioni anche sui livelli di inflazione e quindi sulla politica monetaria, poiché una scarsa offerta di lavoro a fronte di una domanda elevata determina un aumento dei salari.
Il ritmo di crescita dei salari in un'economia è un fattore fondamentale per i responsabili della politica monetaria. Una crescita salariale sostenuta significa che le famiglie hanno più denaro da spendere, il che di solito porta a un aumento dei prezzi dei beni di consumo. A differenza di fonti di inflazione più volatili, come i prezzi dell'energia, la crescita dei salari è considerata una componente chiave dell'inflazione di fondo e persistente, poiché è improbabile che gli aumenti salariali vengano annullati. Le banche centrali di tutto il mondo prestano grande attenzione ai dati sulla crescita dei salari quando prendono decisioni di politica monetaria.
Il peso che ciascuna banca centrale attribuisce alle condizioni del mercato del lavoro dipende dai suoi obiettivi. Alcune banche centrali hanno mandati espliciti relativi al mercato del lavoro, oltre al controllo dell'inflazione. La Federal Reserve statunitense (Fed), ad esempio, ha il duplice mandato di promuovere la massima occupazione e la stabilità dei prezzi. La Banca centrale europea (BCE), invece, ha come unico mandato quello di mantenere l'inflazione sotto controllo. Tuttavia, a prescindere dai rispettivi mandati, le condizioni del mercato del lavoro rappresentano un fattore importante per i responsabili della politica monetaria, data la loro rilevanza come indicatore dello stato di salute dell'economia e il loro legame diretto con l'inflazione.