
Amazon sta cambiando radicalmente la propria strategia di approvvigionamento hardware, spendendo miliardi di dollari per assicurarsi le unità di elaborazione grafica di Nvidia prima che i suoi data center dispongano di energia elettrica sufficiente per farle funzionare.
Il colosso del cloud computing ha introdotto un nuovo programma di accettazione anticipata dei rack, nell’ambito del quale prevede di ricevere in anticipo rack di server Nvidia GB300 per un valore di circa 5 miliardi di dollari presso strutture negli Stati Uniti, seguiti da ulteriori forniture hardware per circa 3 miliardi di dollari al mese per il prossimo futuro.

Questa aggressiva strategia di accumulo delle scorte evidenzia le misure non convenzionali adottate dai fornitori di servizi cloud su vasta scala per assicurarsi chip per l’intelligenza artificiale difficili da reperire, in un contesto di gravi vincoli alla capacità della rete elettrica. Poiché diversi siti di Amazon Web Services non dispongono della potenza elettrica necessaria per far funzionare i server, le apparecchiature già assemblate vengono temporaneamente custodite in magazzini di transito gestiti da intermediari finanziari. Parte di questo hardware resta inutilizzata, tanto da essere definita «GPU spente».
Questo cambiamento nelle pratiche di approvvigionamento comporta importanti implicazioni finanziarie per il più grande fornitore al mondo di servizi cloud. In precedenza, Amazon acquisiva la proprietà dei rack di server e contabilizzava i relativi costi solo al loro arrivo presso data center operativi. Accettare ora la consegna in anticipo significa immobilizzare ingenti capitali in apparecchiature che non generano ancora ricavi dalla locazione di capacità di calcolo nel cloud, esercitando una pressione immediata sulla liquidità dell’azienda.
Dietro questa strategia ad alta intensità di capitale vi è la pressione senza precedenti che la massiccia espansione dell’infrastruttura di Amazon per l’intelligenza artificiale sta esercitando sulle sue risorse finanziarie. L’azienda prevede che quest’anno gli investimenti in conto capitale raggiungeranno circa 220 miliardi di dollari, superando quelli dei principali concorrenti tecnologici. Questa spesa ha inoltre portato il flusso di cassa libero in territorio negativo nello scorso trimestre, per la prima volta dal 2023.
Nonostante le crescenti pressioni sui flussi di cassa e l’inasprimento delle condizioni sui mercati del credito per il finanziamento dei data center, Amazon continua a considerare l’acquisizione anticipata delle scorte un compromesso strategico necessario per impedire ai concorrenti di assicurarsi per primi l’hardware.
Commento di mercato:
Amazon descrive questo processo di accumulo delle scorte come una buona prassi aziendale consolidata, volta a garantire che le apparecchiature possano essere installate e messe in funzione rapidamente non appena sarà disponibile la potenza elettrica necessaria. L’azienda ha inoltre smentito le affermazioni provenienti da fonti interne secondo cui le tempistiche per l’entrata in funzione delle strutture resterebbero incerte.
